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venerdì 5 dicembre 2025

Corto Maltese - Sotto La Bandiera Dell'Oro

 

Sotto la bandiera dell’oro è una di quelle storie in cui Pratt si diverte apertamente a ribaltare l’idea del “racconto di guerra”. Siamo al confine tra Austria e Italia, in un’Europa che sta  prendendo fuoco, ma la guerra. E Corto Maltese, come sempre, se ne infischia. Non combatte per nessuno, non indossa uniformi, non sceglie bandiere: segue solo la direzione del proprio istinto, che coincide puntualmente con missioni personali dalle motivazioni opache… ma terribilmente affascinanti.

La storia parte senza Corto, e questo già dà una certa scossa. Lui appare più tardi, quasi come un’ombra che decide di entrare in scena quando lo ritiene opportuno, e non un secondo prima. Quando arriva, però, prende subito il controllo della situazione: non come un comandante militare, ma come un grande stratega che vede oltre la scacchiera. Mentre gli altri corrono da una parte all’altra, schiacciati dalle urgenze del momento storico, Corto si muove con calma olimpica, guida, osserva, manipola, costruisce percorsi che gli altri nemmeno immaginano.

È impressionante quanto Pratt riesca a raccontare il conflitto senza mostrarlo davvero, se non in una zona decisamente limitata . Il fragore dei cannoni, i soldati che vedono nemici ovunque; le tensioni politiche ci sono, ma filtrano solo attraverso i discorsi degli altri. Corto, invece, segue soltanto la sua agenda: aiutare chi ritiene meritevole, recuperare cose preziose, mantenere rapporti ambigui, sfidare il destino come se fosse un vecchio amico. La guerra non lo condiziona, non lo spaventa e non lo definisce: è un vento di fondo che passa, mentre lui resta se stesso.

Molto bella l’atmosfera: un’Europa incoerente, sporca, frastornata, , paesi sospesi tra due eserciti, gente che non sa da che parte finirà il mondo. E in mezzo a tutto questo, Corto è l’unico a sembrare davvero lucido. Non è un eroe, non è un patriota, non è un mercenario: è un uomo che attraversa gli eventi senza farsi trascinare dalla corrente, e che trova sempre una rotta personale con cui orientarsi.

Se nelle storie caraibiche Corto appariva ancora sfuggente, qui prende un peso diverso. Non è solo il marinaio romantico; diventa un punto di riferimento silenzioso, un centro magnetico attorno al quale si muovono tutti gli altri. Pratt lo tratteggia con la solita eleganza asciutta, ma aggiunge una sfumatura nuova: quella dello stratega che gioca una partita più grande degli altri, pur facendo sembrare tutto naturale.

In definitiva, Sotto la bandiera dell’oro è un’avventura che parla più di persone che di guerre, più di scelte individuali che di fronti contrapposti. E Corto, come sempre, racconta la cosa più interessante: che si può restare liberi anche quando il mondo intero si divide in schieramenti.




mercoledì 19 novembre 2025

Corto Maltese - L'Angelo Della Finestra D'Oriente

 


Quando Corto Maltese mette piede in una città, succede sempre qualcosa. Ma quando quella città è Venezia, nel pieno del 1917, il gioco cambia: l'avventura non è un contorno, è il piatto principale. L’angelo della finestra d’Oriente è uno degli albi più affascinanti della saga proprio perché fonde la Venezia crepuscolare con il mistero, la guerra , gli intrighi e quella leggerezza fatalista che solo Corto sa incarnare.

Qui non siamo in Oriente o in Sud America, non ci sono pirati malesi o avventurieri tatuati, eppure l’atmosfera è identica: sospesa, onirica, piena di simboli. Venezia è un labirinto che sembra costruito apposta per confondere e sedurre, e Pratt la dipinge come solo lui sa fare: acquerelli rarefatti, ombre che sembrano respirare, calli e campielli che nascondono più enigmi che pozze d’acqua. È una città che non si limita a fare da sfondo: è complice, alleata, ingannatrice.

