giovedì 15 agosto 2013

Day 12: Las Vegas chiama, noi sbanchiamo

Eravamo un tantino stanchi. Non tanto dei Parvhi in se', che sono stati bellissimi, ma della vita da nomadi che abbiamo intrapreso. Sveglia presto, lunghi tragitti in macchina ed a(dap)piedi, motel infimi e stress a tutto spiano. Avevamo bisogno di un po' di buono e sano relax, e proprio per questo motivo abbiamo scelto di percorrere tutti in una botta i quasi 900 chilometri che ci distanziavano da Las Vegas, nostra ultima meta. Visto che il navigatore ci ha fatto passare da sud del Grand Canyon, ne abbiamo approfittato per una sosta dedita al pranzo nella ridente cittadina di Williams, proprio sulla route 66. Qui omelette di un certo peso specifico  in un locale che ti riporta ai tempi di Happy Days. Se andavi in bagno potevi trovarci pure lo scheletro di Fonzie (per i piu' giovani: quello che ha inventato le famose patatine che devi leccare senno' non godi). Ad ogni qual modo, si riparte e ci si butta verso Sin City. Guadagniamo anche un'ora visto che nel fuso del Pacifico, quindi adesso le ora di differenza con l'Italia sono nove. Non abbiamo accusato il car lag. E poi eccoci qui al Luxor. Tante cose non si possono dire perche' qui va di moda cosi'. Un piccolo appunto per il Kajimiro: si spende troppo, niente Nexus 7, siamo troppo viziosi. Pero' posso vantarmi di aver battuto il sistema. Non c'e' casino' che tenga. Siamo troppo forti. Imbattibili. Al New York New York ce la caviamo con una vincita netta di soli dieci dollari, al Bellagio facciamo il culo a tutti con 130 e al Luxor tanto per gradire prima di venire a letto 70. Il tutto al netto della mance rilasciate qua e la'. Ci si ripaga la vacanza, non hanno ancora conosciuto gi italiani veri qui. Alcune note a pie' di pagina:
- durante il lungo viaggio in macchina ho appreso il perche' di "Lady" Portopiria. Massima stima. Rispetto assoluto per lei.
- Hanno rotto le palle con questi restauri alle autostrade
- Se te la senti, punta quasi tutto su cio' che vincera'.

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