venerdì 20 settembre 2013

Fight Club (1999)


Regia: David Fincher
Anno: 1999
Titolo originale: Fight Club
Voto: 9/10
Pagina di IMDB (8.9)
Pagina di I Check Movie
Acquista su Amazon

E' difficile parlare del Fight Club. Non solo perchè violerei le prime due regole, ma perchè quando esistono capolavori di questo calibro tutti hanno già una loro idea e versione di cosa sia Fight Club. Il regista David Fincher è tra quelli di cui porterei la filmografia in una isola deserta, dotata di impianto home video: quanto può essere difficile portare sul grande schermo una trama del genere senza svelare il colpo di scena finale? Secondo me tanto. Puoi anche sfruttare due super mostri come Brad Pitt e Edward Norton, ma se non ci metti molto del tuo è facile fallire miseramente. La storia la conoscono tutti, ed anche la critica di sottofondo (vabbeh non proprio così in fondo) alla società moderna, al consumismo ed al disagio umano visto solo come consumatore viene fuori in maniera parecchio spavalda. Avete presente il finale di Trainspotting in cui si chiede di scegliere la vita? Ecco, Edward Norton lo fa a modo suo creandosi un alter ego che tutti noi in maniera decisamente meno accentuata abbiamo e con cui dobbiamo fare i conti. Tyler Durden è il nostro grillo parlante senza alcun guinzaglio e senza alcun filtro che opera all'interno della mente malate del protagonista riuscendo a fare cose altrimenti impensabili ed impossibili. Prima il protagonista, sintomatico di un forte disagio psicologico, si butta a capofitto nel compulsivo mondo dello shopping in cui sono gli oggetti a possederti e non viceversa, in seguito cerca un contatto sempre maggiore con il dolore altrui per alienare il proprio. Poi il crack mentale che dà vita a Mister Hide: bello, intelligente, coraggioso e grande scopatore. Tutto ciò che vorrebbe essere. Ma anche pericolosamente destabilizzante ed anarchico. Già, ma mettiamo da parte una trama di per sè vincente o perlomeno che riesce ad essere simpatica e ben voluta anche da chi estremista non lo è neanche un po', o quantomeno l'essere sovversivo è una cosa che accetta soltanto nei film o nei libri. Fight Club non è soltanto critica. Non è soltanto storia. Fincher adopera stacchi temporali, sogni, mini flashback e situazioni parallele. Non ti stanchi mai, sottilmente ti porta dove vuole lui, a piccoli passi. Se un momento prima vedi la carota, ecco un secondo dopo il bastone. Dalla seconda visione della pellicola in poi, analizzi e ti soffermi su ogni dettaglio e capisci quanto sia stato magnifico il lavoro di montaggio: è il fascino della vestaglia vedo non vedo. Ci lasciamo suggestionare dalla realtà mostrataci facendo passare tutto quanto. La nostra valigia che vibra può contenere una bomba, ma anche un più imbarazzante vibratore. Ed è così che ci distraiamo anche nel film come spettatori: sappiamo della bomba, ma speriamo non trovino un dildo. Un film che per forza di cose deve essere visto: più e più volte. Comprate quindi il bluray e fatevi possedere dall'oggetto, collezionate, comprate il supporto successivo ed fate uscire il Tyler che in voi.

Nessun commento: