mercoledì 27 febbraio 2013

Scarface (1983)


Regia: Brian De Palma
Anno: 1983
Titolo originale: Scarface
Voto: 9/10
Pagina di IMDB (8.3)
Pagina di I Check Movies
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Coralmente perfetto, Scarface è uno dei migliori gangster movie che siano mai stati girati. Inoltre la criminalità organizzata presente nella storia non è la fascinosa mafia italo americana che già aveva (e sempre sarà così) attirato l'attenzione di pubblico e critica con la serie de Il Padrino. Qui, Tony Montana (Al Pacino) è un immigrato cubano arrivato nella Miami dei primi anni ottanta che cercherà di prendersi il mondo. Reale e contemporanea la storia colpisce per la violenza inaudita, sia fisica che del linguaggio (i fuck che si contano sono da record) e se pensiamo che è di trent'anni fa è facile anche immaginare cosa hanno provato coloro che si ricavano al cinema per vedere ciò che è diventato un cult negli anni a venire. Il personaggio di Tony Montana non deve ringraziare soltanto un trittico d'eccellenza come Al Pacino, Brian De Palma e Oliver Stone, ma tutto il contorno. Affinchè la prova del cattivo (su cui puntare il dito) sia riuscita alla perfezione c'è bisogno di coralità, quindi a mio avviso è stato perfetto tutto il resto del cast e tutti gli altri personaggi. Ognuno entra nella parte del film ed è appunto parte integrante di una storia tanto apprezzata. Da Manolo Ribera (la prima prova sul grande schermo di Steven Bauer) la spalla ideale per un mostro sacro del cinema quale Al Pacino era già, ad Elvira (sensualissima Michelle Pfeiffer) tanto bella quanto viziosa passando per tutti gli altri. Sfido a trovare un personaggio, anche marginale, che non sia utile all'economia del film o che sia fuori luogo: il narcotrafficante Sosa? Il poliziotto corrotto? Il malavitoso Lopez? Tutti quanti incarnano l'archetipo di ciò che dovrebbero rappresentare, e lo fanno in maniera tanto esemplare da divenire dei simboli essi stessi. Tenevo molto a sottolineare quanto sia importante il contorno, nonché il contesto, per un Tony Montana che cresce a dismisura nel mondo che vuole conquistare. E' nato per portare in alto la bandiera del sogno americano: arrivare a mani vuote e conquistare il paradiso. Con una sua morale che si forma lungo la strada (la scena in cui si rifiuta di uccidere i bambini), uno spiccato senso imprenditoriale (è lui che contratta con Sosa), con coraggio e tenacia (la scena del motel con la motosega) è l'eroe cattivo che arriva all'apice. Per poi clamorosamente cadere verso il basso (la scena con il dialogo nel ristorante), affossarsi nelle proprie paranoie (uccide il proprio amico Manny, appena sposato con la sorella Gina) e cercare l'ultimo disperato tentativo di restare a galla (nella sparatoria finale ingaggia un'improbabile lotta armata contro decine di avversari). E' difficile non apprezzare il personaggio e non restarne affascinati, pur sapendo che come lui stesso dice è un cattivo. Ma un cattivo così non lo vedremo mai più, per davvero. Un cattivo che come spesso accade è vittima del proprio successo, della propria ingordigia, di ciò che ha creato. Scenografia, sceneggiatura e fotografia seguono in maniera vincente il soggetto e tutto ciò che lo circonda: il realismo è tale perché si ispira ad avvenimenti contemporanei e non fantastici seppur romanzati. Con una certa ironia De Palma trasforma il suo soggetto in un burattino di se stesso, che viene dal basso e cresce, ama tutto ciò che può comprare e possedere, pone addirittura le sue iniziali sulla poltrona del proprio studio. Fa dei propri motti (si fida e crede solo in se stesso) e del proprio modo di fare una ragione di vita che lo seguirà nel baratro. Se visto con la dovuta attenzione non possiamo innalzare Scarface a capolavoro cinematografico: ho parlato solo della trama e degli aspetti legati ai personaggi, solo perché non ho le capacità per esprimere giudizi tecnici su altro, ma basta poco per rimanere impressionati dal magnifico lavoro che sta alla base del film.
 
Per quanto riguarda il bluray ho acquistato il cofanetto nell'edizione francese poiché è quello con maggiori gadget a corredo. Abbiamo infatti una scatola cartonata che nonostante non sia fatta con materiali di altissimo livello risulta solida ed elegante grazie alle scritte (in francese) rosse su sfondo nero, con all'interno:

- una busta dell'Immigrazione USA in doppia lingua (inglese e spagnolo)
- la Green Card di Antonio Montana
- un dollaro con la famosa frase "Who do I trust? I trust me"
- cinque cartoline di ottima qualità fotografica raffiguranti i personaggi principali del film
- un porta banconote con l'effige TM
- un accendino in stile Zippo con scritto Scarface. Senza il liquido, ma funzionante.
- un cd audio in edizione limitata con la colonna sonora (formata da dieci tracce)







La qualità video è ottima, la trasposizione in questo formato è bene fatta in ogni sua parte. Le scene in stile documentario ad inizio film ne soffrono un po', ma credo sia anche un effetto realisticamente voluto. Per l'audio invece siamo a livelli molto scarsi se consideriamo la traccia in italiano. Ci danno soltanto un DTS mono che fa davvero pena soprattutto nella prima parte in cui le S e le F fischiano in maniera fastidiosa. Di tutt'altra fattura l'audio originale in DTS HD. Guardarlo in inglese è un consiglio spassionato: riusciamo ad apprezzare ancora di più il lavoro di Ferruccio Amendola, ma entriamo anche dentro alla storia. I 182 fuck rendono l'idea della violenza linguistica con cui molti dialoghi, anche profondi sono portati avanti.
Sebbene nella confezione ci siano tre dischi (un bluray, un DVD ed una copia digitale) gli extra non sono contenuti in uno a se stante. Oltre solito U Control tanto apprezzato dalla Universal (non molto da me) abbiamo oltre due ore di contenuti speciali (tra parentesi la durata in minuti):

- Il fenomeno Scarface (38)
- Scene eliminate (22)
- Il mondo di Tony Montana (12)
- La rinascita (10)
- La recitazione (15)
- La creazione (30)
- La creazione del gioco (12)
- La versione televisiva (3)

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