venerdì 31 maggio 2024

Chiusura contratto con Telepass

 Logo TelepassNeanche un mese fa ho scritto due appunti riguardo al mio passaggio a UnipolMove per quanto riguarda il gestore del telepedaggio. Ho già avuto modo di utilizzarlo e tecnicamente non ho avuto nessun tipo di problema. Un po' di sconforto però per l'utilizzo della sua app dedicata che on segnala in tempo reale, a differenza di Telepass, il passaggio al casello e relativo costo della tratta. C'è da attendere. E non bastano le 24/48h dichiarate, ma per adesso anche fino a nove giorni. Ad ogni modo le cose dovrebbero migliorare una volta finito il boom di passaggi e disdette. A proposito di queste ultime, oggi ho avuto modo di recedere con Telepass e consegnare i dispositivi che avevo. Ricordo che avevo un contratto base, quindi tra le modalità previste c'è quella, la più comoda e veloce secondo me, di andare in un Eni Station abilitato (a Piombino in via delle Repubblica "dal Ciampi"). E visto che comunque vanno consegnati i dispositivi si legge ben chiaro che : "Puoi restituire il dispositivo senza inviare la precedente comunicazione e la disdetta risulterà ugualmente valida.". Appena consegnati, indicato soltanto nome e cognome dell'intestatario del contratto ed una email (ho usato la stessa con cui mi loggo ai loro servizi) ho ricevuto la notifica di avvenuta restituzione. Fine del giochino.

mercoledì 29 maggio 2024

The Domestics (2018)


Regia: Mike P. Nelson
Anno: 2018
Titolo originale: The Domestics
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (5.7)
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Il film è guardabile e godibile pur con tanti suoi limiti, però una cosa è certa: Mike P. Nelson, il regista, non ha certo idee originali. Ultimamente se ne è uscito con l'ennesimo episodio di Wrong Turn ad esempio, mentre questo The Domestics, ambientato in un vicino futuro post apocalittico ricalca in maniera troppo accesa ciò che abbiamo già apprezzato con Mad Max. L'ambientazione è per forza di cose differente, identica alla nostra, soltanto che ci sono gruppi di gang organizzate dai nomi idioti tanto quanto le maschere che indossano. Questi hanno unico scopo nella vita di fare mattanze e depredare i più deboli. Non alla ricerca di cibo o rifornimenti come benzina e gasolio, ma semplicemente per divertimento e caos. Qualche richiamo anche a i vari Purge e pure la voce alla radio per ricordare i Guerrieri della Notte non ce la mettiamo? Quindi tra richiami, spunti, scopiazzature vere e proprie non è che si abbia un qualcosa di nuovo, ma c'è da dire che in questo campo è difficile trovare prodotti innovativi. L'intrattenimento c'è, anche se con qualche buco o salto nella trama, ma è abbastanza piacevole. Come lo è sapere che i personaggi sono relativamente stupidi dal ritrovarsi sempre in situazioni di pericolo ed intraprendere un viaggio on the road senza senso logico. Però piace anche così.
 

lunedì 27 maggio 2024

Fratelli In Erba (2009)

A green book cover, the name of the author Walt Whitman has a line through it, with "Edward Norton & Edward Norton" writing above instead. The cover includes Polaroid photographs of two men who look very alike, although one has a beard and long hair and the other is clean shaven. Below the photographs are bullets and a packet of cigarette rolling papers.
Regia:Tim Blake Nelson 
Anno: 2009
Titolo originale: Leaves Of Grass
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.4)
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Titolo italiano leggermente fuorviante, ma che gioca bene sulle parole, facendo leva sui due fratelli impersonati dallo stesso Edward Norton e sul principale prodotto di spaccio di uno dei due. Quello originale, fa riferimento invece a "Foglie d'Erba", raccolta di poesie di Walt Whitman. Infatti la pellicola avrebbe al suo interno un richiamo più colto ed attento a determinate tematiche, sebbene sfruttate malissimo secondo me. Tanta carne al fuoco, e tanto fuoco sui due personaggi principali, ma con troppe situazioni che non portano ad una vera e propria risoluzione degli eventi. Come in alcune poesie, i fatti accadono, ci si focalizza su di essi, ma qui terminano in maniera troppo repentina. Se si esclude la predominante presenza di Norton nel suo doppio quasi agli antipodi caratteriali, si ha veramente poco a livello di trama in un film drammatico con un'apparenza troppo da commedia. 

