lunedì 6 aprile 2015

Amarcord (1973)


Regia: Federico Fellini
Anno: 1973
Titolo originale: Amarcord
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.0)
Pagina di I Check Movies
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Sapevo che era troppo presto e che non sarei stato pronto. E' il mio primo film di Fellini ed conscio del fatto che sembrerò un ignorante patentato, non sno riuscito ad apprezzarlo ed a goderlo pienamente. Che ci si può fare? Poco. Il mio unico approccio fino adesso con Amarcord è stato con l'intro de I Ragazzi Sono In Giro quindi pensate un po' come sono messo. E' indubbio comunque che il suo cinema sia artistico, onirico e che racchiuda nella pellicola sentimenti nostalgici (da qui infatti la parola amarcord verrà ripresa ed inserita nel nostro vocabolario) di un certo impatto. Forse troppe cose messe insieme. Personaggi pittoreschi e ben sottolineati nelle movenze e nella psiche, personaggi immancabili e sempre presenti in ogni vita di paese, che vive di piccoli e grandi avvenimenti. Siano questi il passaggio di un transatlantico o una nevicata straordinaria. Il passato se ne va, anche se questo è raccontato in un lembo di tempo che dura un anno: alcune cose cambiano, la "gradisca" si sposa, il tran tran muta lentamente avvolto dalle musiche di Nino Rota. Eppure i cambiamenti non riescono a modificare i tratti dei protagonisti, che come nella vita reale, proseguono e vanno oltre.  Uno spaccato di un Italia che vive di semplicità, ricordi e sogni ad occhi aperti. E cosa ricordiamo? Un passato che risulta iraggiungibile, evocato con tanta disullusione e nostalgia. Quindi: nostalgico e comovente soprattutto per il protagonista principale che non è una persona sola, ma l'insieme di compaesani.

domenica 5 aprile 2015

Inside Man (2006)


Regia: Spike Lee
Anno: 2006
Titolo originale: Inside Man
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies
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E' da tanto tempo che il questo bluray, mi pare fosse contenuto insieme ad altri nove titoli della Universal nel mio vecchio lettore Samsung. Ho aspettato diversi anni perchè lo vidi preso anoleggio ed è uno di quei film che se già conosci la fine perde parte dell'appeal. Riguardandolo mi sono ricreduto e non è proprio così. certo, il finale e tutto l'intreccio già lo conoscevo, ma come capita per certi thriller, non ti rovivano tutto quanto. Spike Lee è stato molto attento nel renderlo non obsoleto anche ad una seconda o terza visione che sia. E' d'altro canto un grande regista, non certo alle prime armi, sebbene si trovi inquesto caso a gestire una sceneggiatura che si distacca un po' dal suo solito modo di fare cinema. Oltre alla trama, il tutto è impreziosito da un montaggio intelligente e da un casta che vede Denzel Washingotn, Clive Owen (poco presente a dire il vero) e Jodie Foster. Gli amanti delle curiosità avranno notato le citazioni a Serpico e Quel Pomeriggio Di Un Giorno Da Cani insieme al cartone di pizza "da Sal" che richiama Fa' La Cosa Giusta. Ecco queste cose mi paicciono molto, lo devo ammettere. Come anche giocare a fare il detective. Scusate lo spoiler (ma non mi interessa), però voi come avreste condotto l'indagine? Io mi sarei guardato i video delle telecamere ed avrei segnato nomi e volti che entrano in banca incrociandoli con i dipendenti e quelli di tutti gli ostaggi. I quattro (anzi tre) che avanzano sono i colpevoli o perlomeno i complici. E allora via di bastonate sulle gengive per farli parlare. Semplice no?

Dracula (1931)



Regia: Tod Broning, Karl Freund (versione inglese) - George Melford (versione spagnola)
Tititolo originale: Dracula
Anno: 1931
Voto: 7/10
Pagina (ENG - ESP) di IMDB ( 7.6 ENG - 7.2 ESP)
Pagina (ENG - ESP) di I Check Movies

Guardare i due Dracula della universal del 1931 è un'esperienza magnifica. Dracula ha un fascino ed un'eleganza al di sopra di ogni altro "mostro" orrorifico del cinema e della letteratura. La sua sete di sangue è al tempo stesso macabra e romantica, tanto più che la Universal scelse di far uscire per la prima volta sugli schermi dei cinema il mitico personaggio della Transilvania proprio per San Valentino. Ovviamente non è fedele al romanzo da cui si ispira tanto quanto il lavoro omonimo di Coppola visto che sia per il cast usato sia per gli strumenti dell'epoca si rifà in parte alle precedenti e già di successo opere teatrali che stavano già deliziando ed ammaliando il pubblico americano. Bela Lugosi, l'attore principale, in lingua originale vanta un  accento ungherese che aiuta sicuramente la sua performance così come il fatto di aver partecipato alle rappresentazioni del mostro nei teatri di New York. Questo film è inoltre molto particolare perchè esiste una sua versione gemella (di circa mezzora più lunga però): la Universal decise di girarne in contemporanea una in lingua spagnola diretta da George Melford e con un cast del tutto differente. I primi giravano di giorno, i secondi di notte ed i set furono esattamente gli stessi. Il bluray propone entrambe le versioni (quella spagnola sottotitolata in italiano, l'altra sia doppiata che in lingua orginale) in cui è fuori di dubbio la differenza sostanziale che viene creata dal leggendario e carismatico Lugosi. Dracula è divenuto così un fenomeno culturale di enorme portata che ha dato il via ad un serie di personaggi terrificanti e fantastici che facevano riempire i botteghini. La saga dei mostri della Universal è un qualcosa di imperdibile. Ancora oggi possiamo apprezzare i film originali con una nota di nostalgia per il cinema che fu. Il bluray contenuto nel cofanetto presenta il film restaurato e la resa è davvero molto buona. Anche le ambientazioni, che nella stragrande maggioranza dei casi sono scure e buie, fanno risaltare i volti dei protagonisti ed il tutto risulta pulito. Gli extra sono corposi:
  • Commento alla versione spagnola (4 minuti)
  • Versione spagnola (1 ora e 43 minuti)
  • Il cammino di Dracula (35 minuti)
  • Lugosi: il principe oscuro (36 minuti)
  • Dracula: il restauro (9 minuti)
  • Gli archivi di Dracula
  • Colonna sonora alternativa
  • Commento al film
  • 4 trailer

