giovedì 7 febbraio 2013

Jeffery Deaver - L'Addestratore


Autore: Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli
Titolo originale: Edge
Pagine: 605
Voto: 1/5
Pagina di Anobii
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Trama del libro (quarta di copertina):

Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.

Commento personale e recensione:

Ho deciso di  inserire comunque la trama del libro presa dalla quarta di copertina, nonostante differisca enormemente dal mio giudizio. E' puramente commerciale e promozionale, ma almeno se avete già letto il libro potete riaverla sotto mano e capire quanto sia falsa. E qui fa davvero vergogna. Tra l'altro non le leggo mai, se non dopo aver terminato un libro perché le trovo faziose e differenti dal reale svolgersi della lettura nella maggior parte dei casi. Di conseguenza spesso non mi ritrovo con tutti gli infiocchettamenti che scrivono tanto per invogliarti a leggerlo o peggio a comprarlo. Di sicuro ultimamente Jeffery Deaver, che per me era un mito del thriller, in questi ultimi tempi ha molto bisogno di simili sotterfugi. Eh già, perché gli ultimi lavori che ho letto sono stati a mio avviso dei fiaschi clamorosi. Su alcuni potevo anche aspettarmelo visto che erano romanzi scritti in gioventù, pubblicati solo dopo che l'autore era divenuto famoso. Non che approvassi certo, ma potevo stare al gioco. Però, la stessa persona che ha dato vita a Lincoln Rhyme ed mi ha stuzzicato con Profondo Blu, adesso mi scade in questo modo... Quasi stento a crederci. E non solo come dicevo sopra, con i prodotti acerbi dei tempi che furono, ma anche con gli ultimi usciti. La crisi dello scrittore? Il blocco? Questo romanzo inoltre è scritto in prima persona, in una maniera talmente orribile che può anche sembrare uno Splinnter Cell di Tom Clancy, con la differenza che qui l'azione è palesemente finta e noiosa. A mio avviso è illeggibile, con vari colpi di scena o presunti tali messi ad arte in ogni capitolo giusto per generare maggiore confusione nel lettore e non arrivare a nulla. Seicento pagine di brodo allungato con alcuni interrogativi posti da un personaggio che non è niente: né carne né pesce. La delusione resta enorme non solo per la trama debole che ci propone, ma anche per tutto il resto: dai personaggi inconsistenti, al modo di scrivere altalenante tra il tedio ed il poco originale. Insomma, speriamo che si riprenda perché così rischia di perdere un grande lettore appassionato.

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