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giovedì 10 aprile 2025

Bound - Torbido Inganno (1996)


Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 1996
Titolo originale: Bound
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Nel 1996 le sorelle Wachowski, all’epoca ancora fratelli agli occhi del mondo e dell’industria, facevano il loro esordio dietro la macchina da presa con un film che oggi suona come un manifesto d’intenti: Bound. Un noir, sì, ma col sangue nelle vene, il desiderio tra i denti e la voglia di ribaltare i ruoli cucita addosso come una canottiera sudata.

La trama è un classico con la dinamite in tasca: Corky (Gina Gershon), ex galeotta con lo sguardo che taglia più dei suoi attrezzi da idraulica, incontra Violet (Jennifer Tilly), compagna del mafioso Caesar (un Joe Pantoliano perfetto nel suo essere viscido e tragicamente sicuro di sé). Tra le due nasce un'attrazione che diventa alleanza. Una valigia piena di soldi, un piano di fuga e un gioco di doppio (e triplo) inganno. Tutto ruota intorno al desiderio: di libertà, di vendetta, di toccare e distruggere.

Esteticamente Bound è un esercizio di stile ma senza manierismo: fotografia livida, luci al neon che sembrano sussurrare cattive intenzioni, inquadrature geometriche che stringono il respiro. Ogni scena è calibrata al millimetro, come se le Wachowski stessero già testando gli strumenti con cui, tre anni dopo, ci avrebbero trascinato in Matrix.

Ma qui, niente realtà virtuali: tutto è carne, sudore, tappeti macchiati e asciugamani sotto cui nascondere pistole. Il sesso tra Corky e Violet, tra i primi esplicitamente lesbo del mainstream americano non declinato al maschile voyeur, è un atto politico tanto quanto narrativo. Non è decorativo, è motore della storia. Ed è raro. Rarissimo. Specialmente nel ’96.

Il film si muove con la leggerezza della tensione ben orchestrata: dialoghi affilati, un ritmo che sale a spirale e non molla mai la presa. Bound è un noir al femminile, ma non femminista per etichetta: è solo che le donne, qui, sono più intelligenti, più coraggiose e più libere degli uomini. E questo, per molti, è già un insulto.

VERdetto: Bound è una perla nera. Non solo per chi ama il noir, ma per chi cerca nel cinema indipendente degli anni ’90 la prova che si può essere stilosi, sensuali, e dannatamente sovversivi. In 108 minuti le Wachowski ci ricordano che si può ingannare il sistema — e scappare col malloppo, magari tenendosi anche la ragazza.



Edizione: bluray
Versione in alta definizione con alcuni momenti qualitativi che lasciano a desiderare, perchè sgrana un po' nelle scene più scure. Traccia italiana in Dolby Digital 5.1 e nessun extra.

giovedì 20 agosto 2015

Jupiter - Il Destino Dell'Universo (2015)




Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 2015
Titolo originale: Jupiter Ascending
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
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Molto strano, è una via di mezzo tra la gran vaccata ed il film che potenzialmente potrebbe essere intrigante. I fratelli Wachowski (oggi fratello e sorella), ho pensato, amano complicarsi la vita. Come ad esempio di Cloud Atlas, che si ispira ad un soggetto molto più grande di loro, credevo che pure per Jupiter Ascending si basassero su di un romanzo o una serie di romanzi, di quelli in stile Hyperion... Invece vado a vedere e scopro che sceneggiatura e soggetto sono scritti da loro. Tanta, tantissima, troppa carne al fuoco per creare un universo fantascientifico ai limiti del fantastico e per spostare la trama tra improbabili mondi che esplodono se appena si toccano e la Terra, che è una fabbrica aliena di DNA. Idee buone nel complesso, ma non sufficientemente sfruttate (o magari già sfruttate in Matrix) per lasciare spazio ad un infinita serie di (alcuni magnifici altri meno) effetti speciali ed azione. Probabilmente una così audace e corposa storia avrebbe meritato un paio di ore in più, e non lo dico scherzando. Intendo che forse questo soggetto sarebbe stato adatto ad una saga, se ne vuoi sfruttare tutte le potenzialità e comunque lasciare inalterata la stucchevole ed inutile storia d'amore tra i due protagonisti (Mila Kunis e Channing Tatum) o altre amenità che fanno parte della versione finale. A me piace la fantascienza, piacciono certi concetti e soprattutto piacciono le storie epiche alla Star Wars, ma qui si esagera su punti non fondamentali e se ne tralasciano altri che avrei gradito. Ok la spettacolarità del combattimenti, ma se pare di essere all'interno dei moderni giochi per Playstation no. La buffonata quasi comica sulla burocrazia aliena era davvero necessaria? Ha spezzato in due il film, in maniera netta e poco sofisticata. L'introduzione russa e della famiglia posso capire che serva a dare importanza al legame che l'eroina ha con la sua vita, ma è fuori luogo e fuori tempo. Sembra che i fratelli abbiano voluto inserire tante di quelle proposte da non essere in grado di gestirne neanche una come si deve. Bello da vedere in alcune parti, difficilmente stanca se si superano i venti minuti iniziali e si apprezzano gli sforzi per portarlo ad essere un blockbuster di puro intrattenimento, eppure sono sicuro che gli intenti fossero differenti. Peccato.

