sabato 11 aprile 2020

Herbie Sbarca In Messico (1980)




Regia: Vincent McEveety
Anno: 1980
Titolo originale: Herbie Goes Bananas
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (5.0)
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Film:
Questo quarto capitolo di Herbie, ha il primato di riuscire ad essere ben peggiore addirittura del suo precedente. Terminato il tour promozionale per gli europei, inizia quello per le popolazioni centro e sud americane. Insomma , finito l'interesse negli Stati Uniti, la Disney propone film nelle più disparate location, utilizzando trame terra terra con colpi di commedia spicciola. Con meno gare, ma sempre un bel numero di inseguimenti che per un pubblico giovane possano risultare divertenti. Ma non lo sono. Così come non lo è la figura di Paco, il ragazzino ladruncolo. Chissà se oggi una situazione del genere sarebbe dipinta come politicamente scorretta. Riguardo al titolo italiano poi, di Messico non c'è praticamente nulla, giusto una spruzzatina, ma anche il titolo originale non si salva più di tanto.

Edizione: DVD
Fa parte della collana Disney Family Classics. Tracia audio italiana in Dolby Digital 5.1, nessun extra. Immagine schiacciate in quanto l'originale era un 4:3

venerdì 10 aprile 2020

Good Time (2017)




Regia: Josh Safdie, Benny Safdie
Anno: 2017
Titolo originale: Good Time
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Sì, questo piace parecchio. Sporco, immagini spesso in primo piano sui volti, personaggi che si muovono all'interno di una caotica storia in cui New York viene marginalmente descritta da immagini buie e notturne che si concentrano essenzialmente sugli attori. Un insieme selvaggio di azioni atte a rimediare errori, ma che ne causano altri a catena: non c'è via di uscita da questa gabbia labirintica che inizia e termina esattamente come un uroboro. L'introduzione e l'epilogo sono infatti strettamente collegati tra loro e nel mezzo  abbiamo  i due protagonisti (Pattinson, strabiliante e Safdie) che si alternano al crescendo del ritmo della pellicola. Un ritmo che è incalzante non tanto nell'azione eseguita, quanto in quella trasmessa. Dai volti, dalla mimica, dai dialoghi. Ogni situazione partecipa al crescendo costruito nella sceneggiatura come fosse la palla di fango che rotolando via via cresce e prende dimensioni sempre più grandi, ingestibili, fino a schiantarsi inevitabilmente al termine della corsa. Dinamico e potente, una vera sorpresa impreziosita anche da una coinvolgente colonna sonora, altrettanto carica. Se siete tra coloro che hanno apprezzato Diamanti Grezzi, dovrete recuperare anche questo precedente lavoro dei fratelli Safdie, per entrare a comprendere la loro evoluzione ed il loro stile.

Jungle Virgin Force - Le Assassine Nude Di Giacarta (1988)




Regia: Danu Umbara
Anno: 1988
Titolo originale: Perawan Rimba
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (4.2)
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Film:
Purtroppo o per fortuna (ma dubito) ne ho ancora altri di questo tenore e spessore. Si tratta di una particolarissima produzione indonesiana: penso di non aver mai visto niente di cinematografico di questa parte del mondo. E' una specie di horror di azione, con molti combattimenti in stile arti marziali. E' tutto molto casereccio, ma non è una di quelle cose, che seppur con milioni di limiti, sembra fatta in casa. Anzi, ci sono comparse, costumi, mezzi, location differenti ed anche (risibili) effetti speciali. Un mix inoltre di generi e situazioni, anche se ripetitive ed allungate fino allo sfinimento, lo rendono meno patetico e noioso di quanto ci si possa attendere. Non è una difesa nei confronti di un film che non mi è piaciuto, ma sono evidenti gli intenti di voler costruire qualcosa mettendo mano qua e là agli strumenti a disposizione.

Edizione: DVD
Versione italiana della collana "Retro Freak Collection": sulla costina si nota il numero 1 ad indicare che sia la prima uscita di questo genere. Si tratta di una versione uncut la cui qualità video purtroppo è paragonabile a quella di una vecchia VHS scadente. Gli dà quel fascino di prodotto trovato per caso in una qualche bancarella di Giacarta e portato a casa con curiosità e poche aspettative. La traccia audio è unica ed in inglese, ma abbiamo i sottotitoli selezionabili (in alcune scene doppi perchè non sono stati eliminati quelli inglesi). All'interno della custodia l'artwork originale della locandina. Gli extra:

  • Trailer
  • The Freaka Show (2 minuti)

Breakfast Club (1985)




