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domenica 16 agosto 2015

Halloween - 20 Anni Dopo (1998)




Regia: Steve Miner
Anno: 1998
Titolo originale: Halloween H20: 20 Years Later
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.6)
Pagina di I Check Movies
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Nonostante sia il settimo capitolo della saga di Halloween è un film fondamentale che vuole risvegliare il franchise immenso che si è creato attorno a Michael Meyers ed al tempo stesso, inevitabilmente concluderlo. So che dopo ci saranno altri film, ma probabilemnte saranno dei remake, dei reboot o dei prequel, voglio sperare. Perchè si vede chiaramente che Jamie Lee Curtis, dopo averlo colpito in testa con un estintore, accettato con un ascia alla spalla, colpito più volte con un coltello da cucina, fatto cadere dal primo piano, investito e quindi schiacciato con un pulmino, lo ha addirittura decapitato. Non c'è scampo, la testa è rotolata in terra e si è staccata dal corpo. E' morto. Anche fosse stato uno zombie, non c'è proprio storia. Fine. Basta. Era l'ora. Comunque la sceneggiatura riparte da Il Signore Della Notte (ignorando gli altrettanto pessimi Il Ritorno Di, La Vendetta Di e La Maledizione Di) e come suggerisce il titolo, è ambientata 20 anni dopo La Notte Delle Streghe. Una sorta di omaggio, di cui francamente potevano fare a meno e che ho pure fatto fatico ad inserire in un contesto: prima di, dopo di, perchè? Il perchè è presto detto: vaini. Già perchè comunque una saga di questo genere, riesce a smuoverne, anche solo a livello di merchandising o home video, per gli appassionati e non solo. Di positivo c'è un ritorno della Lee Curtis che catalizza tutta l'attenzione, nonostante inizialmente si possa pensare che suo figlio (Josh Hartnett) sia il protagonista. No, per fortuna la regina resta lei. Su questo non nascondo un certo piacere sebbene per godermi un film horror ci debbano essere ben altri ingredienti. Le chiavi cadute per terra, oppure l'auto che non si accende al primo colpo... Troppo scontato. Troppo vecchio. Troppo poco per farti salire la tensione. Inoltre i protagonisti giovani, sono talmente insulsi che nella tua testa li hai già catalogati come cadaveri, carne da macello. Invece soltanto due di loro passano dal mattatoio. Peccato perchè mi sarebbe piaciuto vedere il terrore ed il sangue nei loro volti. Tirando le somme, in potenza non è il peggior sequel, anzi è di gran lunga migliore di altri, ma non si merita il mio rispetto. Bocciato.

sabato 25 aprile 2015

Week-end Di Terrore (1982)


Regia: Steve Miner
Anno: 1982
Titolo originale: Friday The 13th Part III
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.6)
Pagina di I Check Movies
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Nonostante il titolo italiano sia slegato dal franchise (mah) si tratta del terzo Venerdì 13. E si ricollega, mostrandoci più o meno la fine, a quel L'Assassino Ti Siede Accanto che già di suo, come secondo capitolo, aveva fatto un passo indietro. E Steve Miner continua a fare il gambero, senza dare spessore al personaggio, anzi glielo fa perdere ulteriormente, sebbene la produzione provi maldestramente a catturare l'interesse con il formato 3D. Eh sì, siamo nel 1982, ma ciclicamente ci provano con questa boiata. La trama è terra terra, ma ci piace così: da un horror slasher non pretendiamo certo una storia elaborata. Il sangue e le menomazioni sì. Non mancano sicuramente qui, eppure la maggior parte è stata tagliata. Insomma in quegli anni erano abituati fin troppo bene, ed a quanto pare non in tutte le case americane ci sono pistole o fucili. Neanche in quelle nei boschi. Bene per Jason, che è dotato di una resistenza sovrumana e che riusciremo a vedere anche in altri ventordicimila episodi. Gli adolescenti dediti a sesso e cannette se la vedono brutta, ad uno ad uno vengono squartati o uccisi brutalmente, ma l'eroina di turno (Dana Kimmel) sopravvive come il copione in carta carbone vuole. Di originale, fino ad un certo punto se vogliamo, c'è che Jason da qui in poi indosserà la famigerata maschera da hockey, suo segno di riconoscimento (giusto per non confonderlo con Michael Myers che ne indossa una diversa). E' indubbio però che Jason abbia fatto e faccia storia, è un tipetto molto chiacchierato, anche se lui dal canto suo non parla mai. Come da tradizione, un successo voluto e forzato che proseguirà nei secoli dei secoli. Amen.

sabato 14 giugno 2014

L'Assassino Ti Siede Accanto (1981)


Regia: Steve Miner
Anno: 1981
Titolo originale: Friday The 13th Part 2
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.0)
Pagina di I Check Movies
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Siamo al secondo capitolo della saga di Jason e del Venerdì 13, uscito inspiegabilmente in Italia con "L'Assassino Ti Siede Accanto" invece di un semplice Venerdì 14 Parte II poi usato successivamente. Si riparte con un'introduzione per farci ricordare cosa accadde con il film di Cunningham , che nonostante il finale creato appositamente per poi far uscire un miliardi di capitoli successivi, aveva una valenza abbastanza thriller e realistica. Qui si basa tutto sul fatto che il cattivo è Jason, e noi lo sappiamo. E' ovvio ed immancabile. E nonostante il suo valore cinematografico sia minore rispetto al primo, non credo sia da buttare. Resta l'ambientazione cupa e quella sorta di mistero che aleggia sul campeggio, luogo per così dire che dovrebbe esser spensierato e di svago. infatti questa cosa di beatitudine viene fuori dalla serie di personaggi che si alternano di fronte alla telecamera interloquendo tra loro soprattutto con dialoghi stupidi e di repertorio. Ma appunto il senso di ciò che deve dare al pubblico viene portato sullo schermo in maniera abbastanza buona. Di certo non cerchiamo altro se non dei ragazzi ignari della fine che li attende. La mattanza non è come ci si poteva aspettare però, il sangue è presente ed anche gli omicidi, ma niente di troppo slasher. Le inquadrature ravvicinate o dal basso creano la giusta tensione eppure l'eroina di turno (Amy Steel) ha una parte meno forte ed importante rispetto alla vecchia Adrienne King. Più che su di lei si punta sul taglio della fotografia e della scenografia, con scene sagge tipo quella del cagnolino presumibilmente massacrato (poi si scoprirà di no) staccata subito da salsicce che cuociono. Anche questo capitolo non lo ricorderemo come una pietra miliare del cinema horror, ma serve sicuramente per la crescita del personaggio di Jason agli del pubblico: impossibile non apprezzare le due scene principali che lo vedono coinvolto ovvero quella con cui avanza con il coltello per pugnalare una ragazza e quella nella parte finale in cui sfonda la finestra e lo vediamo a volto scoperto. Brutto da far paura, ecco perchè si copriva la faccia con un sacco di stoffa. Il finale è brutto quanto lui e lascia in sospeso l'arrivo del terzo episodio. Una nota sull'inizio: viene cantata, un po' modificata la canzoncina della formicuzza e del grillo che mi cantava babbo da piccino.