sabato 8 giugno 2013

Cloud Atlas (2012)


Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski, Tom Tykwer
Anno: 2012
Titolo originale: Cloud Atlas
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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Cloud Atlas, l'Atlante delle Nuvole, è una composizione corale che si diffonde nel tempo e nello spazio. Abbiamo sei storie che si svolgono in differenti epoche, nel passato, nel presente e nel futuro le quali sono in parte legate tra loro da un filo invisibile che fa capo al destino. Quello con la D maiuscola che vede i personaggi dei vari racconti indissolubilmente legati a qualcosa di più grande. Qualcosa però di raggiungibile anche con piccoli gesti di coraggio che deviano il percorso naturale delle cose. E' quel senso di ribellione che impregna le nostre vite ed è votato ad un cambiamento, ora piccolo ora di proporzioni immense, ma che potrà cambiare la storia di tutti. I tre registi alternano improvvisamente ogni brano, legato anche in maniera impercettibile al seguente creando un effetto domino visivo. Soprattutto nella parte iniziale non è semplice da seguire, ma mano a mano che andiamo avanti entriamo nel vivo di ogni racconto e possiamo apprezzare il grande lavoro a cui il cast si sottopone. Perchè, come se non bastasse, gli attori sono sempre gli stessi, anche irriconoscibili per il trucco e per il tipo di personaggio che interpretano. Il messaggio lanciato dai fratelli Wachowski e da Tykwer resta così presente e lo spettatore si immedesima nell'eroe che ogni storia vuole evidenziare. In ordine abbiamo:

- 1849 il viaggio nel Pacifico di Adam Ewing 
- 1936 Lettere di Zedelghem
- 1973 Il primo caso di Luisa Rey
- 2012 L'orribile impiccio del signor Cavendish
- 2144 La preghiera di Sonmi 451
- Futuro lontano ed imprecisato con Sloosha Crossing e tutto il resto.

Ogni racconto ha la sua peculiarità e si passa dallo stile commedia del 2012 alla fantascienza hard di Sommi 451 passando per il post apocalittico di Sloosha, il thriller politico del 1973, il viaggio avventuroso del 1849 e il drammatico del 1936. Abbiamo tutto insomma, molta carne al fuoco. A mio avviso però non tutte le storie hanno la medesima importanza ed il solito impatto nonostante tutto sia riconducibile e legato ad avvenimenti concatenati. Abbiamo poi una sorta di reincarnazione dei personaggi principali (gli altri, nonostante gli attori siano sempre i soliti, non sono mai gli eroi). Ecco quindi la voglia dalla bislacca forma di stella cometa essere presente su:

- Adam Ewing (Jim Sturgess)
- Robert Frobisher (Ben Whishaw)
- Luisa Rey (Halle Berry)
- Timothy Cavendish (Jim Broadbent)
- Sonmi 451 (Doona Bae)
- Zachry (Tom Hanks)
Tra gli attori però non dimentichiamoci di Hugo Weaving e Hugh Grant, entrambi presenti con sei personaggi interpretati.

