giovedì 13 novembre 2014

David Grossman - Caduto Fuori Dal Tempo


Autore: David Grossman
Anno: 2012
Titolo originale: Falling Out Of Time
Voto: 3/5
Pagine: 183
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Una sera, in una città di un luogo immaginario, un padre si alza da tavola, prende commiato dalla moglie ed esce per andare "laggiù". Ha perso un figlio, anni prima, e "laggiù" è dove il mondo dei vivi confina con la terra dei morti. Non sa dove sta andando, e soprattutto non sa cosa troverà. Lascia che siano le gambe a condurlo, per giorni e notti gira intorno alla sua città e a poco a poco si unisce a lui una variegata serie di personaggi che vivono lo stesso dramma e lo stesso dolore: il Duca signore di quelle terre, una riparatrice di reti da pesca, una levatrice, un ciabattino, un anziano insegnante che risolve problemi di matematica sui muri delle case. E l'uomo a cui è stato affidato l'incarico di scrivere le cronache cittadine. Ciascuno ha la propria storia, chi ha perso il figlio per una grave malattia, chi in un incidente, chi in guerra. Insieme a loro idealmente, visto che non può muoversi dalla sua stanza, c'è anche una strana figura di Centauro, con la parte inferiore del corpo che nel tempo si è trasformata in scrivania. E uno scrittore che da quindici anni vive circondato dagli oggetti del figlio che non c'è più, e il cui unico desiderio da allora è catturare quella morte con le parole. "Non riesco a capire qualcosa finché non la scrivo" dice. È lui a ispirare e a inglobare la storia che stiamo leggendo.

Commento personale e recensione:

Cavolo, davvero difficile da leggere. Ma altrettanto bello. Dura un lasso di tempo assai breve che mi ha permesso di leggerlo tutto d’un fiato: poetico e forte, riesce a toccare determinate corde. Niente di patetico, ma sentimenti forti, legati ad una perdita: chiunque può ritrovarsi facilmente nella situazione di capire e commuoversi. La forma variegata, ma sottile, elegante, raffinata risulta impegnativa e se non la si segue con attenzione si rischia di non cogliere tutti i dettagli che ci vengono spinti addosso fin dalle prime righe. Un racconto incredibilmente autentico, fantasioso ed al tempo stesso di un realismo brutale. Ogni tanto fa bene cambiare genere di lettura.

martedì 11 novembre 2014

Stephen King - La Lunga Marcia


Autore: Stephen King (Richard Bachman)
Anno: 1979
Titolo originale: The Long Walk
Voto: 2/5
Pagine:384
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Dai confini del Canada sino a Boston a piedi, senza soste. Una sfida mortale, con un regolamento implacabile, per cento volontari: un passo falso, una caduta, un malore..., e si viene abbattuti. Ma chi riesce a tagliare il traguardo otterrà il Premio. Tra i partecipanti, tra cui spicca il sedicenne Garraty, si creano rapporti di sfida, di solidarietà e di lucida follia, lungo il terribile percorso scandito dagli incitamenti della folla assiepata ai margini della strada. Un incubo on the road che solo King (Richard Bachman) poteva concepire...

Commento personale e recensione:

Il King degli albori, o Bachman come si faceva chiamare per alcuni lavori, è davvero molto acerbo. La Lunga Marcia, come il titolo sembra introdurre, è veramente lungo, anche se non per il numero di pagine: vuoi per la noia, vuoi per l’essere colmo di frasi e descrizioni inserite, almeno all’apparenza, giusto per allungare la minestra. L’idea, ai limiti del fantascientifico, del distopico e se vogliamo anche con una velata punta di ucronia, non sarebbe poi troppo male. Solo che il tutto si basa su un qualcosa che manca di violenza o di obbligo: i protagonisti, ragazzetti che paiono idioti, hanno la stravagante idea non propriamente imposta di partecipare ad una sadica ed inutile marcia per la sopravvivenza. Nel mezzo c’è tanto piattume di discorsi triti e ritriti, pensieri riutilizzati ed espressi più volte senza che l’interesse aumenti in maniera radicale. Lette le prime pagine è come averle lette tutte, tanto è ripetitivo. Questi disgraziati che non possono marciare a meno di sei chilometri all’ora (altrimenti vengono ammoniti e poi fucilati sul posto dopo tre volte) sanno a cosa vanno incontro e durante il lungo cammino si fanno molte domande, ma il succo è: chi glielo ha fatto fare? Certo, una volta che vinci (ma non mi pare siano chissà quali atleti super addestrati) puoi ottenere tutto ciò che un regime dittatoriale ha da offrirti, così come la notorietà (in pieno stile di quello che ai giorni d’oggi sono i reality show) per un pubblico affamato ed in parte idolatrante. Eppure i corridori non è che siano molto esaltati dal premio. Ne vale la pena? Solo uno sopravviverà e potrà gustarsi la vittoria. Tanto continuare a vivere una vita di merda, senza ambizioni e colma di noia potrebbe equivalere alla morte.  Sì e no, visto che nel libro ci arrivi a senso, ma tutto ciò non è spiegato nel migliore dei modi. Non è che tutti i cento partecipanti si lascino alle spalle qualcosa di orribile da cui scappare. Sulle xxx pagine del romanzo, ci si poteva aspettare qualche metafora meglio esplicata sul valore della vita. Sicuramente altri lavori più conosciuti come L’Uomo In Fuga (dello stesso King, da cui il film L’Implacabile) o Battle Royale o Hunger Games, un minimo di spunto da questo lo hanno preso.

Comic Movie (2013)


Regia: AA.VV (vedi etichette)
Anno: 2013
Titolo originale: Movie 43
Voto: 2/10
Pagina di IMDB (4.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Ok ieri notte mi hanno tirato un brutto scherzo e ci sono cascato in pieno. Era già abbastanza tardi e mi guardavo la quinta puntata della quinta serie di The Walking Dead , quando subdolamente Kajimiro mi spinge a guardarmi questo Comic Movie: "è su On Demand, voglio leggere la recensione". Bastardo infame. Lo metto a scaricare ed appena finita quella che secondo me è stata la peggiore puntata della serie, mi metto di buzzo buono, pronto a farmi quattro sane risate. Inspiegabilmente la pellicola corale che racchiude sedici cortometraggi, legati dal filo conduttore di una comicità volgare e per niente divertente, può vantare di un cast con nomi altisonanti. Per rispetto nei loro confronti, anche se non dovrei più averne, non sto neanche a citarli. Magari erano stati ricattati per partecipare a questa sagra dello scontato e del piattume lato commedia. Il tempo da perdere per dedicarsi a questa opera magna può essere impiegato sicuramente in altro modo, ed è davvero difficile trovare un prodotto di questo genere che voli ad un così basso livello. Eppure i vari sequel di prodotti più rinomati o anche azzardi comici effettuati da registi sconosciuti, sono all'ordine del giorno, ma questo riesce a superarli più o meno tutti. Demenziale sì, ma sicuramente per niente esilarante. Solo poche scene in cui fai un sorriso forzato (le palle legate al collo nel primo episodio o iBabe da ficcare), e non credo il problema sia stato l'orario notturno avanzato. Purtroppo manca qualcosa di geniale che lo faccia decollare ed ogni scena resta ancorata a volgarità che possono essere divertenti e non abusate solo nei primissimi minuti di ogni corto. Di sicuro non ha grandi aspettative e non è autoreferenziale, ma se non vi va di vederlo, vi capisco, avete ragione.

domenica 9 novembre 2014

La Finestra Sul Cortile (1954)


Regia: Alfred Hitchcock
Anno: 1954
Titolo originale: Rear Window
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (8.6)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (The Masterpiece Collection) 

