domenica 30 settembre 2012

Trovata, finalmente!

Vi è mai capitato di avere un motivetto che vi suona per la testa e non sapete dire di cosa si tratti? Sì di sicuro, perchè capita a tutti. Però magari dura qualche ora, al massimo alcuni giorni, poi o trovate l'arcana soluzione e ve ne scordate definitivamente. Io sono stato più sfortunato del solito. Era, e lo ricordo bene come se fosse ieri, la fine degli anni novanta: facevo ancora il liceo quando mi capitò all'orecchio una canzone, che lì per lì era abbastanza interessante. La quinta stava per finire ed una volta ascoltata, tra l'altro velocemente in una stanza affollata, senza capire le parole, me ne scordai per un bel po'. A Pisa la risentii, era già iniziata e l'unica cosa che mi venne in mente era il fatto che avevo già avuto a che farci. Provai a chiedere alla prima persona che capitava, che canzone fosse. Eh? Quale? Questa? No, quella prima, in italiano. Ah boh. Quindi niente, ma non era preoccupante. Pochi giorni dopo eccola di nuovo: più o meno stessa festa, più o meno stesse persone, più o meno stessa casa. Quindi chi metteva musica sapeva di cosa si trattasse. In quei giorni il motivetto era tipo loop dentro di me, ma appena fatto due più due mi rilassai conscio del fatto che la soluzione era lì a portata di mano. Mi scordai di chiederlo però, essendo ripromesso di farlo verso fine serata. Poi per molti anni il vuoto, salvo che di tanto in tanto immerso nei miei pensieri, il motivetto mi ritornava in mente. Entrato internet nella mia vita, un giorno passai ore a cercare i testi di Banda Bardò, CSI e simili per tutto il web. Una faticaccia immane soprattutto se si pensa che non era una canzone loro. Non so per quale oscuro motivo, ma ero convinto si trattasse di uno di questi gruppi che non facevano parte del mio bagaglio culturale. Poi di nuovo pausa, e si sa più passa il tempo più è un casino. Neanche ero sicuro delle parole o del ritmo. Solo confusione. Le uniche parole che ad un certo punto ricordavo e cercavo erano : "una sigaretta accesa"... Il disastro. provai anche a cantarla in maniera alquanto stonata su SoundHound ed ovviamente non ha funzionato. Poi ieri, in macchina una botta di culo insperata ormai: radio Subasio l'ha messa, ed io ero lì pronto ed attento. In galleria ho anche smoccolato, ma ho potuto metterla bene a fuoco. Altro non era che Baglioni!!! Ma via!! Baglioni!!! E chi ci avrebbe mai pensato? In casa ho solo un album ("Questo piccolo grande amore") e quindi non mi era mai capitato di metterlo neanche per sbaglio. Ed invece eccola qui: Via. Mitico, adesso non ho più problemi, sono realizzato. Tra l'altro neanche mi piace troppo, ma tutto sommato può essere la colonna sonora di questo fine settembre.

sabato 29 settembre 2012

Juventus 4 - Roma 1

Juve quattro e Roma 1. Il super attacco e gioco frizzante [sic.] di Zeman è stato letteralmente messo a tacere. Non sto qui a dire che la mamma del boemo è una puttana o cantare che è un uomo di merda. Lo hanno già fatto e piove sul bagnato, almeno per quanto riguarda quell'allenatore che la gente conosce solo perchè sputa sentenze ai microfoni dei giornalai amici. Quindi chiusa questa breve parentesi iniziale, parto con il resoconto della gara per gli sfortunati che non hanno potuto vederla in tv. Non c'è stata storia, e non fatevi distrarre dal risultato bugiardo. Sono quattro reti che ci vanno strette, perchè oltre a tutto ciò abbiamo avuto altre nitide occasioni con due traverse ed un gol annullato, oltre varie occasioni. La Rometta, che punta allo scudetto invece non ha mai scaldato i guanti a Buffon che si è destato dagli sbadigli solo in occasione del rigore (non parato) che ha visto i giallorossi accorciare le distanze. Un primo tempo sensazionale con pressing alto che avremmo dovuto fare anche a Firenze e fraseggi degni della squadra più forte d'Italia. Siamo davvero su un altro pianeta. Poi giustamente un po' di calo e maggiormente attendisti, ma solo come addomesticatori esperti. Ed il bello deve ancora venire: le potenzialità non sono espresse al cento per cento, abbiamo margini di miglioramento. Questo per far capire la macchina da guerra che è la Juventus oggi come oggi. Tutti i vari tifosetti del calcio zemaniano magari ci ripenseranno un paio di volte prima di alzare la cresta sproloquiando sul bel gioco di quella massa fecale solida di forma cilindrica [cit. Treccani]. Un buon compleanno anche al caro Pupone: quattro e casa, tanto per ricordare i bei tempi andati. Quarantacinque senza perdere. Home 2.0 sinonimo di affidabilità e garanzia per il bel gioco.

venerdì 28 settembre 2012

Toy Story 2 - Woody E Buzz Alla Riscossa (1999)


Regia: John Lasseter
Anno: 1999
Titolo originale: Toy Story 2
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Il secondo episodio della saga di Toy Story ri
esce a colmare alcune lacune (scusate l'anagramma) che si erano visti ne Il Mondo dei giocattoli. Abbiamo infatti una composizione più matura, che sa di essere un grande successo e per questo strizza l'occhio anche ad un pubblico più adulto. Se un bambino rimane affascinato dalla storia, sempre puerile e lineare, il genitore può rimanerlo da altri fattori che non siano solo le doti grafiche della Pixar. Se infatti i maghi degli studi di animazione continuano a darsi da fare affinchè ci cadano le mascelle, stavolta Lasseter si impegna in maniera più completa, dando al cartone animato una struttura che può interessare un numero sempre più ampio di persone. Concettualmente si fa leva sui sentimenti nostalgici che ogni giocattolo porta dentro di sé. Se nel primo capitolo la paura era quella di venire sostituiti da nuovi balocchi donati per il compleanno, qui il timore è quello di invecchiare, rompersi, divenire obsoleti ed infine dimenticati. I bambini crescono, diventano adulti e non sempre vogliono passare il proprio tempo con il giocattolo preferito di una giovinezza ormai solo da ricordare.. Chi di voi, durante la visione del film non ha pensato ai propri giocattoli? Dove sono finiti adesso? In cantina, dentro il bidone della spazzatura o perduti? Oltre al tema principale la regia sa cosa esaltare maggiormente inserendo contesti di tutto rispetto: il nerd grassoccio che diviene una sorta di Gargamella, la Barbie fascinose e sexy, i richiami a Darth Fener e quelli ad altri lavori cinematografici. Insomma alla Pixar, nel 1999, sapevano di essere dei grandi e di potersi permettere qualcosa in più rispetto al solito. Abbiamo anche un cameo di Geri: il vecchietto che ci ha affascinato giocando a scacchi con se stesso, adesso è un meticoloso riparatore di giocattoli. Geniale questa trovata, così come le scene inserite durante i titoli di coda, scimmiottando con alcune "scene eliminate o errori" pellicole reali. Un insieme di piccoli certi legati alla storia che non fanno che bene a tutto il contesto. Da vedere assolutamente.

mercoledì 26 settembre 2012

uTorrent (beta) per Android

Diversi mesi fa scrissi un articolo riguardante l'utilizzo di Android come gestore remoto per i nostri programmi p2p preferiti attraverso webserver. Se la dotazione tipica di chi fa file sharing è costituita da un pc (o da una download station) non è detto che coloro che possiedono soltanto uno smartphone non possano avere la voglia o la necessità di sfruttare programmi p2p. Il primo software funzionante che ho potuto provare è stato FrostWire, anche se la sua rete oggigiorno non è tra le più famose ed utilizzate. Soprattutto se si parla di velocità e leggerezza è impossibile non conoscere uTorrent, che da qualche giorno ha rilasciato su Google Play una versione beta adatta a dispositivi Android. E' un'applicazione gratuita (almeno per adesso) e pesa soltanto 1,58 mega. Una volta lanciata è possibile eseguire la ricerca dei contenuti che vogliamo. Ho provato subito con qualcosa di cui servirebbero normalmente i diritti d'autore. Ammetto che non lo ho fatto solo per puro spirito giornalistico, ma perché su due piedi non mi venivano in mente nomi di prodotti legali al di fuori di distribuzioni Linux, magari pesantissime da tirar giù. Ecco quindi una traccia vecchiotta, ma non troppo: Special K dei Placebo. I risultati vengono aperti in una nuova finestra del browser. Si scarica quindi il torrent sulla propria scheda e partirà il download dl file attraverso il software p2p. Partirà? Non ho molta voglia di attendere, proviamone un altro. Vada per I soliti sospetti. Qui trovo subito un tracker che mi dà la possibilità di aprire il torrent tramite l'applicazione predefinita. Neanche cinque secondi e si parte, a buone velocità tra l'altro. Dopo una mezzora buona invece la traccia mp3 non è ancora partita. Nel complesso, quando si aggancia (lo ho prvato sotto rete 3G non wifi) lo fa egregiamente, ma resto dell'idea che usare uno smartphone (magari un tablet o un dispositivo con un sistema di archiviazione capiente) per fare dle p2p non è molto user friendly. Tanto più che sebbene mi aspettassi una cosa più drastica, il consumo della batteria va tenuto di conto, così come il traffico internet del nostro piano. Al di là di queste considerazioni l'applicazione è scarna e leggera, a prova di chiunque. Attendo un porting di bitche che potrebbe semplificare di molto le cose. Per adesso uso solo il controllo remoto.

