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venerdì 28 giugno 2024

Tulpa - Perdizioni Mortali (2012)


Regia: Federico Zampaglione
Anno: 2012
Titolo originale: Tulpa - Perdizioni Mortali
voto: 4/10
Pagina di IMDB (4.7)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Federico Zampaglione (Tiromancino) prova a creare un thriller horror che omaggia o riprende il giallo italiano di qualche decennio fa. Lo fa con una storiella banale, tuttavia efficace e non ingombrante. Il problema di fondo, mastodontico, è che per assurdo sembra che Zampaglione sia sordo o non abbia alle spalle esperienza con le parole. I dialoghi sono infatti imbarazzanti e distaccati dalla realtà. Lo si capisce fin dalle prime scene nella riunione tra manager e si va avanti così per praticamente tutto il film. Non che il dialogo sia parte fondamentale della trama in questo caso, ma sa troppo di prodotto per la televisione nonostante sia cinematografico. E succede anche con nomi come Placido e la Gerini. Molto belli invece secondo me sono i trucchi che finalmente in una pellicola italiana horror hanno molto da dire. Sangue e contusioni sono sempre ben fatte  e realistiche, riescono a dare una buona marcia al tutto. Anche se poi si rivela in tutto un film scontato e con poca verve.

Edizione: bluray
Semplice amaray con buona resa video e audio italiano in DTS HD MA molto corposo. Extra:
  • Making of (18 minuti)
  • Trailer
  • Galleria fotografica

martedì 23 luglio 2013

Shadow (2009)


Regia: Federico Zampaglione
Anno: 2009
Titolo originale: Shadow
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies

Film horror di un autore italiano che sembra davvero sapere il fatto suo. Nonostante il voto il film non è male, per buona parte del tracciato... Peccato che risulta perlopiù noioso e si arriva lentamente al colpo di scena, in parte telefonato come un rigore di Torricelli. Risulta inoltre un documento di denuncia contro gli orrori della guerra, il che fa scadere abbastanza, soprattutto nel finale che dovrebbe essere chiarificatore. Ma ce n'era bisogno? Dopo strazianti torture che hanno come unico fine quello di essere pesanti (un po' in stile Hostel) abbiamo la classica fuga. Ciò che sconcerta di più però è il montaggio, frenetico in alcune occasioni, statico in altre. Sembra, in certe parti di essere dentro ad un video musicale dei Tool (quando l'aguzzino lecca il rospo) e sebbene l'autore dia un senso a tutto quanto il film non colpisce più di molto. Già di per sè è abbastanza corto, poco più di un'ora, se poi vogliamo togliere le classiche parti inutili, resta ben poco. Non essendo un assiduo frequentato del genere, non posso sbilanciarmi più di tanto.