domenica 26 maggio 2024

Val d'Orcia in ebike

 
Purtroppo mi tocca essere breve, perchè non lo immaginerete mai, ma so stanco morto e tra poco vado a letto. E' stato un weekend duro dal punto di vista fisico: ieri il parco avventura il Tasso Scatenato mi ha tolto le forze per tutta la parte superiore del corpo. Oggi i cinquanta chilometri tra sali e scendi in Val d'Orcia hanno fatto il resto. In realtà sono stato anche abbastanza parsimonioso con l'utilizzo della batteria (sì, certo era una ebike) arrivando al 50% in dirittura d'arrivo, e da ultimo l'ho usata a più non posso, una volta intravisto l'Agriturismo Gori, meta finale del nostro giro. Si parte e si finisce qui, spaziando per i colli più belli del mondo immersi nei mille colori dei fiori. Le tappe sono le classiche di ogni giro che si rispetti, e non ci facciamo rispettare: San Quirico d'Orcia, la Cappella della Madonna di Vitaleta, Vignoni alto, Bagno Vignoni ed ovviamente l'immancabile Pienza. Un ringraziamento ai due Ale che ci hanno portato a giro ed al buon Roikin per i consigli ed alle mutande con il fondello che mi hanno salvato la pelle (in realtà le palle).

Album fotografico Val d'Orcia in ebike

sabato 25 maggio 2024

Triangle Of Sadness (2022)

A group of people are seen lounging in a yacht (seen on fire) with the captain standing on a Jacuzzi holding a glass of champagne and a large bottle. Staff members are seen on the background.
Regia: Ruben Ostlund
Anno: 2022
Titolo originale: Triangle Of Sadness
Voto e recensione: 7/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Film:
Bella, bella sorpresa, in un crescendo di dialoghi e situazioni davvero ben confezionati. “Triangle of Sadness” è un film che può suscitare molto interesse e discussione, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2022. Diretto da Ruben Östlund, il film è una satira sociale che esplora temi come la ricchezza, il potere e le gerarchie sociali attraverso una narrazione audace e provocatoria. La storia segue una coppia di modelli influencer, Carl e Yaya, interpretati da Harris Dickinson e Charlbi Dean, che si imbarcano in una crociera di lusso, regalata probabilmente per essere recensita sui social network. Ciò che inizia come un viaggio piacevole e “instagrammabile” si trasforma rapidamente in un’avventura caotica quando un evento catastrofico capovolge ogni gerarchia a bordo. Il film si distingue per la sua capacità di smontare i miti del mondo della moda, inteso più globalmente come del superfluo e di esaminare con acume le dinamiche sociali. Östlund utilizza il suo stile distintivo per creare situazioni imbarazzanti e dialoghi provocatori che mettono in luce il condizionamento sociale determinato dal denaro, anche nei rapporti di genere. Il film presenta scene esagerate e prolisse, con episodi memorabili e di impatto visivo degenerati in un’apoteosi di merda e vomito, simboleggiando il ribaltamento delle gerarchie economiche. Il titolo “Triangle of Sadness” si riferisce a una porzione di fronte tra le sopracciglia che, se irrigidita, conferisce un’espressione sexy, seriosa o triste. Questo dettaglio estetico è usato per evidenziare l’ossessione per le apparenze e per costruire una satira pungente nei confronti della società e delle sue degenerazioni. In conclusione, “Triangle of Sadness” è un film che non si limita a intrattenere, ma invita anche alla riflessione. Con una narrazione che oscilla tra il genio e il disgusto, Östlund offre uno sguardo irriverente sul comportamento umano, tra ipocrisie e ruoli sociali. Sebbene possa non essere adatto a chi preferisce film misurati e compatti, è indubbiamente un’opera che lascia il segno, stimolando il pensiero.

Edizione: bluray
Versione distribuita dalla CG, presenta un'ottima resa video ed abbiamo sempre la traccia italiana in DTS HD MA. Come extra:
  • Trailer
  • Intervista a Cannes 2022 a Dolly De Leon (3 minuti)
  • Intervista a Cannes 2022 a Ruben Ostlund (11 minuti)
  • Scene tagliate (6 minuti)
  • Characters cards (3 minuti)
     

Tuttobenigni Dal Vivo (1983)

 
Regia: Giuseppe Bertolucci
Anno: 1983
Titolo originale: Tuttobenigni Dal Vivo
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Il Benigni "da teatro" non mi è mia piaciuto. Soprattutto il primo, quello raccontato in questo montaggio di inizio anni ottanta. Certo, preso da esempio in futuro da molti, ma comunque caciarone e caotico anche per me che sono toscano. Mi piace di più ad esempio il secondo Tuttobenigni di metà anni novanta, che lo trovo a me più vicino, anche se si tratta di un unico spettacolo. Qui invece il montaggio utilizza spezzoni diversi, alternati ad interviste e così via. Magari il materiale, essendo vecchiotto, visto e rivisto non riesce a dare le stesse sensazioni comiche di un tempo. Anche se alcuni cavalli di battaglia come l'Inno del corpo sciolto e la satira pungente possono essere divertenti, l'andazzo è un po' ripetitivo. Ma il problema sta solo nel fatto che si tratta di spettacoli di quaranta anni fa. L'edizione in bluray mi è stata regalata da CG, ma anche questo formato non aggiunge nulla da punta di vista qualitativo, neanche con la traccia audio stereo LPCM.