Caccia Al Ladro (1955)


Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1955
Titolo originale: To Catch A Thief
Voto: 4
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies

Non state a gridare alla scandalo se ho trovato il film noioso e stucchevole. Certo la pellicola è del 1955 quindi andrebbe giudicata in quel contesto temporale, ma perchè dovrei farlo? Io lo ho visto oggi, ho sui trent anni e mi aspettavo un Hitchcock maggiormente accattivante. Ecco invece una pallosa storia che di giallo ha poco o niente, con una trama sterile e dialoghi massacranti. Capisco magari che all'epoca Cary Grant e Grace Kelly facessero muovere miliardi di persone per andare ai drive in, ma per cosa? Per vedere un vecchio che sta sempre in posa ed una bionda che si atteggia a super diva? Boia messi male i nostri nonni eh? Se si escludono alcuni accorgimenti tecnici di un certo rilievo come i montaggi paralleli o la grana per le scene notturne, il film passa davvero inosservato. Per gli anni cinquanta forse erano come lo slow motion di una decina di anni fa, ma non è possibile basarsi solo su questo. Se solo ripenso al ballo in maschera mi viene la nausea, così come per ogni sorta di dialogo anche nelle situazioni più impensabili. Lo consiglio solo agli amanti del genere.

martedì 25 settembre 2012

Quasi Amici - Intouchables (2011)


Regia: Olivier Nakache & Eric Toledano
Anno: 2011
Titolo originale: Intouchables
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (8.6)
Pagina di I Check Movies

La cosa positiva è che si tratta di una storia vera, quindi il lieto fine è quasi una liberazione. Philippe (Francois Cluzet) è un ricchissimo paraplegico francese che cerca una sorta di infermiere - badante personale ed assume Driss (Omar Sy) un delinquentello di periferia senza alcuna preparazione o competenza. Il Balotelli della situazione oltre ad essere antipatico ed irrispettoso si limita ad imporsi solo per ciò che è: un ignorante nullafacente che però dal canto suo non prova nessuna pietà o commiserazione per il povero Philippe. Ed è proprio ciò che il milionario stava cercando: una persona differente dal solito che lo facesse sentire vivo, scherzasse con lui e che diventasse quasi amico. Due persone totalmente opposte, che vivono agli antipodi della società e che conducono le proprie vite agli estremi. Se non si tratta di un'opera di fantasia, ne ha tutte le caratteristiche ed è proprio questo che rende speciale l'amicizia narrata. Sinceramente non mi ha colpito favorevolmente il film, che è a suo modo commovente (sic.) ed ironico, mette da parte lo stile strappalacrime e la pietà per risaltare maggiormente la dignità. A mio modo di vedere non si tratta né di cinismo né di rispetto quello che il senegalese porta con sé, ma di un semplice arrangiamento alla propria ignoranza ed indifferenza. Pulire il culo al vecchio o farlo divertire andando a zig zag per le strade di Parigi tutto sommato è il suo modo per sbarcare il lunario. Un do ut das che si chiude con Philippe che finalmente ha una persona che lo tratta in modo differente dal resto degli aristocratici alla naftalina con cui di solito ha rapporti. Di sicuro è anche una convivenza che funziona in rarissimi casi: se penso ad un tetraplegico mi viene in mente Lincoln Rhyme, che ha bisogno di un aiutante con i controcoglioni fiocchi, decisamente esperto in ciò che fa... Di conseguenza mi immaginavo poi qualcosa di più eclatante tipo la richiesta di suicidio assistito o qualcosa di maggiormente toccante. A parte la marachella della corsa in auto, e due mondi differenti che provano a piacersi c'è un po' poco per i miei barbari gusti. Un bello smacco ai vari intenditori artistici per la vendita di un quadro con una decina di schizzi, che fa guadagnare undicimila euro a Driss. Per il resto tanta attenzione alla storia, ma non gridiamo al miracolo francese.