Non voglio perdere troppo tempo in un esercizio stilistico per una recensione che scritta da me ha davvero poco senso. La Finestra Sul Cortile è uno di quei capolavori senza tempo, diretti dal maestro Alfred Hitchcock  su cui sono già stati scritti fiumi di parole e su cui in molti si sono già prodigati nello sviscerare ogni sua minima parte. Dal canto mio, ho trovato abbastanza esaustivi tutti i contenuti speciali presenti nel disco, in maniera da poter ampliare la mia cultura su questa specifica pellicola e farmela davvero apprezzare, più di quanto lo si possa fare con una semplice visione sullo schermo. Dopo aver visto ed apprezzato Nodo Alla Gola non posso fare a meno di cogliere le sottili sfumature del genere di riferimento che Hitchcock vuole mostrarci: un thriller dai tratti macabri in cui per tutta la durata della storia siamo spettatori (esattamente come lo sono James Stewart, Grace Kelly e Thelma Ritter) di un omicidio che è sicuramente avvenuto, del resto ne siamo più che convinti, ma di cui non abbiamo alcuna vera prova. L'essere voyeur è forse sufficiente a smascherare un delitto all'apparenza perfetto? Oppure la metodica ricerca delle prove deve essere fatta anche in maniera investigativa pure sul campo? La regia riesce a tenere sullo stesso piano staticità ed azione grazie ad una scenografia particolarissima, studiata in ogni dettaglio, che prende vita esclusivamente da un unico punto di vista: la finestra dell'appartamento del protagonista, che si affaccia sul cortile comune e sulle pareti interne degli altri palazzi. Come al solito un'idea geniale, una prova che pare una sfida per osare ed utilizzare sempre nuovi espedienti. Abbiamo poi anche una durata abbastanza lunga, colma di dialoghi e situazioni che non stanno lì soltanto per occupare tempo e spazio, ma per coinvolgere tutti i protagonisti ed aprire a risvolti psicologici come la noia, il volersi rendere utili, il giocare a rendere più bizzarre le torride giornate nel condominio, i rapporti interpersonali, il sospetto nei confronti del vicinato. La direttiva del giallo puro quindi si interseca anche con quella dei rapporti che intercorrono con tutti quanti i personaggi, che essi siano attivi all'interno dell'appartamento o risultino solo persone osservate o spiate che proseguono ignare le proprie vite. Ognuno di questi sorvegliati speciali rappresenta uno dei vari stadi della vita di coppia passando per i neosposini ed arrivando all'uxoricida: tutto questo attraverso le finestre aperte sulle stanze che hanno storie differenti da raccontare, o da tenere nascoste. Tutto veramente esaltante e dai mille risvolti interpretativi senza tralasciare la musica e la fotografia. Consiglio quindi, per farsi una minima idea, oltre la visione attenta del film anche uno sguardo famelico agli extra:
  • La morale di Rear Window: un documentario originale (55 minuti)
  • Conversazione con lo sceneggiatore (13 minuti)
  • Cinema puro: attraverso gli occhi del maestro (25 minuti)
  • Infrangere le barriere: il sonoro di Hitchcock (24 minuti)
  • Hitchcock / Truffaut (16 minuti)
  • I maestri del cinema (34 minuti)
  • Commento audio
  • Foto di produzione
  • 2 trailer

Juventus 7 - Parma 0

Risultato decisamente tondo e schiacciante che rappresenta pienamente la superiorità tra la Juventus ed altre squadre che stazionano nella parte bassa della classifica. Inizialmente avevo qualche timore, visto che il Parma, nonostante la peggiore difesa del campionato, veniva da una vittoria per 2 - 0 contro l'Inter e che i bianconeri nonostante la vittoria di Empoli non mi aveva entusiasmato. #noallegri però ci mette del suo, gioca con un modulo che gli è più familiare e fa divertire oltre che tenere palla. Certo, l'avversario non si è mai dimostrato all'altezza, ma al di là della goleada sono stati i fraseggi e le giocate a far diventare bella la partita. Ogni reparto ha fatto il suo dovere, surclassando gli avversari sia in tecnica che in fisicità. Con un risultato così c'è veramente poco da aggiungere: alle doppiette di Llorente, Tevez e Morata si aggiunge Lichtsteiner e l'esordio di Federico Mattiello, classe 95. Se non salutate ora la capolista, quando dovreste salutarla?

MotoGP 2014: Valencia (Repubblica Valenciana)

E' finita. Ultima gara del 2014, che vede questo MotoGP estremamente bello, vivace e combattuto. Può sembrare scontato dire è stato l'anno della consacrazione di Marquez che chiude oggi con tredici vittorie e può risultare altrettanto da tifoso esaltare quanto fatto da Rossi, ma la realtà è proprio questa. In molti, in troppi, si sono gongolati dandolo per finito, per spacciato, esaltando e continuando a santificare tutti i nuovi avversari. Ma il nove volte campione del mondo ha dimostrato di esserci, oggi, come ieri, per lottare e non lasciare niente di intentato. Lo ha fatto con i numerosi podi, con le due vittorie in campionato, con la grinta che è tipica di chi non si arrende mai e si diverte in bagarre. Come lui nessuno mai, e questo è un dato di fatto. Secondo in classifica mondiale a 67 punti dallo stratosferico Marquez, ma a 32 punti dal terzo, un Lorenzo che possiamo dirlo è sempre stato schiacciato e messo al palo dal nostro Valentino. Gara strana quella di oggi, con pioggia, non pioggia, Iannone superlativo, le Ducati indemoniate: alla fine un secondo posto conquistato con orgoglio e capacità che riaprono senza dubbio i giochi per il prossimo anno. Intanto chiedo a Kajimiro un consiglio: ho scelto solo nove gusti per adesso, gli altri sei cosa possono essere?