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sabato 15 marzo 2025

Mickey 17 (2025)


Regia: Bong Joon-ho
Anno: 2025
Titolo originale: Mickey 17
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Piove. Forte. La Toscana è sotto assedio, mi saltano due escursioni e così ne approfitto per andare al cinema, dove trasmettono un film con clonati, sfruttati e (forse) ribelli.
Bong Joon-ho torna alla fantascienza con Mickey 17, un film che mescola satira sociale, filosofia sull’identità e un pizzico di ironia, il tutto condito da un’estetica curata e una regia solida. Basato sul romanzo Mickey7 di Edward Ashton, il film racconta la storia di Mickey Barnes (Robert Pattinson), un "impiegato sacrificabile" in una missione spaziale colonizzatrice. La sua funzione? Morire e farsi rimpiazzare da un clone ogni volta che la situazione lo richiede.

L’idea di base è tanto inquietante quanto affascinante: un uomo che sa di essere solo una copia tra tante, ma che inizia a chiedersi se abbia un’identità unica e un valore reale. Pattinson regge bene il ruolo, alternando momenti drammatici a un’interpretazione che gioca con l’assurdità della situazione. La sua espressione perennemente tra lo spaesato e il rassegnato è perfetta per un personaggio che sa di essere sostituibile come una batteria scarica.

Come in Snowpiercer, Bong Joon-ho usa la fantascienza per parlare di sfruttamento e ingiustizia sociale, ma qui il tono è più leggero e a tratti ironico. La crudezza dell’idea – un uomo mandato costantemente a morire senza troppe cerimonie – è mitigata da una sceneggiatura che inserisce momenti di black humor e situazioni quasi grottesche. Questo equilibrio tra critica sociale e intrattenimento è uno dei punti di forza del film che lo rende godibile a tutti.

Visivamente, Mickey 17 offre ambientazioni fredde e asettiche, perfettamente in linea con la sua premessa distopica. La colonia spaziale è un mondo opprimente, dove l’umanità sembra ridotta a ingranaggi in un meccanismo impersonale. Eppure, non manca un certo senso di meraviglia per l’ignoto, un elemento che avvicina il film più alla fantascienza classica che al puro cinismo distopico.

Per chi ama la fantascienza con una buona dose di riflessione (Blade Runner, Moon, Ex Machina), Mickey 17 è un’esperienza da non perdere. Magari non rivoluziona il genere, ma riesce a essere intrigante, visivamente accattivante e persino divertente nel suo cinismo. In un’epoca in cui i blockbuster di fantascienza tendono a essere o troppo seriosi o troppo superficiali, Bong Joon-ho trova un equilibrio che lo rende un regista sempre interessante da seguire.

Pur non avendo letto il libro, ho avuto la sensazione che il film, anche mantenendo un’impronta intrigante e ben realizzata, smorzasse troppo i toni della sua distopia. Se la crudezza della premessa fosse stata resa in modo più diretto e spietato, probabilmente avrei apprezzato ancora di più il risultato finale. Ovviamente, è un parere puramente soggettivo, ma avrei preferito un impatto emotivo più forte, che facesse percepire con maggiore intensità l’orrore della condizione di Mickey.


 

domenica 10 maggio 2020

Parasite (2019)




