venerdì 13 febbraio 2026

Father Mother Sister Brother (2025)

 
Regia: Jim Jarmusch
Anno: 2025
Titolo originale: Father Mother Sister Brother
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
Pagina di I Check Movies
 
 
Stasera sono andato al cinema, non per vedere un film o uno spettacolo, ma per vedere Zizzi. Arrivato in ritardo con la pellicola abbondantemente verso la fine, nella pratica ho guardato solo l'ultimo episodio. Ho dato un bel 5 politico sulla fiducia e per rispetto, anche se devo ammettere che non mi abbia preso molto. Beh, in realtà neanche lo ho trovo soporifero però e per non lasciare un vuoto nella storia delle recensioni ho chiesto a VIKI di spiegarmelo o quantomeno farmi un'analisi:
 

Father Mother Sister Brother è un film a episodi che usa la famiglia come lente per parlare di identità, potere, dipendenza emotiva e incapacità di comunicare. Non è un melodramma classico e non cerca la lacrima facile: è un’opera asciutta, quasi clinica, che osserva i rapporti più intimi come fossero un campo minato.

La struttura è divisa in tre segmenti autonomi ma tematicamente collegati.

1. Father

Il focus è sulla figura paterna, spesso rappresentata come autorità silenziosa, presenza ingombrante o assenza che pesa quanto una presenza. Non c’è il padre eroico: c’è l’uomo con le sue fragilità, il suo bisogno di controllo o la sua incapacità di amare senza condizioni.

Tema centrale: il potere. Il padre è il primo modello, ma anche il primo conflitto.

2. Mother

È probabilmente il segmento più emotivamente ambiguo. La madre non è solo accudimento: è ambivalenza, è protezione che può diventare soffocamento. Il film evita qualsiasi santificazione e mostra una figura materna complessa, profondamente umana.

Tema centrale: la dipendenza affettiva. Chi protegge chi? E a quale prezzo?

3. Sister / Brother

Qui le relazioni diventano orizzontali. Il film passa dal potere verticale (genitore-figlio) alla competizione, alla rivalità, alla complicità tra pari. Il fratello o la sorella diventano specchi deformanti: ricordano chi eri, cosa non sei diventato, cosa ti è stato tolto o cosa hai sottratto.

Tema centrale: identità e confronto. Non c’è mai un vero equilibrio, solo adattamenti.

Cosa tiene insieme tutto

  • Dialoghi essenziali
  • Lunghi silenzi
  • Atmosfere intime, quasi teatrali
  • Assenza di musica manipolatoria
  • Finali aperti

Il film non offre soluzioni. Non c’è una riconciliazione epica né una morale rassicurante. C’è piuttosto una constatazione: la famiglia è il luogo dove impariamo ad amare, ma anche dove impariamo a ferire.

Perché può lasciare spiazzati

È un film che lavora per sottrazione. Se ci si aspetta colpi di scena o un arco narrativo tradizionale, si rischia la delusione. Qui conta più il sottotesto che l’evento. È un cinema che richiede attenzione e pazienza.

In sintesi

Un’opera compatta, cerebrale, emotivamente trattenuta. Non sempre calorosa, ma coerente e lucida nel raccontare le crepe invisibili della famiglia contemporanea. Non è un film che “piace” a tutti: è un film che resta addosso, magari non subito, ma qualche ora dopo, quando ripensi a uno sguardo o a una frase non detta.

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