sabato 30 novembre 2013

Rocky Balboa (2006)

Regia: Sylvester Stallone
Anno: 2006
Titolo originale Rocky Balboa
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto)

Quando uscì questo ennesimo capitolo di Rocky fui molto entusiasta: lo considerai come la vera conclusione della saga, ed il vero numero 5, visto che Rocky V è stato un flop totale per i miei gusti. Con questo infatti è stato girato ciò che andava mostrato in precedenza, senza la buffonata dell'incontro per strada. Però riguardandolo ora, mi ha deluso abbastanza. Certo, nel complesso rappresenta una buona chiusura, ma la parte drammatica con il vecchio pugile che è buono di cuore, umile e molto semplice non intacca molto se lo si fa combattere con il giovane campione in carica. Un film su Rocky senza pugni e senza ring sarebbe stato scialbo, ma in questo modo la seconda parte della pellicola perde tutta la credibilità mostra all'inizio. Capisco che non si poteva fare altrimenti, ma anche prendendo spunto dalla prima parte vediamo solo dei clichè momentanei che portano tutti ad un lieto fine scontato e palloso. Dal unto di vista tecnico cambia poco, forse una fotografia con luci troppo accese ed un modo di presentare il match più moderno ed in stile televisivo. Poi però siamo alle solite, dal cast alle musiche. Fortunatamente adesso tutto è finito e sebbene non sia uno dei migliori film, la conclusione possiamo accettarla e buttar giù la medicina. Dei bluray facenti parte del cofanetto è l'unico degno di nota. Oltre alla qualità video migliore (ovviamente per età) abbiamo una serie di extra abbastanza corposi, che riguardano questo capitolo per la maggior parte, ma con ottimi cenni anche per le versioni precedenti. I contenuti speciali sono i seguenti, tra parentesi la durata in minuti:

- Commento di Sylvester Stallone
- Featurette (57)
- Scene tagliate (20)
- Finale alternativo (4)

venerdì 29 novembre 2013

Il Lato Positivo (2012)


Regia: David O. Russell
Anno: 2012
Titolo originale: Silver Linings Playbook
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Nell'arco di una settimana ben tre persone diverse, con gusti differenti tra loro, mi hanno consigliato questo film di Russell , quindi era destino che lo vedessi. Così come, all'interno della trama, era destino che Pat (Bradley Cooper) incontrasse Tiffany (Jennifer Lawrence). I toni spaziano dal drammatico al romantico con una punta di buona commedia, senza mai che un genere prevalga troppo sull'altro. I temi sono molti, anche se già abbondantemente sviscerati in altre pellicole, ed abbiamo un Cooper un po' diverso dal solito che per certi versi ricorda Sandler in Reign Over Me almeno per il fatto di avere un ruolo di tipo nuovo ed avere a che fare con disturbi mentali. Ad ogni modo la sua prova è forse una delle sue migliori, davvero bravo nell'alternare i momenti di lucidità a quelli in cui sdà di matto. Poi vabbeh c'è un certo Robert De Niro (a proposito il mì babbo è uguale identico) che anche con parti marginali può dare quel tocco in più a tutto il film.  Anche se dovesse stare fermo, anche se non facesse niente. E' come quando fai la pasta e metti la giusta dose di sale. Puoi cambiare tutti gli ingredienti principali che ti pare, ma con  la giusta dose di sale puoi mangiare bene o male. Ecco, lui è lì e fa sempre la sua bella figura. Il lato positivo, oltre al titolo italiano, è un mantra che si ripete sempre all'interno della trama, composta da dialoghi ben strutturati che mettono in secondo piano un montaggio ed una scenografica che non necessitano di grandi macchinazioni. Ci bastano i cambi di ritmo che sottolineano gli stati d'umore dei protagonisti. Un po' troppo smielato e poco coinvolgente il finale a lieto fine. Decisamente accomodante, in una storia che dovrebbe rappresentare la realtà senza filtri e senza perbenismo.Eppure Pat è un tipo decisamente fico che trova l'amore, dopo un matrimonio problematico in cui si ritrovato cornuto e bastonato, con un altrettanto strafica ragazza vedova di circa ventidue anni. Insomma, altro che lato positivo, qui c'è qualcosa di più. E nella parte relativa al ballo ed alle prove generali, i vari disturbi psichici, le problematiche familiari, i rapporti disattesi... Tutto quanto insomma, viene cancellato quasi troppo frettolosamente. Restiamo però su di un buon prodotto che non si fa fatica a guardare, ma anzi è fonte di ispirazione.