La storia mescola intrighi, inganni, antiche mappe e una ricerca quasi iniziatica, ma senza diventare pesante o pomposa. Anzi, il bello è proprio l’equilibrio: Corto attraversa ogni mistero con la sua calma ironica, come se niente potesse davvero scalfirlo, mentre attorno a lui si muovono personaggi inquieti, ambigui, forse pericolosi, forse solo perduti. 

In mezzo a tutto questo, Venezia nel 1917 è uno spettacolo malinconico: elegante e ferita, splendida e stanca, incapace di rinunciare alla sua bellezza anche con la guerra alle porte. È un luogo dove il passato pesa come un mantello e il futuro sembra remoto, quasi irreale. Perfetto per un’avventura di Corto.

L’angelo della finestra d’Oriente è uno di quegli albi che ti rimangono addosso non per l’azione, ma per le sensazioni. È un viaggio dentro un’idea di Venezia che forse esiste solo nelle storie più riuscite: misteriosa, silenziosa, complice. E Corto la attraversa con la solita eleganza da uomo che sa più di quello che dice e che vede più di quello che mostra.

Un albo enigmatico, evocativo, ricco di simboli e atmosfere. E uno dei modi migliori per capire quanto bene stiano insieme Corto Maltese e Venezia: lui, spirito libero; lei, città-miraggio. Entrambi imprendibili.



lunedì 3 novembre 2025

Corto Maltese - Nonni E Fiabe

 


Con Nonni e Fiabe, Hugo Pratt ci porta in una dimensione dove la leggenda si intreccia con la realtà più concreta, e dove i racconti antichi servono non solo a spiegare il mondo, ma anche a sopravvivere ad esso. Corto Maltese si muove in un ambiente dove il confine tra magia e quotidianità è sottile, quasi impercettibile: ascolta, osserva, si fa interprete di un linguaggio fatto di simboli, tradizioni e dolori tramandati.

È una storia che parla di miti, certo, ma anche di fragilità umane. I “nonni” del titolo non sono solo custodi di un passato leggendario, ma rappresentano il legame con le radici, con le fiabe che tengono insieme comunità e famiglie, anche quando tutto il resto sembra crollare. Corto, come sempre, non giudica né interviene più del necessario: accompagna le persone che incontra, con quel suo modo disincantato e gentile di attraversare le storie altrui.

Sotto la superficie del racconto si nascondono temi profondi: la povertà, le disuguaglianze, il peso della memoria e la necessità di credere ancora in qualcosa, anche se non si sa più bene in cosa. Pratt riesce a far convivere tutto questo con la leggerezza di un sogno raccontato davanti al fuoco.

Nonni e Fiabe è un racconto sospeso tra mito e realtà, tra poesia e denuncia sociale. Corto resta il nostro testimone privilegiato: non un eroe, ma un compagno di viaggio che sa ascoltare il mondo e trasformarlo in racconto.

venerdì 31 ottobre 2025

Corto Maltese - La Laguna Dei Bei Sogni

 


In La laguna dei bei sogni, Hugo Pratt mette Corto Maltese sullo sfondo, come se il suo celebre marinaio fosse un osservatore esterno, una figura silenziosa che attraversa una storia che non gli appartiene davvero, ma che lo sfiora nel profondo. È una scelta elegante, quasi poetica: Corto resta sé stesso anche quando non è protagonista, custode di un mondo fatto di sogni, malinconie e nostalgie.

La storia si muove tra realtà e sogno, tra la guerra e l’amore, tra ciò che si ricorda e ciò che si vorrebbe dimenticare. Tutto ha un tono sospeso, come se i personaggi si muovessero in una dimensione rarefatta, al confine tra la vita e il ricordo. È un racconto che non ha bisogno di spiegare: basta lasciarsi trasportare dalle immagini e dai silenzi, da quella poetica tristezza che solo Pratt sapeva evocare con pochi tratti.

Corto, pur restando ai margini, rappresenta la connessione sottile tra i mondi — quello reale e quello del sogno —, come se la sua presenza bastasse a rendere credibile l’impossibile.

