venerdì 16 agosto 2013

Day 13: Las Vegas, "gangsta" city

Las Vegas e' molto pericolosa. Dopo che ieri il clan Mentefredda ha sbancato tutti i casino' trovati sul suo cammino, si e' sparsa la voce. Qualcuno avrebbe voluto toglierci di mezzi. Siamo personaggi troppo scomodi per una citta' del genere. E' cosi' che questa mattina (in cui avrei potuto dormire bellamente e russare un altro po') ho fatto in modo di alzarmi comunque presto: alle nove avevo appuntamento dal barbiere del Mandalay Bay per cambiare un po' il mio look da gitano. Tutto come negli anni cinquanta, dalla poltrona all'attenzione per curare la mia barba. Ho approfittato della vincita di ieri per concedermi un Royal Shave, comprendente massaggio al viso ed alla testa. Roba forte. Poi e' stata la volta del vestiario. Nonostante qui faccia un caldo bestiale, era poco carino presentarsi sempre in pantaloncini corti ed infradito. Quindi perché privarsi di un gessato, camicia, scarpe bicolore spectator e papillon? Al Pacino e' entrato in me: non potevamo gironzolare per i tavoli verdi senza un adeguato abbigliamento. Gia' che ci s'era abbiamo anche fatto un po' di pratica con le armi da fuoco ad un poligono (che gettona continua a chiamare pentagono) provando vari tipi "ferri". Tra le sagome da scegliere c'era quella di Bin Laden, che e' stato crivellato di proiettili. Oltre alla pistola ho potuto usare un Uzi, un AK47 (quello della foto) ed uno shotgun che cribbio se c'aveva rinculo. Dopo tutto questo siamo tornati ai tavoli da gioco ed alle attrazioni che piu' contraddistinguono Las Vegas. Oggi abbiamo perso tutto. Certe volte anche se te la senti non va, e rinunzio (scusate oh) anche alle note a pie' di pagina.

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