Artista: Soundgarden
Anno: 1994
Tracce: 15
Formato: CD
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Superunknown è il disco che me li rappresenta meglio (l'unico che conosco in realtà), il loro quarto album Qui i Soundgarden si aprono su territori più ampi rispetto ad un semplice grunge o rock alternativo: ci sono contaminazioni psichedeliche, influenze orientali con Half, affidata alla voce di Ben Shepherd, con basso, viola e violoncello, sembra arrivare da un altro continente e persino echi dei Beatles in certi arrangiamenti. Non è un disco che rinuncia alla potenza, ma è un disco che sa usare la potenza in modo più consapevole.
Cornell è il centro di tutto. Vocalmente è in uno stato di grazia difficile da descrivere che passa dal sussurro all'urlo con una naturalezza che pochi possono permettersi, e su brani come The Day I Tried to Live e Fell on Black Days costruisce qualcosa di emotivamente devastante. Black Hole Sun è il singolo che li ha resi famosi al grande pubblico ed ovviamente a me: ipnotica, psichedelica, con quel videoclip disturbante che è rimasto nell'immaginario collettivo. Spoonman decisamente originale e alternativa, funziona meglio di quanto il concetto faccia pensare. Like Suicide chiude il disco con una claustrofobia che, sapendo la fine che ha fatto Cornell, si ascolta oggi con una malinconia diversa.
Quindici brani, settanta minuti, forse qualcosa di troppo, e il disco lo si sente ogni tanto. Ma è un eccesso che si perdona volentieri, perché quando i Soundgarden funzionano funzionano davvero. Una meteora luminosa, appunto. Ha gasato allora, e gasa ancora.
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