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domenica 29 marzo 2020

Agente Lemmy Caution: Missione Alphaville (1965)




Regia: Jean-Luc Godard
Anno: 1965
Titolo originale: Alphaville, Une Etrange Aventure De Lemmy Caution
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
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Faticoso. Molto faticoso. Entrare in questo mix di fantascienza distopica e noir non è stato per niente semplice. Colpa anche della versione presente su Prime Video che  ha solo la traccia audio italiana, intervallata da lunghe parti in francese, senza la possibilità di utilizzare i sottotitoli. A parte questo Godard, sceneggia un trama con dialoghi complicati, ripresi sia appunto da su citato genere noir che da un mondo in cui la tecnocrazia ha imposto esclusivamente ciò che è razionale e logico. Il risultato è un contrasto acceso tra i vocaboli e le azioni, ripreso anche dal bianco e nero della pellicola ed il paesaggio futuristico visibile essenzialmente attraverso gli ambienti modernisti in stile anni sessanta. Inserire un personaggio di altri tempi, all'interno di un contesto futuristico non è affatto facile, anche quando ci si affida ad una base letteraria e romanzata: la messa in visione in questo caso è risultata molto complessa e non sempre (tutt0altro anzi) il messaggio da trasmettere è immediato. Un film sperimentale se vogliamo, non per tutti, ma apprezzabile per chi ha amato lavori passati come Metropolis o futuri come Blade Runner. Labirintico, ai limiti del comprensibile. Io sto benissimo, grazie, prego.

sabato 27 gennaio 2018

Questa E' La Mia Vita (1962)




Regia: Jean-Luc Godard
Anno: 1962
Titolo originale: Vivre Sa Vie: Film En Douze Tableaux
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (8.1)
Pagina di I Check Movies
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Freddo, distaccato, alienante. I dodici atti, anzi "quadri" che compongono la pellicola raccontano una storia (che di per sè è tra le meno avvincenti che il cinema possa proporre) in cui i primi piano e la camera quasi sempre statica sono una costante: anzichè avvicinare il pubblico ai protagonisti (Anna Karina su tutti) ha l'effetto contrario ovvero di mettere un muro tra noi e le emozioni provate. La struttura narrativa è alquanto insolita ed un tentativo riuscito di fare cinema in maniera innovativa. Gli episodi che compongono la trama sono slegate tra loro sulla linea temporale e differiscono, nonostante la base fotografica e di montaggio risulti simile, nel genere registico. Troviamo infatti il dialogo filosofico con Platone in bella mostra, parti cinematografiche citazioniste o omaggianti (La Passione Di Giovanna D'Arco e Jules E Jim), scene drammatiche ed addirittura una di timbro documentaristico. Il tema della prostituzione è quello principale, trattato ora in modo pesante (specie nel finale) ora come una semplice via da intraprendere. "Bisogna prestarsi agli altri e darsi a se stessi" presente ad inizio film racchiude l'evoluzione di una trama frammentata, ma che non disdegna dialoghi profondi e pensieri da bar.