martedì 25 marzo 2014

Educazione Siberiana (2013)


Regia: Gabriele Salvatores
Anno: 2013
Titolo originale: Educazione Siberiana
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Non riesco a nascondere la mia delusione una volta arrivato alla fine del film di Gabriele Salvatores: le premesse erano talmente buone da aver innalzato molto il livello legato alle aspettative. Gli ingredienti a me favoriti erano presenti, come ad esempio la partecipazione di John Malkovich, il flashback (o i flashforward ) e soprattutto la storia basata sull'amicizia tra ragazzetti ed il destino che li unisce fino all'età adulta. Peccato però che la scintilla non riesca ad accendere il motore, e ci ritroviamo così con un racconto abbastanza piatto e frettoloso. Stupisce che molte scene rappresentino solo un'introduzione scialba a determinati avvenimenti, e puntare maggiormente sui rapporti interpersonali avrebbe solo fatto del bene alla pellicola. Nello specifico ad esempio la scena sulla giostre si interrompe in maniera troppo brusca e repentina, così come quella dello scontro tra le due bande in città. Se poi tutta la trama si basa sull'amicizia dei due protagonisti Kolima e Gagarin, di sicuro si poteva osare qualcosa di più per rendere forte questo legame. Invece i due, all'interno del film, passano davvero poco tempo insieme. Più che due amici sono due conoscenti che vivono alcuni anni nella Transnistria (regione casualmente ritrovata anche in L'Era Del Flagello che però non c'entra assolutamente niente), relitto sociale della ex Unione Sovietica. Ecco, forse la cosa migliore sta esattamente nella location, sistemata fuori dal tempo e cumulo di macerie di ogni tipo. Il resto è solo un buon trailer per qualcosa che avrebbe potuto crescere in maniera migliore. Perchè i codici, le regole, l'onore ed i richiami ad un etica che non esiste più, da parte del personaggio interpretato da Malkovich non bastano. Si bloccano e restano nell'aria, spazzati via da situazioni troppo brevi per rimanere tatuate nella nostra mente. Troppi gli aneddoti che lasciano il sapore di semplici accenni e nulla più. Così resto con l'amaro in bocca: ad esclusione di uno, tutto gli altri personaggi sono lasciati alla deriva e non hanno spessore, mentre era proprio quello in cui speravo maggiormente.

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