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mercoledì 5 marzo 2025

Ring 2 (1999)


Regia: Hideo Nakata
Anno: 1999
Titolo originale: Ringu 2 (リング2)
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies (5.9)
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Film:
 Quando si parla di The Ring 2, la maggior parte delle persone pensa immediatamente al film del 2005 diretto da Hideo Nakata, sequel del remake americano. Ma prima di tutto questo, Nakata aveva già diretto un The Ring 2 nel 1999, seguito diretto del cult horror giapponese Ringu (1998). E se il primo film aveva ridefinito l’horror giapponese per il pubblico mondiale, questo sequel cerca di espandere il mito di Sadako Yamamura con risultati meno incisivi, ma comunque interessanti. A differenza del romanzo di Kōji Suzuki (Spiral), da cui in teoria il sequel doveva prendere spunto, The Ring 2 (1999) sceglie una strada diversa e più cinematografica. Il film riprende gli eventi immediatamente dopo la fine di Ringu: la giornalista Reiko Asakawa e suo figlio Yoichi sono scomparsi, mentre la polizia indaga sulla strana serie di morti collegate alla videocassetta maledetta. La protagonista diventa Mai Takano (Miki Nakatani), l’ex studentessa del professor Ryuji Takayama, che cerca di scoprire la verità sulla maledizione e su Sadako. Se il primo film si muoveva su atmosfere di crescente tensione e paura del non visto, questo sequel vira più verso il dramma paranormale, introducendo elementi di psico-cinema e esperimenti scientifici per spiegare i poteri di Sadako. La narrazione perde un po’ dell’aura di mistero che rendeva Ringu così inquietante, ma guadagna un’interessante esplorazione delle capacità psichiche di Yoichi, che sembra aver ereditato il potere della vendetta di Sadako. Uno degli aspetti più discussi di The Ring 2 è il modo in cui Sadako viene trattata. Se nel primo film la sua presenza era quasi tutta suggerita, qui le sue manifestazioni sono più esplicite: apparizioni, telecinesi, e momenti in cui l’horror si avvicina al J-Horror più tradizionale con fantasmi che si materializzano davanti ai protagonisti. Questo toglie parte dell’ambiguità che rendeva il primo film così disturbante, ma aggiunge una dimensione più dinamica e spettacolare che personalmente non ho apprezzato. Anche se la scena nella vasca di deprivazione sensoriale, in particolare, è uno dei momenti più riusciti del film: un mix di horror psicologico e body horror che riesce ancora oggi a risultare efficace. Tuttavia, rispetto al primo Ringu, manca quel senso di ineluttabilità che rendeva la maledizione così terrificante. Qui c’è più azione e meno angoscia, e nonostante questo la pellicola risulta lenta. The Ring 2 (1999) è un sequel che cerca di espandere il mito di Sadako, ma nel farlo perde parte del minimalismo e della tensione che avevano reso Ringu così iconico. Hideo Nakata dimostra ancora una volta di saper costruire atmosfere inquietanti, ma l’eccessiva esposizione del sovrannaturale e l’approccio più fantascientifico possono risultare meno efficaci rispetto alla pura paura dell’ignoto del primo capitolo.


Edizione: Cofanetto Ringu Film Collection
Cofanetto steelbook contenente i tre film giapponesi, di cui parlerò in apposito articolo

sabato 27 gennaio 2018

The Ring 2 (2005)




Regia: Hideo Nakata
Anno: 2005
Titolo originale: The Ring Two
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (5.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (cofanetto DVD)

Film:
 Hideo Nakata firma la regia di questo sequel di The Ring, remake americano dell'originale giapponese Ring, diretto sempre dallo stesso Nakata così come il sequel giapponese Ring 2. Un po' di confusione i nomi e questo franchise la generano. Ed il risultato è altrettanto confusionario, con una spina dorsale che riprende gli avvenimenti del remake americano ed prova ad insistere su temi già conclusi. Certo, una copia della videocassetta esisteva ancora, ma si prosegue su un binario forzato in cui Samara si impossessa dell'odioso bimbino. Pochi attimi di suspense ed alcune inquadrature inquietanti non fanno di un film un horror. Ciò che c'è di buono sono alcune scene, che paiono però slegate dal resto della trama, come l'attacco dei cervi, i problemi maggiori sono a livello di soggetto e sceneggiatura. Manca il mistero da (in)seguire e la curiosità ad andare avanti. C'era, del resto, da aspettarselo.

