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venerdì 24 aprile 2020

Il Capitale Umano (2013)




Regia: Paolo Virzì
Anno: 2013
Titolo originale: Il Capitale Umano
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Il Capitale Umano, come tanti altri film, si concentra sulle debolezze umane e lo fa dividendo la trama in più parti, dedicate ad alcuni personaggi della storia e con focus su di essi. Queste vicende oltre ad essere già legate tra loro vengono trasmesse in maniera che avvenimenti marginali per l'uno divengano principali per l'altro. L'estremo punto di forza per quanto mi riguarda sta nel cast che si immedesima nel personaggio recitato: dal viscido ed odioso Fabrizio Bentivoglio all'insicura e insoddisfatta Valeria Bruni Tedeschi passando anche per il senza scrupoli e distaccatamente umano Fabrizio Gifuni. La chimera dei facili guadagni, la sfera di ricchezza attorno a cui tutti vogliono gravitare, l'insoddisfazione della vita matrimoniale e la ricerca di nuovi stimoli, l'attrazione ed il legame per le storie complicate. Questi gli spunti presi dal romanzo omonimo di Amidon ed elaborati da Virzì per dargli una connotazione tutta italiana, stilisticamente accattivante.

giovedì 19 luglio 2018

La Pazza Gioia (2016)




Regia: Paolo Virzì
Anno: 2016
Titolo originale: La Pazza Gioia
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Donne come protagoniste, donne fragili, con problemi mentali. Psicopatiche, o bipolari, autolesioniste o depresse. Lo sfondo è leggero, da commedia, con inserti simpatici ed anche divertenti, ma Paolo Virzì non si limita a questo. C'è qualcosa di più profondo, triste e drammatico da dover raccontare. Perchè i temi sono delicati, importanti e pesanti, e l'impronta iniziale non deve ingannare. Forse la parte centrale è troppo spalmata e funziona da collegamento ad un'introduzione in cui la gestione quotidiana delle malattie mentali è ispezionata in maniera leggera, ed un finale in cui parte dei problemi vengono risolti da una specie di lieto fine. Non so neanche quanto corretto, al netto dell'empatia che possiamo provare per i personaggi. Le protagoniste sono comunque molto brave: Valeria Bruni Tedeschi e Micaela Ramazzotti, decisamente differenti tra loro, ma che riescono a creare una bella coppia affiata anche se spesso in contrasto. Virzì, resta sempre piacevole da guardare.

lunedì 30 aprile 2012

Ovosodo (1997)


Regia: Paolo Virzì
Anno: 1997
Titolo originale: Ovosodo
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

E' livornese quindi è ganzo. E' un assioma che funziona. Anche per chi non è labronico, anche per chi non è toscano: non ne ho dubbi. Però Virzì in Ovosodo va oltre la parlata simpatica e dialettica (non si resta certo allezziti dopo averlo guardato), creando una commedia sì divertente, ma pure intelligente, ben studiata e con giuste citazioni letterarie, senza risultare pesante, snob o al contrario frivolo. Il cast, non di grandissimo spessore, se escludiamo la Braschi (difficile trovarle una pecca) riesce a dare realismo ai personaggi che non scimmiottano, ma veramente recitano. Recitano persone comuni, ragazzi o adulti credibili nel contesto disegnato sottolineando la psicologia che ne caratterizza ognuno. Un po' accentuati alcuni passaggi sociali: la famiglia povera e "sfortunata" di Piero e quella ricchissima dello sprezzante ed alternativo Tommaso hanno colori forse troppo accesi, al fine di risaltare. Non è un peccato in quanto si tratta pur sempre di una commedia, non di un documentario sulla vita livornese di venti e passa anni fa. Ecco quindi che possiamo chiudere un occhio ed assaporarci le delicate e simpatiche storie adolescenziali arricchite da aneddoti un po' più forti e toccanti. Appunto la già citata Braschi è forte sia nel personaggio che nella presenza scenica e riesce a commuovere anche solo con lo sguardo. E' teatrale, non c'è dubbio, ma al tempo stesso realistica come fosse veramente una professoressa di quello stampo. L'arco temporale di tutta la storia è abbastanza ampio e sapientemente anche con l'utilizzo di flashback apprezziamo l'evolversi della trama. Da guardare, bere una Coca e poi provare a pronunciare Wyoming.