sabato 4 aprile 2015

Juventus 2 - Empoli 0

Stavamo per abbonarci alla vittoria di misura con una rete soltanto all'attivo, ma abbiamo sfatato anche questo spauracchio. Non che sia fondamentale raccogliere i tre punti disponibili segnando tanto, ma piace affiancare alla migliore difesa (solo 14 gol subiti) al migliore attacco (57 reti fatte). Vincere solo 1 a 0 insomma alla lunga stanca. E adesso con 14 punti di vantaggio sulla Roma (che al momento è sempre seconda) e 9 partite da giocare, solo noi possiamo perdere il Campionato. Per me è fatta, mi sento in grado di vendere la pelle prima di aver ucciso l'orso. Dovrebbe farlo anche #noallegri dalle prossime gare di Serie A, senza quindi commettere l'errore di Conte dell'anno scorso. Adesso pensiamo a Monaco. E' imperativo. Soprattutto se una partita come stasera è stata giocata benissimo da tutti (Empoli compreso). Il gruppo c'è, l'agonismo e la voglia di vicnere ugualmente. Avanti così. Salutate la capolista.

Grand Budapest Hotel (2014)


Regia: Wes Anderson
Anno: 2014
Titolo originale: The Grand Budapest Hotel
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.1)
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Se si ha un minimo di dimestichezza con Wes Anderson si capisce chiaramente che questo Grand Budapest Hotel è l'ultimo (per adesso) tassello del suo percorso evolutivo. Racchiude in sè gran parte delle caratteristiche già espresse ed in alcuni casi apprezzate in altre sue pellicole meno recenti. E' abbastanza illuminante poi il fatto che un prodotto di questo genere abbia potuto vincere quatto premi Oscar. Semplicemente deliziosa ed affascinante la scatola cinese attraverso la quale si racconta la storia nella storia a più livelli. Atmosfera sublime, scenografia fantastica per una commedia nera che ci trasporta in un'immaginaria nazione dell'Est europeo nella quale un cast sensazionale (Ralph Fiennes, Edward Norton, Bill Murray, Jude Law, Willem Dafoe, Murray Abraham, Owen Wilson Lea Seydoux) a più ripese ci intrattiene e ci fa sospirare. Amore, dramma, azione, thriller. Quanti generi può mai racchiudere Grand Budapest Hotel e renderli tutti piacevoli per un pubblico vasto che può essere sdoganato da quella nicchia di estimatori che non può più essere tanto ristretta? La trama pur toccando nel viaggio esistenziale tutti quei generi ha l'ossatura derivante da quello che può essere un romanzo di formazione in cui i protagonisti, con il pretesto di un qualcosa di materiale, vivono ed accrescono se stessi. La storia raccontata in capitoli (proprio come in I Tenenbaum), il pittoresco e fiabesco albergo, la prospettiva lontana nel tempo e nello spazio, creano un distacco visivo tra lettore spettatore e protagonisti, ma è ugualmente facile prendere a cuore le loro sorti ed averli in simpatia. Poi è inutile starvene a parlare ancora: dovete guardarlo ed innamorarvi di questo connubio tra tutto ciò che di bello e sorprendente Anderson aveva già creato.

Harry Potter E I Doni Della Morte - Parte 2 (2011)


Regia: David Yates
Anno: 2011
Titolo originale: Harry Potter And The Deathly Hallows – Part 2
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (8.1)
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The End. Ce l'ho fatta. Avendo visto la prima parte recentemente, questo capitolo finale e conclusivo non volevo farlo attendere troppo. Finalmente Harry Potter è terminato. Adesso non posso che trarre le cnclusioni totali su tutta la saga: non fa per me. La magia che ti renderebbe onnipotente o superiore incastrata in regole logiche mal spiegate ed in mano a ragazzini non mi ha poi così colpito molto. Tanto più che ho trovato il peronaggio Harry Potter odioso, raccomandato, sopravvalutato ed impoverito da Daniel Radcliffe che specie nelle pellicole in cui il suo peronaggio è più maturo, lo rende acerbo ed inconsistente. Per fortuna c'è Hermione che sia come tama sia come prova attoriale, assieme ai grandi, riesce a rendere più digeribile il tutto. Questo ultimo film comunque, se escludiamo le scene finali davvero al limite redicolo, è forse il migliore assieme alla Pietra Filosofale. Di sicuro, il più epico e pomposo, non solo grazie agli effetti speciali, ma anche al ritmo ed alle battaglie e scontri che si susseguono. Ero partito prevenuto, vista tutta la saga, ma anche speranzoso grazie alla prima parte che sembrava un po' meglio rispetto al resto. Come già detto ampiamente in altre recensioni, si notano i cambiamenti e al crescita dei personaggi, ma secondo me le storie ed i film non crescono al solito passo. Il prodotto, nella sua totalità, resta sempre per un pubblico giovane, un po' cresciuto negli anni forse, e sempre legato alla lettura dei romanzi originali. Dopo questi otto film però non mi è assolutamente venuta voglia di provare con la carta stampata. Ci sarà un motivo?