La laguna dei bei sogni è una storia che parla di amore e perdita, ma anche della bellezza del ricordare, persino quando fa male. È un racconto che ti lascia addosso un senso di sospensione, come un sogno da cui non vuoi davvero svegliarti.


venerdì 10 ottobre 2025

Corto Maltese - Vudù Per Il Presidente

 


Con Vudù per il presidente, Hugo Pratt ci riporta in quell’angolo del mondo dove politica e superstizione si guardano negli occhi e si confondono. E con loro, torna anche Soledad, una figura che Corto (e i lettori) hanno già imparato ad apprezzare: affascinante, intelligente, con quella sfumatura di mistero che le donne di Pratt sanno portare con eleganza naturale.

Qui la magia aleggia come una brezza calda e inquieta. È lì, ma non si capisce mai davvero se sia reale o solo un’arma sottile per spaventare, manipolare, sopravvivere. Ed è esattamente in questa zona ambigua che Corto si muove a suo agio: osserva, ascolta, non prende mai tutto per buono, ma non esclude mai nulla.

Il tono del racconto è sospeso tra intrigo politico, giochi di potere e suggestioni mistiche. Pratt gioca come sempre sul filo sottile tra realtà e leggenda, lasciando al lettore la libertà (e il piacere) di decidere cosa credere. Soledad e Corto si ritrovano, e tra loro non serve spiegare troppo: basta uno sguardo, qualche parola non detta, e la complicità è lì, viva come sempre.

Vudù per il presidente è un episodio che mescola fascino, potere e superstizione, e lo fa con la leggerezza tipica di Pratt: mai didascalico, sempre evocativo. Corto si conferma ancora una volta spettatore ironico di un mondo in cui la verità è sempre più strana della leggenda.


Anche queste tavole sono presenti in Corto Maltese - L'integrale 


giovedì 9 ottobre 2025

Corto Maltese - La Conga Delle Banane

 


Con La conga delle banane, Corto Maltese torna a muoversi in quella zona di confine tra avventura e intrigo politico che Hugo Pratt sapeva tratteggiare con una leggerezza invidiabile. Niente super tecnologie, niente inseguimenti spettacolari: qui lo spionaggio ha il sapore dei tempi andati, fatto di sguardi obliqui, mezze parole e personaggi che dicono la verità solo quando non serve a niente.

L’atmosfera è tropicale ma tesa, quasi sospesa, come se il vento caldo portasse con sé più segreti che profumi. Corto si muove tra doppi giochi e vecchie conoscenze, osservando il tutto con la sua solita ironia elegante e un filo di disincanto. Non ha bisogno di forzare la mano: capisce sempre più di quanto dica, e dice sempre meno di quanto sappia.

Quello che rende quest’avventura speciale è proprio il tono: Pratt non racconta un’epopea di eroi, ma una danza lenta tra interessi contrapposti, in cui ognuno balla al ritmo della propria convenienza. Corto, come sempre, è il testimone e il catalizzatore, mai il burattino.

La conga delle banane è così: una partita di spionaggio a ritmo di rumba, piena di doppi fondi, risate amare e quel tocco di mistero che sa di romanzo d’avventura classico. Ed è bello ritrovarlo lì, nel cuore del gioco, a fumare con calma mentre il mondo, intorno, trama.




martedì 7 ottobre 2025

Corto Maltese - Teste E Funghi

 

Dopo Per colpa di un gabbiano, in cui Corto Maltese navigava nel mare incerto della perdita di memoria, Teste e Funghi segna il momento del ritorno: la memoria riaffiora, ma l’essenza resta la stessa. Corto torna sé stesso, o forse non aveva mai smesso di esserlo davvero — perché anche nel vuoto dei ricordi, la sua bussola interiore aveva continuato a puntare verso l’avventura.

