mercoledì 21 novembre 2018

Frenesia Del Delitto (1959)




Regia: Richard Fleischer
Anno: 1959
Titolo originale: Compulsion
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Film:
Quello che ci viene proposto, con Orson Welles tra i protagonisti, si ispira ad un romanzo degli anni cinquanta che a sua volta racconta reali fatti di cronaca. Il fulcro è un omicidio avvenuto nel 1924 a Chicago. La trama si destreggia tra un thriller in cui vengono sviscerati gli atteggiamenti dei due assassini ed evidenziati i loro aspetti psicologici: uno più sadico e manovratore, l’altro più succube, ma altrettanto cinico e spoglio di ogni sorta di pentimento. Questo nella prima parte. La seconda è invece concentrata sull’aspetto legal thriller con tanto di dibattito in aula ed arringa finale contro la pena di morte. Quest’ultima è secondo me la peggiore ed il punto debole, avendo un ritmo nettamente inferiore ed essendo governato dai dialoghi (molto buone le interpretazioni) rispetto all’altra che dà maggiore senso di tensione. Welles è padrone dello schermo, ma si difendono egregiamente pure Dillman (Artie) e Stockwell (Judd).

Edizione: DVD
Un bianco e nero senza grandi problemi, anzi più che accettabile anche in ambienti che potrebbero essere scuri così come in quelli luminosi. Traccia italiana in stereo con un onnipresente fruscio di fondo. Gli extra:

  • Galleria fotografica

martedì 20 novembre 2018

Zabriskie Point (1970)




Regia: Michelangelo Antonioni
Anno: 1970
Titolo originale: Zabriskie Point
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Film:
La critica, soprattutto quella straniera, ma non solo, non ha apprezzato il lavoro di Antonioni definendolo anche provinciale. Effettivamente, pur considerando questo termine un po’ pesante, non trovo in questa opera un senso di compiuto e la considero sì, ma buona, anche se forse l’occhio che la dirige è un po’ troppo concentrato su un’apparenza di stampo “turistica”. Antonioni d’altro canto inizia il film con una minuziosa e precisa ripresa di un’assemblea studentesca nell’America rivoluzionaria e della lotta per i diritti. Quegli anni particolari tra la fine del sessanta e l’inizio del settanta. Lo fa andando poi ad evidenziare l’atteggiamento di Mark. Pronto a morire, ma non di noia. Purtroppo poi i dettagli vanno a scomparire, lasciando la trama ad un qualcosa di abbastanza sterile e veloce. Romantica e liberatoria, senza scavare però nel profondo. Lo stesso personaggio, come quello di Daria, non è sviluppato in maniera intensa, e soprattutto non crea alcun tipo di empatia nello spettatore. Il dirottamento che avviene tra i moti studenteschi ed il viaggio nel deserto americano è netto e contrastante, ma forse la parte migliore della pellicola. Ho avuto la fortuna di ammirare dal vivo lo Zabrinskie Point, e peccato che le immagini non riescano a dipingerne la bellezza suprema, ma il film ha un che di liberatorio per il contesto. Degne di nota anche le raffigurazioni oniriche, soprattutto quella nel finale con l’esplosione della casa nel deserto, a rallentatore e ripresa da varie angolazioni. Per quanto riguarda la colonna sonora con nomi come Pink Floyd e Rolling Stones mi aspettavo qualcosa di più.

Edizione: DVD
Semplice edizione italiana con buona traccia audio in mono (non sempre le voci sono al top) e video nella norma.   Come extra soltanto il trailer.


lunedì 19 novembre 2018

Captain Fantastic (2016)




Regia: Matt Ross
Anno: 2016
Titolo originale: Captain Fantastic
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
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Film:
 Capita sempre più spesso che quando si vogliono attaccare delle persone che seguono idee o ideologie a noi contrastanti si utilizzi l'arma della "coerenza". Come se noi potessimo giudicare senza macchia. E deh, lo so, fa comodo. Capita per i vegetariani "eh, ma le uova le mangi", per i salutisti del passeggio "eh ma se piove a lavoro ci vai in macchina", o un po' per tutte le cose "eh ma usi Facebook, eh ma quelle scarpe le hanno cucite in Moldavia, eh ma quel tabacco è comunque di una multinazionale". Insomma può capitare. Il personaggio a mio avviso invasato e comunistoide, decisamente lontano dalla mia visione di mondo, qualcuno lo può considerare incoerente per la verve e l'impegno che mette in relazione ad un lutto e ad una cremazione che in teoria non dovrebbero toccarlo. Invece trovo grandissima ammirazione per cosa ha portato avanti e per come ha educato i propri figli. Non saranno adatti, o completamente adatti, al mondo reale, ma fisicamente allenati, nutriti bene, colti e soprattutto felici. Poi se non sanno giocare alla xbox o non stanno a tavola spippolando con il telefono o non hanno mai bevuto la Coca Cola, può pure sembrare triste, ma mica tanto... Quindi inchino reverenziale nei confronti di questa forma atipica ed anticonvenzionale di famiglia che vive a stretto contatto con la natura e si distanzia dal capitalismo, dallo shopping di massa, dal presumibilmente non essere sempre felici. Alla base di questo, magari in altri tipi di concezione, ci sono numerosi esempi cinematografici: Little Miss Sunshine, o anche Trainspotting per il suo verso. Un qualcosa contro la società odierna, moderna e con valori effimeri insomma. E' un film tutta trama, quasi una sorta di romanzo di formazione in cui i personaggi sono già formati. Non male alcune location e la fotografica, forse un numero eccessivo di personaggi: sei figli aiutano l'economia della trama, ma non sono tutti ben sviluppati anzi. Un film piacevole che può far riflettere anche se con leggerezza. Ganzo il riadattamento di Sweet Child O' Mine.

Edizione: bluray
Custodia Scanavo che contiene un disco di buona fattura video ed audio (DTS HD MA). Gli extra:
  • Trailer
  • Making of (4 minuti)
  • Io faccio cinema (2 minuti)

domenica 18 novembre 2018

La Vita E' Bella (1997)




Regia: Roberto Benigni
Anno: 1997
Titolo originale: La Vita E' Bella
Voto e recensione: 9/10
Pagina di IMDB (8.6)
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Film:
C'è davvero poco da dire. Guardandolo anche più volte, non viene meno quel senso di capolavoro che sprigiona, E' un film unico nel suo genere: una commedia tanto speciale, quanto drammatica. Geniale nella scelta della messa in opera, piacevole anche per quanto riguarda fattori secondari (in questa pellicola) come la scenografia ed i costumi, il montaggio, la fotografia o la recitazione. Benigni alla regia riesce a dare un significato incredibilmente tormentato  sul pesante tema che affronta, ma lo fa con astuzia e dovizia: non scade mai nel banale, non scivola nell'ironia spicciola. Mostra un punto di vista comico utilizzato perlopiù come strumento del suo personaggio. Guido infatti utilizza il proprio essere allegro e spensierato ora per conquistare Dora, ora per non stravolgere la vita del figlioletto. L'evolversi della trama risulta toccante sia nella scene romantiche tra i due innamorati, sia in quelle più buie e cariche di significato storico quando sono nel campo di prigionia. Resta uno dei miei film italiani preferiti e non manca volta che resto di questa idea. Ah, ne approfitto per un piccolo appunto per gli ignoranti, invidiosi e sempre brontoloni (tanto non è che debba scrivere io, proprio io, una recensione su questo capolavoro): l'arrivo degli americani nel finale, è un arrivo scenico, non è affatto un falso storico. Che poi c'è chi discute di cosa? Il campo di sterminio è generico, non Auschwitz, liberato dai russi. Gli americani inoltre sono più scenici, quindi nel finale ci stanno davvero bene. Chiusa la risposta alle insulse polemiche di chi non sa giudicare un film andando oltre le antipatie (che per inciso il Benigni extra cinema mi sta pure un po' sulle palle). Se non lo volete guardare per punto preso, peggio per voi, vi perdete un sacco di cose.