giovedì 28 novembre 2013

Batman - Il Ritorno (1992)


Regia: Tim Burton
Anno: 1992
Titolo originale: Batman Returns
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (6.9)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (Batman Anthology)

Come nel primo Batman di Burton  la vera stella non è l'uomo pipistrello, ma il contorno ed i cattivi. Primo tra tutti il Pinguino, con uno straordinario Danny DeVito: riuscireste ad immaginare un altro attore più adatto di lui al ruolo? Con quel trucco e quei costumi, il suo atteggiamento, le sue espressioni è difficile immaginare altri. Poi Cat Woman (Michelle Pfeiffer), graffiante e svampita ed infine lo spietato Shreck (Christopher Walken). Insomma, ancora una volta il tiepido Keaton passa in secondo piano, ed almeno personalmente non mi convince. Questa volta, ancora più della prima però, è Tim Burton stesso che siede sul trono e si prende tutti i meriti del caso. Già perchè restando fedele ad una scenografia che rimanda pienamente al fumetto, questa è un'ambientazione in cui lui riesce a sguazzarci alla grande. Il mix tra reale e fantastico (con la bilancia che pende a favore dell'ultimo) è proprio ciò che ha sempre cercato, quindi la banda del circo e tutti gli ammennicoli di cui dispone, gli stessi oggetti usati da Batman e gli ombrelli del Pinguino... Inserisce cose fantasiose in un contesto che potrebbe essere realistico. Solo che non vuole, a quello ci penserà Nolan anni dopo. Rispetto al primo, illuminato dalla luce di Joker, certi temi vengono fuori con maggiore agilità: l'amore impossibile tra due personaggi che hanno un alter ego e che diventano loro malgrado nemici da un lato e possibili amanti dall'altro. Tutto questo è collegato alla sensazione di solitudine che provano nel mondo reale, quello in cui non ci sono maschere, ed in cui alla festa in costume si presentano come uomini (è questo il loro trucco?). Ma la solitudine è anche la triste condizione che porta il Pinguino ad essere ciò che è, ed al suo mostrarsi in pubblico dopo anni vissuti nelle fogne. Si cerca quindi il riscatto nei confronti della società, ma non solo da parte del villain di turno, anche i buoni o gli pseudo tali anelano ad una vita tranquilla e forse differente. Escludendo alcune cose, se nel primo non ci fosse stato il Joker di Nicholson, questo sarebbe stato di gran lunga migliora per tutta la sua costruzione, dalla scenografia alla fotografia. La resa del bluray è fantastica e come nell'altro disco anche qui i contenuti speciali sono superbi:

- Commento di Tim Burton
- Il pipistrello, il gatto e il pinguino
- L'ombra del pipistrello, il lato oscuro del cavaliere
- Batman i buoni (Batman, Alfred)
- Batman i cattivi (Il Pinguino, Cat Woman, Max Shreck
- Gotham City rivisitata
- Raffinati, sexy e sinistri
- Il trucco del pinguino
- L'esercito artico
- Pipistrelli, maschere e cavalieri oscuri
- Dentro l'Elfman studio
- Video musicale "Face to face"
- Trailer

