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venerdì 3 ottobre 2025

Cassandra Crossing (1976)

 
Regia: George Pan Cosmatos
 Anno: 1976
Titolo originale: The Cassandra Crossing
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.3)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Quando nel 1976 George Pan Cosmatos portò sugli schermi Cassandra Crossing, il pubblico si trovò di fronte a un thriller ad alta tensione, con ingredienti da kolossal catastrofico e un cast internazionale che oggi definiremmo “all star”. Sophia Loren, Richard Harris, Martin Sheen, Ava Gardner e Burt Lancaster: nomi che da soli bastavano a trainare al botteghino un film che giocava tutto sull’effetto spettacolare e sull’angoscia collettiva.

La trama è semplice ma funzionale: un terrorista infettato da un virus letale si imbarca su un treno europeo diretto in Svezia. I passeggeri, ignari, si trasformano in potenziali bombe biologiche su rotaia. Le autorità militari decidono di contenere il contagio non con soluzioni mediche o umanitarie, ma deviando il convoglio verso un ponte fatiscente, il famigerato “Cassandra Crossing”, con la chiara intenzione di sacrificare tutti i viaggiatori pur di eliminare il rischio di un’epidemia fuori controllo.

Rivisto oggi, il film ha inevitabilmente un che di vetusto: i ritmi sono dilatati, gli effetti speciali datati e certe soluzioni narrative un po’ forzate. Ma Cassandra Crossing conserva un fascino particolare, sia per l’ambientazione claustrofobica del treno lanciato senza sosta, sia per l’attualità sorprendente del tema. L’idea di “contenere il contagio” con misure sproporzionate, quasi più politiche che sanitarie, ci ha riportato alla memoria le derive reali della pandemia di Covid, quando l’emergenza ha giustificato scelte radicali e spesso discutibili.

Dal punto di vista cinefilo, Cosmatos costruisce un film che risente fortemente della moda catastrofica degli anni ’70, sulla scia di titoli come  L’inferno di cristallo. Il montaggio alterna primi piani dei protagonisti (a tratti ingessati, ma sempre magnetici) a inquadrature che cercano di restituire la scala epica della vicenda, anche se la produzione europea non aveva gli stessi mezzi hollywoodiani. La fotografia di Ennio Guarnieri, pur non memorabile, riesce a dare al treno un’atmosfera cupa e asfissiante, mentre le musiche di Jerry Goldsmith aggiungono tensione con la loro inconfondibile impronta orchestrale.

Il film non è un capolavoro, ma resta un solido pezzo di cinema catastrofico anni ’70, dove il confine tra intrattenimento e allegoria politica è sottile. Se da un lato diverte con la sua tensione, dall’altro fa riflettere sul rapporto tra potere, paura e vite umane sacrificate sull’altare della sicurezza. In questo senso, Cassandra Crossing non ha perso del tutto la sua forza, anzi: col senno di poi, suona quasi profetico.

Un viaggio lungo i binari del thriller, con fermate obbligate nella paranoia collettiva.


Edizione: DVD
Versione italiana con traccia nostrana in stereo ed i seguenti extra:
  • Trailer
  • Biografia e filmografia Loren (scheda testuale)
  • Galleria fotografica
  • Premi Loren (scheda testuale) 

martedì 27 maggio 2025

Cobra (1986)

Against a red backdrop, Stallone dressed in black, holding a large gun, wearing sunglasses, and with a matchstick in his mouth.
Regia: George Pan Cosmatos
Anno: 1986
Titolo originale: Cobra
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
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Film:

Cobra (1986) è uno di quei film che, se lo racconti oggi a qualcuno che non c'era, ti guarda come se stessi descrivendo un sogno confusionario post-febbre alta e overdose di Chuck Norris. Ma no, è tutto vero: Sylvester Stallone nei panni del tenente Marion “Cobra” Cobretti (già il nome è una dichiarazione di guerra al buon senso), occhiali a specchio, giubbotto nero, fiammata al rallentatore e uno stuzzicadenti perennemente incollato alla bocca come fosse il suo badge.

Qui la trama è un pretesto più che mai: c’è una setta di psicopatici con asce che vogliono... boh, fare la rivoluzione a colpi di martello? Poco importa. Il nostro Cobra, con il suo codice morale da giustiziere della notte ma con meno chiacchiere e più piombo, si fa strada tra cliché anni ’80, frasi lapidarie e sparatorie che fanno più rumore che danni alla logica.

Il film è diretto da George P. Cosmatos (regista anche di Rambo II), ma lo zampino è tutto di Stallone, che ha riscritto la sceneggiatura come se fosse un manifesto personale: “La legge è troppo lenta, io no.” Tradotto: dove non arriva la giustizia, arriva il .45 Magnum.

A differenza di Tango & Cash, qui l’ironia è quasi assente. Cobra si prende maledettamente sul serio, e questo è il suo pregio ma anche il suo tallone d’Achille (da killer sarebbe meglio). Perché alla fine, nonostante il look figo, la colonna sonora tamarra e l’immancabile bionda da salvare (Brigitte Nielsen, che all’epoca era pure la moglie di Sly), il film gira su sé stesso e non esplode mai davvero. Si mantiene su quel binario teso e monocorde, come se ogni scena fosse un poster pubblicitario per l’azione virile anni ’80.

Va detto: l’atmosfera noir-grezza ha un suo fascino, soprattutto se sei cresciuto a pane e VHS. Ma rispetto ad altri titoli simili, Cobra è più posa che sostanza. Resta comunque un piacere colpevole da sabato sera, magari con birra e pizza, e la certezza che lo stuzzicadenti di Cobretti potrebbe tranquillamente battere un esercito.



Edizione: Steelbook
Stessa edizione come per Tango & Cash in steelbook con flyer da dover staccare. Il video non è niente di eccezionale e la traccia audio italiana è in stereo. Ci sono più extra, ma speravo di vedere le scene censurate perchè troppo violente, che invece mancano:
  • Commento audio
  • Behind the scenes (8 minuti)
  • Trailer

giovedì 6 novembre 2014

Rambo 2 - La Vendetta (1985)


Regia: Geaorge Pan Cosmatos
Anno: 1985
Titolo originale: First Blood: Part II
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto The Ultimate Edition)

Ricordo ancora con estremo piacere quando uscì Rambo 2 e che già per noi ragazzetti delle elementari il titolo "la vendetta2 divenne fin da subito un tormentone per ogni cosa. Forse per quelli della mia generazione è stato anche più importante e più visto rispetto all'originale Rambo uscito tre anni prima. Il cambiamento con il primo è abbastanza forte, non solo nella location scelta (la foresta pluviale vietnamita) che trasforma la pellicola in una pura carrellata di azione, sparatorie ed esplosioni esaltanti, ma anche nel personaggio stesso. Ok, lui continua ad essere una vittima del sistema, un uomo che ha dato tutto per la Patria e che continua a fare ciò che gli riusce meglio (la guerra), ma lo fa in maniera abbastanza accademica, senza che il regista calchi troppo la mano sull'aspetto psicologico del reduce. Anche perchè qui dentro all'inferno, lui è a casa sua, nell'habitat che più si confa alla sua natura. Non necessita di essere capito e lasciato in pace, anzi ha la possibilità di mettere in pratica le proprie doti per salvare prigionieri di guerra. Riesce nell'intento, solo contro tutti (che essi siano vietcong, russi o papaveri burocrati americani) e si inserisce alla perfezione in circa novanta minuti di film in cui come già detto è proprio l'azione l'ingrediente principale. John Rambo resta un guerriero ideologicamente puro che se ne infischia degli ordini e porta avanti la sua missione "giusta" facendosi anche troppi nemici. ("Dacci la tua posizione che ti veniamo a prendere." "Murdock... sono io che vengo a prenderti!"). Una buona pellicola all'apparenza militaristica che però punta il dito contro i piani alti della politica che hanno gestito una guerra senza pensare ai propri combattenti. Il disco bluray presente nel cofanetto ha molti bassi e pochi alti. Abituati al comparto audio su due canali, possiamo anche accontentarci. Ho trovato invece imbarazzante la qualità video che in numerose scene è ampiamente sporcata da rumori di fondo, sia in quelle scure nella foresta sia in quelle del combattimento all'interno dell'elicottero con una fastidiosa luce che sgrana il video. Davvero vergognosa sotto molti aspetti. Gli extra qui inoltre sono scarsi e poco coinvolgenti:
  • Stavolta ci andiamo per vincere (20 minuti)
  • 2 trailer
  • Spot tv
  • Commento audio
  • Come diventare Rambo (15 minuti)