In questo nuovo capitolo, ritroviamo tutta l’atmosfera tipica di Hugo Pratt: dialoghi sottili, misteri che si srotolano con calma, e quella sensazione che ogni incontro nasconda un significato più profondo. Il titolo, curioso e un po’ surreale, introduce a una trama che gioca con il simbolismo e con il limite tra realtà e sogno — un territorio che Pratt ha sempre esplorato con eleganza e ironia.

Corto Maltese è tornato, e lo fa con la consueta aria di chi sa troppo e dice poco. Il mistero resta, l’ironia pure, ma soprattutto ritorna quella libertà assoluta che lo rende uno dei personaggi più moderni del fumetto europeo. Teste e Funghi è un’avventura che parla di ritrovamenti, ma anche di continuità: perché Corto, con o senza memoria, resta sempre fedele a sé stesso — e al suo destino di viaggiatore inquieto.




domenica 5 ottobre 2025

Corto Maltese - Per Colpa Di Un Gabbiano

 

Leggere Corto Maltese – Per colpa di un gabbiano significa tornare nel mondo affascinante di Hugo Pratt, fatto di mari lontani, città sospese e incontri che sembrano casuali ma sempre carichi di senso. In questo albo, Corto affronta un’insolita sfida: la perdita della memoria. Un espediente narrativo che potrebbe facilmente smorzare la forza di un personaggio tanto enigmatico, eppure Pratt riesce a fare il miracolo.

Ciò che colpisce è come, nonostante la confusione e i vuoti di ricordi, Corto resti coerente con sé stesso. La sua curiosità, il senso dell’avventura, la capacità di osservare e comprendere il mondo attorno a lui: tutto rimane intatto, confermando che il suo fascino non dipende dalle informazioni che possiede, ma dal modo unico con cui affronta ogni situazione. Il personaggio resta indecifrabile, affascinante, ironico e mai prevedibile.

La storia, con il suo tono leggero ma riflessivo, riesce a bilanciare momenti di comicità e piccole riflessioni esistenziali. Anche la componente grafica, con la leggerezza delle linee di Pratt e i paesaggi sempre evocativi, accompagna perfettamente questa esplorazione del sé attraverso la perdita della memoria.

Per colpa di un gabbiano è quindi un albo che conferma il mito di Corto Maltese: un avventuriero che sfida mari e tempeste, e persino la dimenticanza, senza mai perdere la sua essenza. Una lettura che è un piccolo viaggio, tra ironia, nostalgia e il gusto sottile dell’incertezza.


sabato 27 settembre 2025

Corto Maltese -... E Riparleremo Dei Gentiluomini Di Fortuna

 


Con …E riparleremo dei gentiluomini di fortuna (1970) Hugo Pratt ci porta di nuovo nei Caraibi, tra isole e memorie di pirati, con quella leggerezza che sembra quasi casuale ma che costruisce invece un mosaico denso di suggestioni. La storia ruota attorno a una caccia al tesoro, una vera e propria avventura fatta di carte misteriose intagliate in osso di balena, galeoni spagnoli perduti e un’atmosfera che sa di sale, polvere da sparo e superstizioni. È qui che torna anche Rasputin, figura caotica e imprevedibile che riporta nel racconto quell’energia selvaggia e pericolosa che tanto caratterizza le sue apparizioni.

La trama procede senza mai cercare una chiusura definitiva, restando volutamente sospesa. Gli indizi sono tanti, i personaggi enigmatici e le morti improvvise colpiscono senza preavviso, come nel caso drammatico di Miss Ambiguità, che lascia la scena in modo inatteso e violento. Non è una storia che regala certezze, ma piuttosto una scia di domande, suggestioni e possibilità, dove Corto Maltese si muove con il suo solito passo ambiguo: partecipe e ironico, vicino ai fatti ma sempre pronto a defilarsi, come se non volesse mai farsi ingabbiare da un ruolo definito.