Ecco temporalmente invece cosa lega ogni vicenda all'altra:

Ewing scrive un diario che verrà letto da Frobisher, il quale ha una storia d'amore con il giovane Sixsmith, che da vecchio aiuterà in un'inchiesta la giornalista Luisa Rey. Cavendish poi scriverà un libro su questa inchiesta ed il copione di un film sulle sue disavventure passate in una casa di riposo che un tempo era la villa in cui Frobisher scrisse il sestetto. Il film girato nel 2144 sarà fonte di ispirazione per ribaltare la società distopica che vede i clonati come esseri inferiori e Sonmi 451 nel lontano futuro sarà ricordata come una figura religiosa per le popolazioni sopravvissute. 

Già nello scrivere un'introduzione simile si rischia di fare confusione, quindi l'attenzione nel seguire il film deve essere sempre costante ed accesa. E' complesso, epico, immenso. Molto ben studiato in ogni sua parte. Non ho letto il libro di David Mitchell da cui è tratto il film, ma credo che leggerlo potrebbe risultare d'aiuto per approfondire alcuni passaggi. Purtroppo non è tutto oro ciò che luccica: se vogliamo trovare un lato negativo possiamo dire che nonostante le quasi tre ore di durata, non è abbastanza. Suddividere invece la trama in una trilogia sarebbe stato ancora più deleterio. E' proprio la storia in sè, che merita maggiori sottolineature rischiando di creare un polpettone disarmonico. Penso così che la soluzione giusta sia quella adottata in questo film, senza però l'obbligo di renderlo un capolavoro assoluto.

sabato 5 novembre 2011

Matrix Revolutions (2003)


Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 2003
Titolo originale: The Matrix Revolutions
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
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L'ultimo capitolo della saga di Matrix è (non) sorprendentemente il peggiore, il più scadente. Non per questo però posso scendere troppo con la votazione. Del resto, cerco di fare una valutazione d'insieme ed è impossibile non collegarlo a Matrix Reloaded di cui è praticamente il secondo tempo più che il sequel. Inoltre gli effetti speciali sono sorprendenti, magnifici, da apoteosi, per una qualità video eccelsa. Quindi sarebbe uno spreco scendere troppo nella valutazione. Anche se il naso la fa storcere eccome. Ad otto anni esatti (uscì proprio il 5 novembre) da quando lo vidi la prima volta al cinema, il mio giudizio non è cambiato di molto soprattutto per quanto riguarda quel senso di delusione stagnante, mentre ti aspetti il colpo di scena chiarificatore che non arriva mai.  La trama è debole, spesso arrangiata e viene a mancare quel senso di curiosità presente nel primo capitolo. Se ci togliamo le battaglie campali ed i combattimenti di Neo e Mr. Smith infatti resta poco all'interno della storia. Il mondo all'interno della matrice è poco utilizzato, di conseguenza l'ambientazione è quasi interamente una goduria per gli occhi che amano ricostruzioni fantascientifiche. E la delusione maggiore sta proprio qui: è evidente che il colossal sia indirizzato a sbancare i botteghini più per gli effetti che per i dialoghi o il senso. Insomma con tutti quei soldi spesi per ricreare ambienti di un certo livello, magari qualcosa di più celebre ci poteva stare. "Il cucchiaino non esiste" è lontano anni luce da "tutto ciò che ha un inizio, ha una fine". Se poi avevamo assistito alla metamorfosi di Neo eroe a Neo mistico, adesso abbiamo Neo deus ex machina, con poteri soprannaturali e la vista durante la cecità (già Muad'Dib l'ha avuta in passato e migliore). Niente di più però. Tutto il resto è sbrigativo, ai limiti del ridicolo con la pace tra uomini e macchine su tutti. Visto singolarmente è un cazzotto in occhio, valutato nel complesso se la cava per la computer grafica.

lunedì 26 settembre 2011

Matrix Reloaded (2003)


Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 2003
Titolo originale: The Matrix Reloaded
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
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Non può essere messo sullo stesso piano del primo Matrix per tanti motivi, ma il mio voto non è troppo distante (arrotondato per eccesso) grazie ad una serie di effetti speciali mai visti prima. Il carattere fantascientifico è sempre molto presente, sebbene prendano piede anche quelli mistici e filosofici. Neo è il superuomo predestinato a grandi imprese, e come vedremo non solo all'interno della matrice. Un virus per le macchine, un salvatore per i ribelli. La preveggenza ed i contatti con personaggi enigmatici del calibro dell'Architetto o del Merovingio si mischiano tra loro portando in superficie termini e situazioni informatiche, ma anche il destino ed il potere di una singola scelta. Tutto il film è esplicativo nelle sue parti dove il dialogo è il protagonista principale: si va avanti a piccoli passi per sentirsi spiegare il mondo di Matrix. La complessità di questo mondo è talmente vasta da lasciare spazio a programmi rinnegati (l'agente Smith), vampiri, fantasmi ed angeli, accettati scientificamente come nel primo avviene per il deja-vu. L'attenzione che rivolgiamo quindi a figure che sono al limite della matrice e vivono in un limbo criptato ed inaccessibile è di puro interesse. Il Merovingio, sua moglie Persephone ed il Fabbricante di Chiavi hanno caratteristiche da fantasy, introdotte in un film di fantascienza. La trama in sè è un po' troppo frazionata, la lente di ingrandimento non si sofferma mai su una singola situazione, per questo potrebbe risultare debole. Almeno rispetto alla prima parte della trilogia. Di sicuro gli effetti speciali sono il punto di forza di tutta la pellicola: dai combattimenti di arti marziali forse anche troppo lunghi, agli inseguimenti in autostrada, dalle esplosioni quasi tridimensionali alle centinaia di copie dell'agente Smith. Insomma un capolavoro da questo punto di vista. Il bluray dispone di un buon Dolby Digital 5.1 e di numerosi extra e contenuti speciali come commenti, documentari ed i sempre presenti dietro le quinte.

sabato 23 aprile 2011

Matrix (1999)


Titolo originale: The Matrix
Regia: Andy Wachowski, Larry Wachowski
Anno: 1999
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Se lo chiedi al gatto (quello del deja-vu) anche lui ha visto Matrix. Tutti lo hanno visto, a tutti è piaciuto, molti si sono inseriti in uno o più movimenti culturali che basano il loro credo sulla story board della matrice. Arrivo tardi quindi? No, assolutamente. Anche io sono tra quelli che rimasti affascinati hanno guardato il film più volte, in più versioni ed in più occasioni. Questa però è stata la più matura. Non per il fatto che siano passati oltre dieci anni dalla prima visione, ma per il fatto che il mondo che mi circonda, il mio mondo, è cambiato anche grazie o per colpa di Matrix. Sia dal punto di vista letterario che da quello cinematografico, questo mio volermi sedere a guardarlo ancora una volta, è arrivato dopo molte letture cyberpunk tra cui soprattutto un certo William Gibson . Infatti se vogliamo, possiamo anche considerarlo, senza offendere nessuno e senza regalargli nulla, un padre di Matrix. Numerosi concetti legati al cyberspazio infatti sono stati introdotti da lui e dai suoi "adepti". Certo, il film lo fa in maniera più cristallina, meno noiosa, più realista e più accattivante. Ma le basi sono quelle di Gibson e lo si nota tutto. Senza tralasciare il Dick degli anni migliori, che sputa personaggi non sempre in grado di percepire tra realtà e finzione.  Così come è godibile in maniera maggiore, una volta visti anche tanti altri film con il tema della distopia . E' possibile assaporare in maniera più diretta e concentrata, il controllo che le macchine hanno sugli uomini (una sorta di Terminator nel futuro finita male) e il nostro stato di schiavitù. Inoltre se da un lato l'utopia tecnologica scade in una tirannia, restano alti temi estropici e transumanisti che introducono la singolarità o meglio ancora l'ampliamento delle proprie capacità (non solo cognitive). Dopo tutto questo secondo me effetti speciali, colonna sonora ed attori, possono anche passare in secondo piano ed essere messi da parte con il proseguire degli anni, ma il film resta sempre di culto ed offre almeno un decennio di letture ed altre pellicole da vedere. Un must che si rinnova ad ogni stadio della nostra ricerca sui temi che preferiamo.