Regia: Bong Joon-ho
Anno: 2019
Titolo originale: Gisaengchoong (寄生蟲)
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.6)
Pagina di I Check Movies
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Non avrei mai creduto che un film coreano mi prendesse così tanto. Sì, ho dei pregiudizi: il cinema asiatico, anche quello che fa alzare il pubblico in piedi ad applaudire non è che mi abbiamo mai regalato grandi emozioni. Questo, sebbene abbia vinto l'Oscar come miglior film, per la prima volta nella storia essendo non in lingua inglese, non era da meno: ok tanto clamore e tante ne parlavano, ma non mi son mai fatto condizionare. Qui però il livello è davvero alto, e non mi riferisco agli aspetti tecnici che non sono in grado di recensire, quanto alla storia. L'essenza della trama ed il modo in cui viene raccontata, passando da un genere all'altro con piccoli aumenti di ritmo senza che ciò avvenga in maniera netta e traumatica. L'entusiasmo che ne deriva è quindi comprensibile: si parte con una sorta di commedia, si passa al drammatico con venature thriller, si toccano momento di tensione e la fotografia segue di pari passo ogni singolo cambiamento. Le scene si susseguono ora lente e cadenzate, poi più ritmate, poi ancora c'è spazio per il ragionamento e di nuovo via con un pizzico di adrenalina e dialoghi che non sono a (s)comparsa. La colorimetria e la scenografia, così come le musiche ed il montaggio, riescono a dipingere adeguatamente i differenti stili di vita dei protagonisti, suddivisi in famiglie di classi sociali opposte. Una differenza che si trasmette anche attraverso gli odori. E questo film sa davvero di buono e genuino.

giovedì 4 dicembre 2014

Snowpiercer (2013)


Regia: Bong Joon-ho
Anno: 2013
Titolo originale: Snowpiercer
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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Così, visto di primo acchito, può anche sembrare una boiata ed in parte lo è, ma tutto sommato non è male. Si guarda abbastanza bene ed andando avanti si capisce subito che è basato su di un fumetto (francese in questo caso, nonostante la produzione della pellicola sia sud coreana ed americana). Siamo nel filone della fantascienza apocalittica: la Terra è completamente ghiacciata a causa di un errore umano (strano nevvero?) e gli unici sopravvissuti viaggiano ininterrottamente su di un treno speciale che fa il giro del mondo. Abbiamo una sorta di divisione per classe (in base al biglietto) con i ricchi che comandano i poveri. Insomma una sorta di specchio della realtà trasposto all'interno di una lunga "arca sferragliante". Ogni tanto quelli dei vagoni in fondo tentano una rivolta, ma puntualmente vengono presi a mazzate. Questa volta il protagonista Curtis arriverà fino in fondo. Non vado avanti con lo spoiler perchè nonostante sia tutto molto scontato è bene che possiate godervelo da voi. L'attore principale è Chris Evans che a quanto pare non riesce a discostarsi molto dal mondo dei fumetti avendo già partecipato a ruoli importanti in I Fantastici 4 (e sequel), Push, The Losers, Scott Pilgrim, Captain America, The Avengers... Insomma pare adattarsi bene a questo tipo di eroi. Bong Joon-ho è invece un regista coreano, abbastanza di punta che riesce a mischiare scene che potrebbero essere molto più crude di quanto ci abbiano voluto mostrare (il braccio ghiacciato da frantumare, lo scontro con i sicari dotati di accette) e situazioni totalmente al di fuori del contesto che rappresentano un senso di finto idillio comune in molte dittature. L'utilizzo della violenza non è certo messo da parte, l'azione e gli scontri corpo a corpo o all'arma bianca sono molto presenti, però si alternano a situazioni estremamente capovolte (i bambini ricchi che cantano). L'aspetto migliore è dato dai personaggi cattivi marginali, i quali colorano il quadro in maniera interessante. Differentemente da altri tipi di film basati sull'azione qui la strada è completamente lineare, come se fosse divisa in capitoli, rappresentati dai tanti e vari vagoni del treno. Peccato però che la trama non sia estremamente avvincente, ma risulti anche un po' scontata. Curioso poi che (eccoci lo spoiler è venuto fuori) che decidano di provare a vivere fuori in una zona che anche oggi sarebbe impervia e fredda (se si guarda bene la cartina il capodanno lo passano in Russia) quando avrebbero potuto osare magari in Sud America o in Africa. Giusto per fare un esempio. Nulla da dire invece dal punto di vista registico e del montaggio grazie all'alternanza di immagini e scene spesso in contrasto tra loro. Dinamismo e staticità, anche mentali, che formano un buon connubio. Qualcosa di più di un film da popcorn.