sabato 21 febbraio 2015

Jo Nesbo - Il Pipistrello


Autore: Jo Nesbo
Anno: 1997
Titolo originale: Flaggermusmannen
Voto: 2/5
Pagine: 416
Pagina di Anobii
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Trama del libro e quarta di copertina:

Una ragazza norvegese di poco più di vent'anni è stata uccisa a Sydney. L'ispettore Harry Hole della squadra Anticrimine di Oslo viene mandato in Australia per collaborare con la polizia locale e in particolare con Andrew Kensington, un investigatore di origini aborigene tanto acuto quanto misterioso. L'inchiesta si rivela subito complessa: l'omicidio della ragazza non è un caso isolato ma, probabilmente, l'ultimo anello di una lunga catena, e lo scenario in cui l'assassino agisce si allarga fino a comprendere fosche storie di droga e sesso. Un quadro a tinte così forti che Harry quasi vede proiettarsi sulle indagini l'ombra minacciosa di alcune figure della mitologia aborigena. In particolare quella di Narahdarn, il pipistrello che reca la morte nel mondo.

Commento personale e recensione:

Mi sono avvicinato a Jo Nesbo, dopo che vari lettori mi hanno consigliato di farlo, con suo primo libro dedicato ad Harry Hole. Devo purtroppo dire che non mi ha colpito in modo molto favorevole. C'è da tenere in considerazione che si tratta del primo romanzo che ha pubblicato, ma si notano alcuni problemi nella stesura della trama, troppo colma di cambi di passo, ripensamenti e quelli che dovrebbero essere colpi di scena. Il personaggio in sè è interessante, ma non troppo diverso da quelli, a lui simili se vogliamo, di altri autori come Connelly ad esempio. Inoltre l'originalità di un autore scandinavo poteva essere data non tanto dal personaggio quanto dalla location scelta (vedi Stieg Larsson) ed invece ci porta nel solito ed abusato mondo anglosassone scegliendo l'Australia. Le nozioni di base poi che inserisce per raccontare aneddoti che vorrebbero essere curiosi o di un certo livello, li ho trovati decisamente irritanti e banali: magari nel 1997 molte cose relative ai gay, agli aborigeni, alle persone che vivono "ai margini" della società potevano essere quantomeno interessanti, ma oggi, me culpa, leggere esaltazioni di un sistema bislacco, raccontato come una novità assoluta, risulta stancante e noioso. La cosa peggiore del libro però è data dai dialoghi, confusionari, difficili da seguire senza doversi soffermare su chi dice cosa e come lo dice. E' come se il personaggio principale debba farsi strada a tutti i costi all'interno del romanzo, inserendosi per farsi notare. Ovviamente darò altre chance all'autore, consapevole che le opere prime sono forse più difficili da digerire.

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