Quello che resta al lettore non è tanto la soluzione del mistero quanto l’esperienza di viaggio, la sensazione di essere immersi in un mondo creolo e caraibico fatto di contrasti, di colori accesi e di ombre minacciose. Pratt continua a costruire più un atlante di suggestioni che un intreccio lineare, e forse è proprio questa la sua forza: spingerti a seguire Corto non per trovare risposte, ma per il gusto stesso di lasciarsi trascinare altrove.


mercoledì 17 settembre 2025

Corto Maltese - Un'Aquila Nella Giungla

 

Un’aquila nella giungla (1970) è l’ultimo tassello della cosiddetta “Suite caraibica”, un gruppo di racconti che comprende anche Il segreto di Tristan Bantam, Appuntamento a Bahia e Samba con Tiro Fisso. A differenza dei precedenti episodi, qui il personaggio di Corto Maltese comincia a delinearsi in maniera più netta: non più soltanto osservatore ironico e distaccato, ma uomo che, pur rimanendo enigmatico, lascia intravedere il desiderio di avventura e la sua natura di viaggiatore irrequieto.

La storia, ambientata in un contesto esotico e misterioso, mantiene i toni sospesi tipici di Pratt, dove le trame non si chiudono mai del tutto e i personaggi restano in parte avvolti dal non detto. Tuttavia, in queste pagine Corto sembra meno evanescente e più protagonista: la sua ambiguità rimane, ma prende corpo una figura più definita, affascinante proprio perché sfugge a una lettura univoca.

Con questo racconto si ha la sensazione di entrare davvero nel mondo di Pratt: un universo fatto di suggestioni, simboli, e un costante equilibrio tra realismo e mito. È qui che il lettore inizia a sentirsi pienamente catturato, riconoscendo che l’avventura di Corto Maltese non è solo geografica, ma anche interiore.


mercoledì 10 settembre 2025

Corto Maltese - Samba Con Tiro Fisso

 


Con Samba con Tiro Fisso (1970) pensavo di arrivare alla chiusura di un vero e proprio trittico, dopo Il segreto di Tristan Bantam e Appuntamento a Bahia. In realtà mi sbagliavo: non si tratta di una trilogia con un inizio e una fine, ma di un ciclo di storie collegate, spesso raccolte sotto il titolo di “Suite caraibica”.

La vicenda si sposta in Brasile, in un contesto pieno di tensioni: soldati, ribelli, superstizioni e colpi di scena che animano la trama ma non la concludono. È più un frammento narrativo che un racconto chiuso, un tassello che aggiunge colore e atmosfera piuttosto che dare risposte ai misteri già accennati.

Corto Maltese continua a muoversi con il suo stile ambiguo: presente ma mai del tutto coinvolto, partecipe e al tempo stesso ironicamente distante. Anche Tristan Bantam e Morgana restano figure sospese, che sembrano promettere sviluppi futuri senza rivelare troppo.

Subito dopo  questo episodio neCorto Maltese - L'integralesi colloca anche Un’aquila nella giungla, che probabilmente riprenderà il filone narrativo. 

Alla fine, quello che resta è l’impressione di seguire Corto non in una saga ordinata, ma dentro un flusso di avventure aperte, capaci di suggestionare più che di spiegare. Ed è forse proprio questo il fascino: non trovare mai davvero una chiusura, ma lasciarsi trascinare dal viaggio.




martedì 9 settembre 2025

Corto Maltese - Appuntamento A Bahia

 


Dopo Il segreto di Tristan Bantam, Hugo Pratt prosegue il suo trittico con Appuntamento a Bahia, pubblicato originariamente nel 1970. La storia riprende il filo lasciato in sospeso, confermando l’idea che questo arco narrativo sia più simile a un romanzo spezzato in capitoli che a racconti autoconclusivi.

Qui ritroviamo Corto Maltese sempre sospeso tra cinismo e idealismo, un uomo che non si lascia mai ingabbiare in definizioni nette. Ad accompagnarlo ci sono figure che ormai iniziano a delinearsi come ricorrenti: il Professore e Tristan Bantam, giovane alla ricerca di risposte su un mistero che sembra più grande di lui.

