lunedì 5 marzo 2012

Jeffery Deaver - Nero A Manhattan


Autore: Jeffery Deaver
Edtore: RL libri
Titolo originale: Manhattan is my beat
Pagine: 306
Voto: 2/5
Pagina di Anobii


Trama del libro:

Togliere di mezzo Robert Kelly, un anziano e solitario signore il cui unico passatempo consiste nel guardare e riguardare lo stesso vecchio film giallo, si direbbe un gioco da ragazzi per una coppia di veri professionisti come Haarte e Zane. Peccato che anche i lavoretti più facili a volte possano riservare imprevisti. In questo caso l'imprevisto si chiama Rune, ha vent'anni, è bella ed eccentrica, cambia lavoro con la stessa disinvoltura con cui cambia colore di capelli. E, soprattutto, è troppo curiosa e ostinata per tenersi lontano dai guai. È lei che, nella scalcinata videoteca del Greenwich Village in cui lavora, ha dato a noleggio a Kelly il solito film, "Nero a Manhattan", che il vecchio stava guardando nel momento in cui, nel suo appartamento, è stato freddato con tre colpi di pistola. Ed è sempre lei - che con il vecchio ha stretto un'improbabile quanto sincera amicizia - a nutrire il sospetto che nei fotogrammi in bianco e nero di quella vecchia pellicola possa celarsi la chiave per svelare il mistero della sua morte. Rune si getta così in una pericolosa indagine privata, che, tra equivoci e scambi di persona, porterà alla luce la verità che si cela dietro un omicidio apparentemente inspiegabile. Con "Nero a Manhattan" Jeffery Deaver costruisce un intreccio intenso e d'atmosfera come un noir degli anni Quaranta, che avviene svelando il volto di una New York insolita e affascinante.


Commento personale e recensione

Primo libro scritto da Deaver, prima avventura di Rune (già vista in Requiem per una pornostar) e primo ebook acquistato sull'Amazon store... Sebbene sia ben scritto e non manchino i colpi di scena si nota un po' di macchinosità. A mio avviso però resta un buon lavoro, una specie di allenamento per il Deaver che sarà. New York vista e riveduta con gli occhi di un'adolescente alternativa di fine anni ottanta è simpatica come idea, ma non necessariamente godibile dal punto di vista narrativo. Niente a che vedere con la futura New York di Rhyme. Sicuramente migliore dal punto di vista dei contenuti rispetto all'opera successiva, si nota però una forzatura riguardante la protagonista, che cerca di essere se stessa, pur facendo fatica all'interno del libro. Recita una parte e lo fa a beneficio della trama. Il finale è troppo da favola, un po' scontato e buonista, tutto ciò che Rune l'ottimista avrebbe desiderato e sperato. Un po' deboli gli altri personaggi che sono soltanto di contorno. Analizzando nello specifico tutta la trama risulta oltre che improbabile, decisamente casuale, con aggiustatine qua e là anche un po' banali. Tuttavia un libro che si fa piacere con un personaggi che resta almeno simpatico.

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