Edizione: bluray
Si tratta della versione per il 20° anniversario del film, lanciata dalla CG Enterteinment. Inizialmente è stata distribuita solo nella versione limitata (la mia copia è la 98/500) ed autografata da Roberto Benigni e Nicoletta Braschi per la campagna #startup della Cecchi Gori. Abbiamo una slipcover in cartone sul cui retro sono stampati i nomi (c'è anche il mio ovviamente) dei primi 300 partecipanti all'iniziativa, e la numerazione. Gli autografi sono invece sulla parte frontale della custodia (amaray Scanavo) che contiene i due dischi: 1 DVD ed 1 Bluray. Concentrandoci sul disco ad alta definizione abbiamo il master delle edizioni precedenti, ma con un riversamento più qualitativo con codifica in AVC, migliore della vecchia VC1, anche se onestamente non lo trovo significativamente spettacolare. La traccia audio italiana è un DTS 5.1 HD Master Audio. Il DVD ha invece ovviamente una qualità video inferiore ( la versione da 119 minuti contro quella cinematografica da 124 del bluray), traccia audio in Dolby Digital 5.1, ma i soliti extra del disco BD:

  • Trailer
  • Premi (15 minuti)
  • Intervista a Roberto Benigni (35 minuti)
  • Roberto Benigni su La Vita E' Bella (9 minuti)
  • Dietro le quinte (38 minuti)


Venerdì 13 Parte VI - Jason Vive (1986)




Regia: Tom McLoughlin
Anno: 1986
Titolo originale: Friday The 13th Part VI: Jason Lives
Voto e recensione: 3/10
Pagina di IMDB (6.0)
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Film:
Praticamente negli anni ottanta fecero uscire un film di questa saga ogni dodici mesi. Forse nel complesso non è peggiore di quelli che lo precedono, ma come spesso accade, è proprio il franchise ad essere stancante e con poche idee. Se ogni volta si deve far credere, o creare una sceneggiatura in cui Jason sembra essere finito per sempre (anche nel titolo come in Capitolo Finale) e poi si cercano rocamboleschi (ma decisamente poveri d'intenti) sistemi per rimetterlo in carreggiata diventa ancora più macchietta di quanto non lo sia. La trama, e in un film del genere è difficile basarsi su altro, parte subito con Tommy Jervis, che di notte (va bene) va in nel cimitero dove è sepolto Jason (non era stato cremato? forse mi confondo) in venerdì 13 con una tempesta (ma toh, guarda un po'). Vuole profanare la tomba e dare fuoco al corpo. Un fulmine però colpisce la salma e ridà vita al mostro assassino. Che cammina veloce quanto Bolt e miete vittime sul suo cammino, in maniera slasher. Inutile avvisare lo sceriffo che ha la stessa solerzia nel fare cose e nell'ascoltare gente, del nostro sindaco. Alla fine, dopo tanti morti, i buoni vincono. Fine

Edizione: DVD
La versione che posseggo è la prima Paramount Widescreen che attualmente sta su Amazon a 70 euro. Rara, ma ci sono anche altre versioni più nuove ad un prezzo  più accessibile, ma sempre alto. La traccia italiana è in stereo e come extra c'è soltanto il trailer.

sabato 17 novembre 2018

La vecchia ferrovia sul Ritasso, con I Camminatori Liberi

Seconda esperienza che faccio con I Camminatori Liberi, anche questa da “top di gamma” e molto positiva. Decisamente più semplice e meno impegnativa rispetto a quella sull’Acquedotto di Colognole, ma altrettanto interessante e suggestiva. La camminata si snoda all’interno della Riserva di Monterufoli – Caselli tra i colli e boschi toscani. con una grande varietà di ambienti. Meteorologicamente quasi perfetta: terreno non motoso, è arrivato il freddo accompagnato dal vento, ma almeno si respirava e tra gli alberi eravamo abbastanza coperti.  Il percorso ad anello della lunghezza complessiva di circa 8 KM ed un’ascesa di soli 150 metri ci permette di ammirare i due ponti ottocenteschi che facevano parte della linea ferroviaria in passato utilizzata per il trasporto della lignite in zona. La tratta della piccola ferrovia che univa per 17 KM Villetta di Monterufoli a Casino di Terra è stata servita fino al 1925 ed adesso ne resta una debolissima parvenza, essendo stata completamente dismessa. Pranzo al sacco in un posto suggestivo, silenzioso e naturalmente riservato, per poi tornare indietro e fermarci al Big Roof, locale che ci ha deliziato con taglieri e calici di vino.

Album fotografico Vecchia Ferrovia sul Ritasso (17/11/2018)