Il tono dell’avventura è segnato dall’irrompere del fantastico e dell’esoterico: apparizioni, magie, superstizioni e atmosfere cariche di mistero. Per chi, come me, apprezza Corto soprattutto come personaggio “concreto”, capace di muoversi tra pirati, rivoluzionari e fortune da inseguire, questa dimensione più occulta può lasciare un po’ titubanti. Tuttavia, è proprio in questo equilibrio instabile tra realismo e suggestione magica che Pratt dimostra la sua originalità: non offre certezze, ma lascia al lettore il compito di decidere se prendere sul serio o meno il lato sovrannaturale.

Appuntamento a Bahia funziona bene come capitolo intermedio: fa da ponte, arricchisce i legami tra i personaggi e prepara al successivo tassello del trittico. È forse meno incisivo sul piano narrativo, ma contribuisce a rafforzare quel senso di avventura globale che spinge Corto da un capo all’altro del mondo, senza mai dargli (né darci) il tempo di capire del tutto chi sia.


domenica 7 settembre 2025

Corto Maltese - Il Segreto Di Tristan Bantam

 


Ho appena finito Il segreto di Tristan Bantam, uscito nel 1970, e devo dire che qui Hugo Pratt cambia ritmo rispetto a Una ballata del mare salato. La storia è molto più breve, quasi un frammento, e si legge tutta d’un fiato.

Il vero motore narrativo è Tristan, un ragazzino che si porta dietro un’eredità misteriosa fatta di mappe, enigmi e segreti di famiglia. Accanto a lui, Corto Maltese osserva, ascolta e commenta con il suo solito distacco ironico, senza mai prendersi la scena in modo ingombrante. A colpire, ancora una volta, è questa sua natura da anti-eroe: non guida davvero la vicenda, ma sembra sempre custodire una consapevolezza che agli altri sfugge.

Qui però non c’è un finale vero e proprio: la vicenda si interrompe lasciando tutto sospeso. Non è una storia chiusa, e infatti mi sono informato: Il segreto di Tristan Bantam è parte di un trittico narrativo che prosegue con Appuntamento a Bahia e Samba con Tiro Fisso. Si spiega così la sensazione di “incompiuto” che ho provato arrivando all’ultima tavola.

Rispetto a La giovinezza e a Una ballata del mare salato, questo episodio sembra più un “ponte”: meno epico, ma con il merito di accendere la curiosità. Ci sono nuovi personaggi che forse torneranno, forse no — per ora non posso saperlo, ma resta la voglia di proseguire per capire dove ci porteranno queste tracce.

Insomma, Il segreto di Tristan Bantam non è tanto un approdo, quanto una porta che si apre: resta da vedere cosa ci aspetta dall’altra parte.




sabato 2 agosto 2025

Corto Maltese - Una Ballata Del Mare Salato

 

Ho appena finito Una ballata del mare salato, la prima grande avventura di Corto Maltese scritta e pubblicata da Hugo Pratt nel 1967, e devo dire che qui ho sentito davvero di entrare nel suo mondo. Se con La giovinezza avevo percepito più il contorno che il protagonista, in questa storia Corto prende finalmente la scena — anche se continua a rimanere sfuggente, misterioso, difficilmente inquadrabile. Forse è proprio questo il suo fascino: un anti‑eroe che non puoi mai definire fino in fondo.

L’ambientazione è il Pacifico del Sud, tra il 1913 e il 1915, sullo sfondo della Prima Guerra Mondiale. In queste isole remote, perse tra oceano e leggenda, si intrecciano marinai, pirati, mercanti d’armi e giovani naufraghi, in un intreccio che ha il sapore del romanzo d’avventura classico, ma anche una profondità quasi poetica. È qui che incontriamo alcuni dei personaggi destinati a tornare nella saga, compreso l’immancabile Rasputin (che ho sempre creduto il suo nemico giurato, ma non è così: ogni rapporto ed ogni personaggio è profondo ed ha mille sfumature). 

