lunedì 24 marzo 2014

Il Grande Gatsby (2013)


Regia: Baz Luhrmann
Anno: 2013
Titolo originale: The Great Gatsby
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
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Vecchi miei, Il Grande Gatsby di Luhrmann è un autentico carnevale caleidoscopico. Arrivo vergine alla visione di questa pellicola in quanto è la prima trasposizione cinematografica del romanzo di Francis Scott Fitzgerald che vedo, nonostante però abbia letto il libro. Il mio giudizio non è quindi sporcato dagli altri film, e da quel che ricordo resta molto fedele alla copia cartacea, salvo alcuni adattamenti narrativi presenti soprattutto nel finale. Però ad essere sincero, il mio ricordo è abbastanza vago: la trama resta comunque quella, non c'è alcuno stravolgimento. Solo che subisce, inevitabilmente vista l'arte di di Luhrmann, un ammodernamento decisamente particolare concentrato essenzialmente nei colori e nella colonna sonora scelta. Un grande passo, forse addirittura coraggioso, che secondo me non fa altro che aumentare la bellezza di una storia classica del novecento americano. Ma sorvoliamo la trama: cosa è Il Grande Gatsby per il mondo ci ha già pensato Francis Scott Fitzgerald a comunicarcelo. Il Dramma, il Romanticismo, gli anni venti e così via sono tutti nel libro. Il regista viene in aiuto di chi non lo ha letto, utilizzando la voce fuori campo di Nick Carraway (Toby Maguire) che descrive determinate situazioni ed anticipa l'impatto visivo che colpirà lo spettatore, mettendo le carte sul tavolo e coadiuvando una fotografia sublime e prepotente al tempo stesso. Il prodotto è destinato al mercato del 3D infatti, ed i colori sono vivi, accesi, frizzanti: non si limitano a dipingere un quadro, ma riescono a fartelo toccare. A completare l'opera abbiamo una colonna sonora decisamente moderna, riadattata per essere integrata nell'epoca narrata. Artisti come Jay-Z, Lana Del Rey, Gotye, Byoncè e così via che impastano swing di decenni fa con balli ed immagini degne di video musicali dei giorni d'oggi. Il montaggio che segue tutto questo non è mai inopportuno, ed il grande lavoro che ci sta dietro è grande quanto il sogno incorruttibile (sic.) di Jay Gatsby. Le feste che si svolgono a casa sua, in questo modo rappresentano esattamente il centro dell'universo. L'idea viene resa alla perfezione e tra computer grafica, musiche graffianti, cromature fotografiche allucinanti noi siamo lì in mezzo a divertirci, a goderci la vita. Poichè resta fedele alla storia, Luhrmann sa quando fermarsi, sa quando esagerare risulterebbe pacchiano e fuori luogo, così utilizza questi espedienti di prepotente vigore esclusivamente per sottolineare determinati momenti. Il resto avviene in maniera più pacata e con l'ausilio, come già spiegato prima, della voce fuori campo e del diario di Carraway con le scritte sovra impresse sullo schermo. Ho già citato anche Toby Maguire, che non sarà mai nelle mie grazie, ma si presta bene alla parte che deve recitare, e non mi azzardo a commentare Leonardo DiCaprio, il suo modo di essere, il suo portamento, i suoi gesti. Boia, veramente sopra le righe: lui è il vero Gatsby. In conclusione, non posso che elogiare il lavoro globale che ci sta dietro e consigliare la visione a tutti, anche a te vecchio mio.

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