Regia: John Hughes
Anno: 1985
Titolo originale: The Breakfast Club
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
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Breakfast Club non è "altro" che un film generazionale degli anni ottanta. Forse non è la migliore commedia girata da John Hughes, che in realtà non è che abbia fatto chissà quanti film, perchè non necessariamente rientra a pieno titolo in questo genere. Ultimamente, qualsiasi pellicola guardi, mi viene di rapportarla alla situazione attuale relativa al COVID-19: lo so, è disturbante. ;a tornare a vedere quei cinque ragazzi in punizione per tutto un sabato nella scuola, mi fa venire in mente la Fase 1 che stiamo ancora attraversando. Era giusto per dire, passiamo adesso al film in sè. E' statico, ma non esattamente claustrofobico: la maggior parte dell'azione e del movimento è concentrata in poche scene che rappresentano una piccola percentuale del girato. Tutto il resto è raccontato sapientemente attraverso i dialoghi dei cinque protagonisti. Il risultato di spostare  l'azione sul parlato anzichè sul fisico riesce abbastanza bene: cadono gradualmente le mura del fortino che ogni liceale si è creato, e riusciamo a conoscere meglio ogni personaggio, sia attraverso le sue parole che attraverso quelle degli altri. Problemi di personalità, di famiglia, di timidezza o di anticonformismo, di rispetto dell'autorità. Insomma tutte cose tipiche negli adolescenti (anche se alcuni attori sono adulti quasi come il professore) che vengono fuori con il giusto ritmo dettato da una sorta di improvvisazione della recitazione. Il che ti fa sentire come se tu fossi lì, ad ascoltare quei ragazzi e le loro verità.

giovedì 9 aprile 2020

Laputa - Castello Nel Cielo (1986)




Regia: Hayao Miyazaki
Anno: 1986
Titolo originale: Tenku No Shiro Rapyuta (天空の城ラピュタ)
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.0)
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Il primo lavoro ufficiale dello Studio Ghibli (Nausicaa è stato creato prima della sua fondazione) ha con sè quel fascino di quelle produzioni anni ottanta di Miyazaki che mi riempiono il cuore di gioia. Un po' mi riporta alla mente anche Conan Il Ragazzo Del Futuro: c'è sempre quell'aria sorprendentemente fantascientifica con un occhio di riguardo all'avventura ed alla natura. Perchè le storie non necessariamente debbano essere complesse ed articolate con numerosi colpi di scena per poter essere apprezzate dal pubblico. Qui abbiamo un qualcosa di davvero semplice, ma potenzialmente devastante, sia come immagini che colori, impreziosito da personaggi simpatici e mai stucchevoli. Lo spazio rilegato all'avventura ed all'azione è veramente ampio, ma non sterile, la descrizione del soggetto quindi avviene per trasporto, la trama si muove da sola e ci delizia con macchine volanti, robot, pirati, militari e le magie della natura. Non abbiamo una morale toccante e fiabesca, un qualcosa di leggiadro come in altri cartoni futuri, ma il messaggio di fondo è ugualmente chiaro. E con questi disegni e tale inventiva, puoi fare veramente di tutto. L'edizione presente su Netflix è quella della seconda edizione e che ha quindi il nome semplificato in Il Castello Nel Cielo ed il secondo doppiaggio del 2003.

Ozark [Stagione 2]




Anno: 2018
Titolo originale: Ozark
Numero episodi: 10
Stagione:2
 
Dopo una prima stagione tutto sommato entusiasmante, in questi ulteriori 10 episodi escono fuori diversi limiti legati alla trama. I primi sono dettati da una scenografia abbastanza misera in cui vengono inseriti un numero sempre maggiore di personaggi che inevitabilmente portano con sè fatti e vicissitudini. Il piccolo mondo di Ozark, periferico ed isolato in poco tempo si trasforma in un sobborgo degno della peggiore Bronx anni ottanta. Ma non sono solo i campagnoli e montanari violenti a far da cornice a questo ridente angolo di mondo: ci pensano anche mafiosi e ogni genere di politico o faccendiere corrotto. Insomma tutti sono racchiusi lì, tra quattro case, due moli e tre roulotte. E' vero mancano le bande di motociclisti i o teppisti in stile Guerrieri Della Notte, ma poco ci manca. Anche le vicende assumono una tonalità per niente realistica, con cambio di piani improvvisi, alleati che diventano repentinamente, nel giro di una settimana se non di giorni o addirittura ore, nemici e viceversa. Bugie, inganni, menzogne, doppi giochi: così tante cose da essere illogiche. L'unico scopo è quello di dare allo spettatore una motivazione per proseguire. E nel mio caso ci riescono eh, perchè la serie mi piace, anche se il salto di qualità che mi aspettavo non è avvenuto in questa seconda stagione. Peccato che mi abbiano anche ammazzato l'agente dell' FBI che era sicuramente il personaggio più interessante (nonchè odioso), spero quindi che nella terza diano maggiore spazio al ragazzino, che attualmente è salito al primo posto delle mie preferenze. Tanto ormai è chiaro che le forzature dentro la rama continueranno con ripetuti colpi di scena, ma almeno vorrei vedere qualcosa di più profondo e audace su certi soggetti. Avanti con la prossima.