Edizione: cofanetto DVD
Il disco DVD è contenuto in un cofanetto dedicato alla trilogia americana del franchise. Dimensioni ridotte e slipcover verticale, i tre dischi trovano giovamento da come sono alloggiati. Il disco in questione contiene il film, la cui qualità, nonostante il formato scelto risulta essere più che accettabile. Audio con traccia italiana Dolby Digital 5.1 mentre gli extra, trattandosi della prima edizione DVD sono:
  • I Ring (16 minuti)
  • Immaginazione nelle immagini (2 minuti)
  • Samara: la creazione di una figura leggendaria (2 minuti)
  • Tra realtà e mistero (2 minuti)
  • Speciale HBO: il making of (13 minuti)
  • Scene eliminate ed alternative (11 minuti)
  • Trailer

domenica 5 marzo 2017

Ring (1998)




Regia: Hideo Nakata
Anno: 1998
Titolo originale: Ringu (リング)
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Ring è l'originale giapponese che ha dato vita alla omonima saga, sia asiatica, che occidentale. Un horror semplice, molto minimalista che ha il compito di disturbare chi lo guarda. Le scene forti mancano quasi del tutto, eppure il mistero della superstizione si fa largo grazie ad una regia attenta e calma, condita da musiche ben inserite nel contesto ed al fatto che si arrivi alla conclusione passo dopo passo. Un conclusione che lascia aperto lo spiraglio appunto per i vari sequel. L'idea di partire da una leggenda metropolitana, una catena di Sant'Antonio dai risvolti micidiali, mette tutti quanti in condizioni di poter essere vittime di un macabro sortilegio. Il ritmo è generalmente buono, purtroppo non mancano scene troppo inconsistenti e che allungano la già breve trama. Già l'averlo girato però crea una sorta di cult che deve essere visto per poter conoscere le origini di un franchise oggi molto importante. La copertina del bluray, così come il disco, presentano il titolo come "The Ring" e questo può generare confusione con il remake del 2002. A mio avviso è semplicemente Ring, senza l'articolo. Il comparto audio è dato dalla lingua originale giapponese e quella italiana, entrambe in DTS HD 5.1, mentre gli extra sono costituiti dal trailer originale.

venerdì 25 maggio 2012

I Segreti Della Mente (2010)


Regia: Hideo Nakata
Anno: 2010
Titolo originale: Chatroom
Voto: 5/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Credo che per guardare questo film serva un libretto di istruzioni. Il tema è forte ed attuale: internet e la manipolazione delle menti più deboli, il  suicidio, i disagi e le sofferenze non raccontate. Il film, la scenografia e la struttura della della trama sono interessanti e ben sviluppati, ma a mio avviso una sorta di manuale serve per non cadere nell'errore di demonizzare internet ed i luoghi di ritrovo virtuali. Sono conscio del fatto che tali premesse non le avrei mai fatte per film come Tron, Il Tagliaerbe, Wargames e così via. Qui però si rischia di puntare il dito contro una tecnologia che oggi è un aspetto onnipresente della vita quotidiana. Lo dico da nerdaccio che passa (ed ha passato) veramente tanto³ (sì, tanto al cubo) online. Nell'era pre Facebook fino alla caduta di p2pforum  ho  navigato nei luoghi più disparati: usenet, chat di IRC, forum, liste di discussione... Ambienti chiusi o aperti, pubblici o privati, legali o illegali, italiani o stranieri. Di tutto insomma. Per questo dico: il film è soltanto un film. La storia è ovviamente romanzata così come la causale e facilona psicologia dei personaggi che si fanno manipolare. Ok allo stare attenti, ok ai pericoli sottovalutati, ma la rete è anche qualcosa di più. Ho tuttora amici di rete che frequento di tanto in tanto (alcuni anche assiduamente) senza dovermi mai preoccupare troppo. L'anonimato garantisce di essere chi vogliamo mentre battiamo i tasti ed il cursore si muove, ma ci permette pure di essere semplicemente noi stessi, forse anche in maniera più genuina di quanto possiamo esserlo nella RL. Nakata è proprio su questo che punta per far evolvere il suo film: alcuni personaggi tirano fuori le loro debolezze come mai avrebbero fatto nel mondo là fuori, mentre c'è chi si finge loro amico. Il fake è sempre in agguato dietro l'angolo, apparentemente semplice da vedere per noi, ma assolutamente complicato per i personaggi della pellicola, subito ammaliati da William. Altra cosa interessante sta nella metafora con cui il regista nipponico sceglie di rappresentare il mondo virtuale: lo sforzo devo dire che è ben riuscito, con stanze che sono le sessioni di chat private. Oltre lo schermo invece siamo a Londra e le poche scene sugli esterni sono allo Zoo ed a Camden Town (si vede pure il negozio Cyberdog all'interno, già citato lo scorso marzo). Al di là di questo non c'è niente che sia degno di nota: fotografia, costumi, musiche, dialoghi sono tutti tendenti al basso profilo. Dei cinque personaggi, William e Jim hanno caratteristiche sufficientemente sviluppate, mentre gli altri sono insignificanti e spesso prevedibili. Per essere un thriller, manca un po' di azione ed il finale è scontato, ma resta drammatico e realista. Forse l'unica cosa ad esserlo.