mercoledì 27 marzo 2013

Martyrs (2008)


Regia: Pascal Laugier
Anno: 2008
Titolo originale: Martyrs
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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Il genere horror non è affatto semplice: da fare, da guardare, da giudicare. Spesso di nicchia, altre volte di bassa lega, altre ancora che sconfina nel troppo irreale, nel troppo splatter o nel troppo thriller. Insomma trovare un buon prodotto che sia genuino sotto ogni aspetto è un'impresa ardua. Nella mia seppur piccola cultura cinematografica, questo genere è da me talmente poco esplorato che se voglio definire questa pellicola come violenta e deviata i primi titoli che mi vengono a mente sono Saw ed Hostel. Già, ma questo è differente, è di classe. Un'escalation sanguinaria decisamente depravata, una crudeltà spinta al limite che devasta. La schizofrenica regia di Pascal Laugier utilizza immagini schiette, veloci e colme di dettagli, adornandole poco o per niente con dialoghi o musiche ad effetto. Vuole puntate così tanto sull'impatto visivo che buona parte del film è caratterizzato soltanto da mugugni e lamenti. Di sofferenza pura, agghiacciante, di quello che non vedono mai la fine. La storia è divisa in due parti (e mezzo): all'inizio fatichiamo a capire se l'elemento horror della trama è qualcosa di fantastico e trascendentale o una semplice allucinazione che colpisce una vittima disperata. Abbiamo poi la chiusura repentina di questa prima parte con un intermezzo dal dolce sapore della svolta: il mistero sembra quasi svelato. Ma è troppo presto, nonostante un paio di colpi di scena, deve fare ancora la sua entrata la parte più deviata dell'intero film: la setta ricca ed implacabile che cerca di ricostruire il martirio, tramite ovviamente le più atroci sofferenze. Parte così un ennesimo mattatoio che però secondo me risulta essere un po' troppo prevedibile. Il finale inconcludente era obbligatorio per poter dare un (non) senso alla crudeltà ed alla inutile scelta di una violenza estrema. Ci lascia quasi consapevoli che le sofferenze appena ammirate non abbiano raggiunto lo scopo che speravamo e quindi altro non sono che dettate da puro e semplice, bieco sadismo. A mio avviso Laugier per fare le cose in grande e meritarsi un inchino estremo da parte mia, avrebbe dovuto rendere lo spettatore molto più coinvolto nelle sofferenze delle vittime. Invece inizialmente abbiamo Lucie, nell'intermezzo la "ragazza Robocop" ed infine Anna. Ok viene torturata e soffre alla grande, ingiustamente per di più, ma manca totalmente l'immedesimazione e la condivisione di quanto subisce. Non c'è pietas insomma, o almeno non abbastanza per quanto mi riguarda. Il lato positivo di avere diversi capovolgimenti di fronte si ritorce contro avendo una trama un po' spezzettata per un lavoro che dura circa un'ora e trenta, non di più. Come detto all'inizio abbiamo un horror di classe inteso anche nel fatto che Laugier riesce a cucire bene più racconti tra loro che hanno ben tre punti in comune: violenza, violenza e violenza. E con un finale così furbo da non essere per niente ingegnoso, ma neanche stupido alla fine andiamo a letto un po' scossi, ma senza sapere cosa ci sarà dopo la morte. Mi piacerebbe scoprirlo senza essere martirizzato, questo è certo.

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