venerdì 23 luglio 2010

Stephen King - Uscita per l'inferno

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Era da tempo che non leggevo un King così brutto. Non c'è poi molto da dire per non incorrere nell'errore dell'auttre che con la sua prolissità ha reso una storia insignificante anche terribilimente noiosa. Le continue descrizioni su avvenimenti marginali interrompono sistematicamente l'evolversi del racconto non aggiungendo niente di interessante. Il protagonista non riesce a passare nè come come simbolo di pietà nè come pazzoide. Una vita più o meno normale che grazie alla sua stupidità riesce a rovinare. Quasi senza motivo, neanche di tipo morale o politico. Solo una presa di posizione contornata da diversi pensieri e riflessioni di un "man on the edge".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

per me è bellissimo, nella mia classifica personale di king lo metto secondo solo a "mucchio d'ossa", poi vengono gli altri.

Jack O. Lyroid ha detto...

Ehehe strane le preferenze dei lettori. Io inizialmente non lo trovavo (parlo di king, non di questo libro) molto interessante. Faticavo a leggerlo ed immedesimarmi nella scenografia horror. Forse perchè troppo abituato alle trasposizioni cinematografiche che da piccolo mi hanno preso maggiormente. Ultimamente ho invece imparato ad apprezzarlo e ad amarlo, anche se con questo mi ha deluso un po'.