mercoledì 27 novembre 2013

Juventus 3 - FC Kobenhavn 1

All'andata dissi  che ci sono partite che puoi (devi) solo vincere e non cambio idea. E' una cosa che sanno tutti, e lo sanno anche i giocatori. Certe volte però mettici lo sculo, mettici le disattenzioni, mettici quello che ti pare, ma non va. Questa volta è andata, e bene. Cioè, non fraintendetemi, abbiamo largamente meritato la vittoria ed abbiamo corso in lungo e largo conquistando i tre punti, che ci fanno stare più tranquilli per la trasferta in Turchia. Però la palla è tonda, e sul pareggio (viziato da una rimessa laterale battuta in modo fraudolento) un po' di timore l'ho avuto. Poi grandissimo Vidal che sigla una tripletta in Coppa Campioni. Al di là della buona prova generale di tutti quanti (di nuovo anche dell'ex scarso Padoin) voglio sottolineare che il digiuno di Tevez in questa competizione non è un problema. Se avesse voluto, avrebbe potuto battere lui uno dei rigori, soprattutto il secondo. Invece carattere, ordine e disciplina hanno lasciato il tiro del dischetto al titolare. Niente di che per carità, ma in altre squadre ci sarebbe stato un processo seguito da rissa. Ad ogni modo, eccoci vincenti ancora una volta, anche in Europa.

domenica 24 novembre 2013

Livorno 0 - Juventus 2

La Juventus del turn over forzato vince a Livorno una partita che è semplice solo sulla carta. Già perchè queste sono le partite che soffriamo maggiormente ed il primo tempo ne è stata la dimostrazione. Per questo motivo non sono poi così tranquillo per la gara di mercoledì prossimo contro i danesi. Quando dobbiamo creare gioco a tutti i costi e fare quindi il risultato, se gli avversari si chiudono bene e ripartono puoi sempre restare fregato. Ci vuole la giusta dose di pazienza e dedizione, come è avvenuto per cambiare le sorti della gara. Non che il Livorno sia mai stato pericoloso, ma per lunghi tratti della partita neanche noi. Non serve a niente poi arrivare in area per tirarla fuori ed a quanto pare non serve neanche che l'arbitro veda chiaramente il fallo di mano da rigore: tanto lo giudica impossibilmente involontario e non lo fischia. Le stranezze del calcio. Altra stranezza è che Padoin, che porloui ho sempre infamato, ha fatto davvero una bella prova. Bene anche Vidal come centrale e soprattutto Llorente (che io pronuncio Iorente). Segnano di nuovo gli attaccanti, lo spagnolo appunto (che fa anche un assist) e Carlitos Tevez. Non subiamo gol dalla partita sciagurata di Firenze e ci catapultiamo verso la vetta. Bevete meno ponci, ci pensiamo noi a farvi conci.

Cujo (1983)


Regia: Lewis Teague
Anno: 1983
Titolo originale: Cujo
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.9)
Pagina di I Check Movies

Il film è basato sull'omonimo romanzo  di Stephen King e sebbene tale trasposizione cinematografica non sia affatto male e riesca a risaltare gli avvenimenti importanti di tutta la storia, mancano due elementi fondamentali: l'urgenza ed il finale. Infatti il libro, pur soffermandosi per molte pagine su madre e figlio interamente da soli, scorre veloce senza annoiare. Un po' più difficile renderlo a mezzo visivo, ma ci sono riusciti. Eppure l'orrore, la paura e soprattutto lo scadere di un tempo fittizio non sono così tangibili. Le digressioni sul resto dei personaggi sono meno forti, ma qualche taglio lo si deve pur fare nei circa novanta minuti che vogliamo dedicare alla storia. Poi però, riescono a rovinare tutto, cambiando allegramente il finale. Già, proprio allegramente. Uno dei punti di forza stava nella morte del bambino che rendeva vani tuti gli sforzi della mamma. La resa realistica di fronte all'inevitabile. Invece ecco il presunto lieto fine in qui in extremis il piccolo riprende a respirare. Ma perchè sta cosa? Così il pubblico non si assuefà alla morte? Era evitabilissimo e bastava eliminare la scena della lotta in casa. Un paio di inutili minuti che ti lasciano con l'amaro in bocca. La moda di cambiare i finali alle storie non la sopporto, manco avessero messo qualcosa di alternativo.