giovedì 14 marzo 2013

Un Posto Al Sole (1951)


Regia: George Stevens
Anno: 1951
Titolo originale: A Place In The Sun
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.7)
Pagina di I Check Movies

Ancora un film degli anni cinquanta. Ancora un film che ha preso molti Oscar (ben 6 per l'esattezza). Ancora un film con protagonista Montgomery Clift. L'altro a cui faccio riferimento è Da Qui All'Eternità visto di recente. Nonostante il voto espresso converga anche qui sul 5, questo lo trovo superiore all'altro, perlomeno come trama che senza ombra di dubbio è più interessante ed articolata. Poi che non sia il mio genere e che non ami questo periodo non è tanto un capriccio o una presa di posizione, ma riesco a vederci davvero poco di buono. Ok c'è un bellone (il ruolo di Clift mi sa che è proprio questo) che inciucia con una bellona di quei tempi e ci girano un film. In pratica questo ragazzotto va a trovare lo zio ricchissimo e da buon raccomandato entra in fabbrica. Fa una lenta scalata, neanche troppo spinta (magari oggi sarebbe andato subito in direzione). Si innamora di un'operaia (Shelley Winters) anche se è proibito avere legami tra dipendenti ed alla prima pipata (one shot one baby) la mette incinta. Nel frattempo scopre che la vita da ricco è migliore e che Angela Vickers (Elizabeth Taylor) è più fica. Ma c'è un problema: come sbarazzarsi dell'altra che è pregna e vuole sposarlo? Semplice, cerca di mettere in pratica un goffo e maldestro omicidio. All'ultimo ci ripensa, perchè oltretutto gli mancano le palle, ma disgraziatamente la ragazza muore lo stesso affogando (lui non muove un dito per salvarla). Visto che non è certo una faina lascia a giro un sacco di indizi e testimoni e lo arrestano. Si dichiara innocente, ma la giuria lo condanna a morte (tra l'altro non so se hanno capito che la ragazza era incinta nel mentre la uccideva). Alla fine capisce di essere colpevole perchè amava Angela e avrebbe fatto di tutto per lei, anche uccidere. Ok, messa così è ridicola, anche se di buono possiamo trovare il realismo morale nel protagonista che si trova ad avere dubbi costanti sulla propria vita. E' anche un po' sfortunato perchè potrebbe avere tutto (lavoro, soldi, una bellissima ragazza) ma per l'errore di una notte rischia di buttare tutto nel cesso. E ci riesce, peggiorando anche le cose. E' superficiale, egoista, cerca di rattoppare alla meglio le situazioni che si presentano come problemi, ma proprio per questo è molto umano e non costruito a tavolino. Un misto tra sfortunato ed idiota tormentato sul da farsi. Come detto si segue bene e con interesse, anche se fatico a trovare qualcosa di esaltante per potergli consegnare la statuetta.

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