sabato 3 marzo 2012

Million Dollar Baby (2004)


Regia: Clint Eastwood
Anno: 2004
Titolo originale: Million Dollar Baby
Voto: 8/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Ho perso tempo due volte: la prima rimandando la visione di questo film e la seconda prendendomi un po' di tempo per scegliere il voto da dargli. Un voto, non è niente di importante, solo un sistema per classificare sul momento. E di sicuro Million Doallar Baby non necessita di una catalogazione effimera basata su un singolo attimo. A caldo, o a freddo, è senza ombra di dubbio una bellissima pellicola. Sotto molti aspetti, a cominciare dal cast sorprendente: Clint Eastwood (anche regista), Morgan Freeman e Hilary Swank. Tutti e tre recitano con magnificenza le tre figure cardine. Quarto protagonista è la boxe, disciplina apprezzatissima ad Hollywood e strumento chiave per narrare un storia drammatica. La boxe è un'allegoria attraverso la quale la regia riesce a colpire lo spettatore. Con dritti e colpi bassi, non risparmia un centimetro di chi è seduto di fronte alla tv. Nella parte iniziale non mancano accenni di buona filosofia che sta alla base di questo sport, con insegnamenti morali e scorbutici, ma non vengono tralasciate le scorrettezze, le sofferenze, la durezza di vite ai margini. Il mondo ricco e di successo è solo un obiettivo, per molti un miraggio, da raggiungere a suon di colpi e fatica. Ed è proprio quando meno te lo aspetti che Eastwood gioca sporco, riesce a sorprenderti, fintando, scartando, per colpi dritto al cuore. Non è semplice riuscire a creare una caduta vertiginosa verso la sconfitta totale. Non è semplice lastricare d'oro la strada per il traguardo agognato, per poi vederlo sfuggire. E non solo: la vertigine che si prova nella seconda parte è rocambolesca e dolorosa. E' la storia degli sconfitti, non della boxe, ma della vita, del fato, dell'ingiustizia. La trama quindi è sorprendentemente bella e coinvolgente, grazie anche alla prova recitativa della Swank, grintosa ma femminile fino ad essere straziante. Luci ed ombre per una fotografica che incornicia i vari avvenimenti: dal ring alla palestra, dalla clinica ai bar. Non è l'ennesimo film su chi tira più pugni, ma su chi li prende, senza poter incassare.

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