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venerdì 12 aprile 2019

La Casa Delle Bambole - Ghostland (2018)




Regia: Pascal Laugier
Anno: 2018
Titolo originale: Ghostland
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon 

Film:
Pascal Laugier sa creare horror interessanti e pesanti coinvolgendo il pubblico: vedi Martyrs. La Casa Delle Bambole è belloccio, meno crudo, e per questo si può guardare meglio. Se il titolo italiano può richiamare a qualcosa di fantastico o sovrannaturale, non fatevi ingannare: per fortuna è un thriller con ambientazione reale, senza l'ausilio di demoni o robetta del genere. La primissima parte, quella introduttiva, è ben fatta e ti fa entrare subito nel vivo della storia, per poi però scemare e rallentare il tutto. Ero quasi tentato dal giudicarlo male durante quella breve fase piatta che arriva subito dopo. E' soltanto uno stratagemma della sceneggiatura, abbastanza originale, per poi far ripartire il film su alti livelli. Pur essendo più leggero rispetto a Martyrs, almeno nelle immagini, anche Ghostland è scioccante perchè capovolge lo stereotipo dello scrittore che scrive un racconto basandosi sulle proprie esperienze. Quindi le protagoniste vivono un presente che è bene che sia un incubo, una realtà da cui fuggire, un insieme di scatole cinesi in cui il pubblico può ritrovarsi in maniera spaesata. Ho fatto un po' di spoiler, ma non troppo, se non lo avete visto ed amate un horror differente dal solito, fa al caso vostro.

Edizione: bluray steelbook
Midnight Factory, ovvero una certezza. Bella versione steelbook, con cartoncino ed una grafica dell'artwork accattivante che riprende la locandina del film, ed al tatto è "solcata". All'interno abbiamo due dischi, entrambi bluray. Come al solito qualità video ottima, così come quella audio che in un film horror è davvero esaltante (DTS HD MA 5.1). Abbiamo all'interno anche un booklet a colori di 10 pagine. Gli extra sono così divisi:
Dischi:

  • Trailer (Disco 1)
  • Making of (1 ora e 13 minuti Disco 2)
  • Intervista a Crystal Reed (9 minuti Disco 2)
  • Intervista a Emilia Jones (9 minuti Disco 2)
  • Intervista a Pascal Laugier (10 minuti Disco 2)


Booklet: 

  • Pupazzi di carne
  • Bambole, vittime e martiri
  • Pascal Laugier o della formazione





giovedì 27 giugno 2013

I Bambini Di Cold Rock (2012)


Regia: Pascal Laugier
Anno: 2012
Titolo originale: The Tall Man
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Inizia in maniera un po' cupa e confusionaria con la protagonista Jessica Biel che è una fichetta buon samaritana davvero fuori contesto in quel di Cold Rock, cittadina povera e devastata dalla crisi nello stato di Washington. Gli abitanti infatti sono perlopiù dipinti come zotici o sempliciotti che conducono le loro vite in modalità off tra litigi in famiglia e poche prospettive di agio. In questo nuvoloso angolo di mondo spariscono di tanto in tanto numerosi bambini, diciassette quando il film ha inizio. Con una premessa del genere gli americani avrebbero mandato gli Apache e qualche bomba atomica per stanare il colpevole... Invece c'è un investigatore, il solito sceriffo e qualche montanaro col fucile. La prima buona mezzora ha tutte le sembianze dell'horror e la trama ha un che di patetico, salvo poi arrivare a metà film con il colpo di scena che alza alla grande l'attenzione. La buona e brava infermierina si rivela essere lei stessa il mostro che rapisce tutti i bambini. Malata di mente crede, o così pare, di poter dare a questi una vita più prospera lontana dai problemi del piccolo centro. Come se poi Cold Rock e quelle famiglie fossero il centro di ogni male. Non si sa cosa ne faccia, se li uccide, se li vende, se li tortura. La prova recitativa migliore la abbiamo quando leggiamo la follia nel suo sguardo. Poca roba, ma abbastanza credibile. Il resto diviene un drammatico thriller dalle tinte meno fantastiche, con un finale che mostra ciò che veramente è accaduto: rapisce i piccoli, li tiene un po' con seè e poi li parcheggia ad altre famiglie benestanti di altre città per farli stare meglio. Wow eh...

mercoledì 27 marzo 2013

Martyrs (2008)


Regia: Pascal Laugier
Anno: 2008
Titolo originale: Martyrs
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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Il genere horror non è affatto semplice: da fare, da guardare, da giudicare. Spesso di nicchia, altre volte di bassa lega, altre ancora che sconfina nel troppo irreale, nel troppo splatter o nel troppo thriller. Insomma trovare un buon prodotto che sia genuino sotto ogni aspetto è un'impresa ardua. Nella mia seppur piccola cultura cinematografica, questo genere è da me talmente poco esplorato che se voglio definire questa pellicola come violenta e deviata i primi titoli che mi vengono a mente sono Saw ed Hostel. Già, ma questo è differente, è di classe. Un'escalation sanguinaria decisamente depravata, una crudeltà spinta al limite che devasta. La schizofrenica regia di Pascal Laugier utilizza immagini schiette, veloci e colme di dettagli, adornandole poco o per niente con dialoghi o musiche ad effetto. Vuole puntate così tanto sull'impatto visivo che buona parte del film è caratterizzato soltanto da mugugni e lamenti. Di sofferenza pura, agghiacciante, di quello che non vedono mai la fine. La storia è divisa in due parti (e mezzo): all'inizio fatichiamo a capire se l'elemento horror della trama è qualcosa di fantastico e trascendentale o una semplice allucinazione che colpisce una vittima disperata. Abbiamo poi la chiusura repentina di questa prima parte con un intermezzo dal dolce sapore della svolta: il mistero sembra quasi svelato. Ma è troppo presto, nonostante un paio di colpi di scena, deve fare ancora la sua entrata la parte più deviata dell'intero film: la setta ricca ed implacabile che cerca di ricostruire il martirio, tramite ovviamente le più atroci sofferenze. Parte così un ennesimo mattatoio che però secondo me risulta essere un po' troppo prevedibile. Il finale inconcludente era obbligatorio per poter dare un (non) senso alla crudeltà ed alla inutile scelta di una violenza estrema. Ci lascia quasi consapevoli che le sofferenze appena ammirate non abbiano raggiunto lo scopo che speravamo e quindi altro non sono che dettate da puro e semplice, bieco sadismo. A mio avviso Laugier per fare le cose in grande e meritarsi un inchino estremo da parte mia, avrebbe dovuto rendere lo spettatore molto più coinvolto nelle sofferenze delle vittime. Invece inizialmente abbiamo Lucie, nell'intermezzo la "ragazza Robocop" ed infine Anna. Ok viene torturata e soffre alla grande, ingiustamente per di più, ma manca totalmente l'immedesimazione e la condivisione di quanto subisce. Non c'è pietas insomma, o almeno non abbastanza per quanto mi riguarda. Il lato positivo di avere diversi capovolgimenti di fronte si ritorce contro avendo una trama un po' spezzettata per un lavoro che dura circa un'ora e trenta, non di più. Come detto all'inizio abbiamo un horror di classe inteso anche nel fatto che Laugier riesce a cucire bene più racconti tra loro che hanno ben tre punti in comune: violenza, violenza e violenza. E con un finale così furbo da non essere per niente ingegnoso, ma neanche stupido alla fine andiamo a letto un po' scossi, ma senza sapere cosa ci sarà dopo la morte. Mi piacerebbe scoprirlo senza essere martirizzato, questo è certo.