Una curiosità che mi ha colpito: gli indigeni, nelle loro battute, parlano un dialetto che ricorda molto il veneziano. Non è un errore né un vezzo, ma una scelta consapevole di Pratt. Il veneziano, la lingua della sua infanzia, diventa una sorta di firma segreta, un filtro poetico con cui dare voce a personaggi lontanissimi da Venezia e allo stesso tempo avvicinarli alla sua memoria e alla sua sensibilità. Non serve al realismo, ma all’atmosfera: trasporta il lettore in un luogo sospeso, tra sogno e avventura.

E Corto? Non è un eroe, né un cattivo. È ironico, cinico, compassionevole quando non te lo aspetti, distante quando pensi di averlo capito. Non è mai del tutto dalla parte di qualcuno, e questo lo rende affascinante e vero. Leggerlo significa accettare che non sempre troverai risposte nette, ma piuttosto domande nuove e prospettive diverse.

Rispetto a La giovinezza, questa storia mi ha coinvolto molto di più: è corposa, avventurosa, ma con quell’aura di malinconia che già si intravede come cifra stilistica di Pratt. Insomma, mi ha lasciato la voglia di proseguire il viaggio. Perché con Corto Maltese, più che capire dove andrai, conta lasciarsi portare.


mercoledì 30 luglio 2025

Corto Maltese - La Giovinezza

 
Ho deciso, finalmente, di avvicinarmi a Corto Maltese. Non sono un assiduo lettore di fumetti, anzi è veramente raro che lo faccia. In questo periodo però mi si è accesa la miccia cerebrale delle storie di avventura. Parlandone, immaginandole, ricordandole... Non ho potuto fare a meno di scegliere quello che potrebbe essere in potenza uno dei miei personaggi preferiti. Già, in potenza perché non lo ho mai letto, ma non è possibile non conoscerlo. Ed ecco quindi l'edizione Corto Maltese - L'integrale che probabilmente è un'opera pensata per chi come me, tardivamente, si appresta alla lettura e vuole qualcosa di completo o quasi.

Ho appena finito di leggere La Giovinezza, primo capitolo della raccolta. Primo, almeno secondo l’ordine cronologico scelto dagli editori, anche se in realtà la storia è stata scritta da Hugo Pratt nel 1981, e solo più tardi rivista e pubblicata nella sua forma definitiva (1992). È un po’ come se ti mettessi a guardare il prequel di una saga sapendo già che è stato girato per ultimo: ha un sapore particolare, diverso, quasi un biglietto da visita scritto a posteriori.

La vicenda è ambientata nel 1905, durante la guerra russo‑giapponese. Qui incontriamo un Corto appena diciottenne, ma che resta in scena meno del previsto. Il vero protagonista, almeno in queste prime pagine del viaggio, è Jack London — sì, proprio lo scrittore — che Pratt mette in mezzo a rivoluzionari, avventurieri e spie con una naturalezza sorprendente. Accanto a lui fa la sua comparsa Rasputin, personaggio che chi conosce un minimo Corto sa bene quanto sarà ingombrante e controverso nelle storie a venire.

E Corto? Beh, lui arriva tardi, quasi in sordina, come se Pratt volesse ricordarci che le leggende non hanno bisogno di farsi annunciare: basta un’ombra per capire che saranno loro a guidare il resto del viaggio. È strano, leggere una storia di Corto Maltese senza davvero leggere Corto Maltese. Un po’ spiazzante, ma forse anche questo è il gioco.

La sensazione che mi porto dietro è ambivalente. Da un lato, l’avventura non ha ancora il respiro epico e poetico che mi aspettavo; dall’altro, proprio questa scelta di lasciare Corto sullo sfondo lo rende ancora più enigmatico, quasi in attesa del suo ingresso vero. Insomma, non so ancora se mi sia piaciuto o no. So solo che mi ha incuriosito, e tanto basta per continuare.

Per comodità ho deciso di seguire l’ordine cronologico della raccolta, anche se di solito sono un amante dei prequel e preferisco vederli dopo. Qui però fa eccezione: voglio scoprire Corto passo dopo passo, dall’inizio della sua giovinezza fino al mare salato e oltre.