mercoledì 10 febbraio 2016

The Green Inferno (2013)




Regia: Eli Roth
Anno: 2013
Titolo originale: The Green Inferno
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (5.5)
Pagina di I Check Movies
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Nonostante sia stato pubblicizzato come il film più pesante e violento di sempre, mi sento in dovere di dissentire. Queste sono cose molto soggettive è vero, ma anche rimanendo in casa Roth se penso al primo Hostel mi scorrono nella mente immagini forse più crude ed al limite. Ovviamente non è uno di quei film da guardare sul divano in compagnia di bambini, ci mancherebbe: tantissime scene nel secondo tempo sono da censura e non risparmiano gli stomaci più deboli. E' altrettanto vero però che il cinema ci ha abituato a sevizie (non solo carnali, ma sopratutto psicologiche) più sadiche e crude. Un livello soft piuttosto che un livello brutale. Questo solo per fare un appunto per coloro che (un po' come me) vogliono vedere il film con l'intento di venire sorpresi e perchè no, scandalizzati. Arrivando a parlare della pellicola è invece ovvio che l'intento del regista (anche sceneggiatore) non sia solo quello di colpire visivamente, ma pure di omaggiare quel genere "cannibal" di due o tre decenni fa, e dargli anche una connotazione politica o sociale. Eli Roth non salva nessuno: punta il dito un po' su di tutti. Che siano le corporazioni immense che devastano il pianeta, i mass media o i buonisti pronti a tutti pur di avere notorietà per le proprie cause. Infatti la prima metà del film non succede molto, è una grande introduzione che ci anticipa un po' chi siano i cattivi vestiti da cattivi ed i cattivi vestiti da buoni. Poi arrivano i cannibali. Vittime o no, questi fanno a pezzi i propri prigionieri e li mangiano. Altre volte li mangiano direttamente senza farli a pezzi. E quando va bene infibulano la ragazze. Insomma, non ci vanno tanto per il sottile. E magari viene anche da pensare che sia un bene questa tribù possa venire distrutta dalla civiltà che scava esclusivamente per interessi economici. Complessivamente abbiamo un film che non è veloce nei ritmi ed in cui la tensione non raggiunge quei livelli esaltanti che mi sarei aspettato. Alcune scene, non censurate, restano a fuoco per pochissimi attimi riducendo la sevizia e la tortura a grida spaventose e conati di vomito degli altri protagonisti.

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