sabato 15 agosto 2026

Anello del Cotatuero e Faja Recon, Pirenei

 

Oggi la giornata inizia subito con un problema, per fortuna risolto. Come sempre mi sveglio al buio per prendere uno dei primi autobus che salgono a Ordesa, perché l'escursione di oggi prevede di nuovo salite e discese impegnative e voglio affrontarle senza pioggia. Ma quando provo a uscire da Casa Lordán, il portone principale è chiuso a chiave. Sono imprigionato dentro? Cerco un'altra via d'uscita, magari una finestra, ma non trovo nulla. Devo svegliare Manuel, il padrone del bnb, che tra mille scuse e visibilmente imbarazzato per l'accaduto mi apre il portone, e mi dà pure una chiave nel caso dovesse, e perché mai, risuccedere. Corro fino alla fermata e salgo sull'autobus appena in tempo.

Oggi ho in programma di percorrere in quota il versante opposto a quello di ieri, seguendo l'anello del Circo de Carriata e la Faja Racón. Si sale con pendenza costante e diversi tornanti attraverso un bosco di faggi e abeti fino a circa 1.800 metri, un tratto quasi interamente all'ombra, che passa anche da un rifugio libero in legno. Come salita è simile a quella di ieri, ma mi risulta meno impegnativa, forse un po' meno dislivello e qualche tornante in più che alleggerisce lo sforzo, o forse è solo che oggi sono completamente solo lungo questo tragitto meno battuto, e quindi ho una marcia in più.

Arrivato in quota, con il Tozal de Mallo che si staglia imponente da un lato e il Circo de Carriata che si apre alle spalle, ammiro il solito spettacolo mozzafiato e "segno" il territorio, (quando scappa, scappa) prima di imboccare la Faja Racón. Da qui il cammino si fa più comodo, con la vallata di Ordesa che si apre sulla destra e le pareti del Gallinero a fare da quinta sulla sinistra. Evidentemente qualcuno deve aver odorato il mio segnaposto, perché ho la fortuna di vedere a pochi metri un camoscio dei Pirenei che viene a studiarmi e salutarmi. Terminato l'incontro amichevole riprendo il cammino stando sempre attento a dove metto i piedi, perché questo tratto oltre a essere più esposto comporta un paio di traversi che, per quanto larghi rispetto a quelli apuani che sono abituato a percorrere, oggi sono bagnati e quindi scivolosi.

Il paesaggio si apre poi sulla spettacolare cascata di Cotatuero, verso cui scendo gradualmente . Da lì, passando per un altro rifugio libero, il sentiero scende con continuità fino a ricongiungersi alla pradera di Ordesa. Sebbene nel complesso questa sia un'escursione molto più corta rispetto a quella di ieri, questo versante è più tecnico e divertente, con quella Faja Racón che resta uno dei tratti più belli e più esposti di tutto il parco.

Ed a proposito il parco nazionale di Ordesa e Monte Perdido, (since 1918) è uno dei più antichi di Spagna e fa parte, insieme al versante francese del massiccio, di un sito Patrimonio dell'Umanità UNESCO condiviso tra i due paesi, un'area che comprende oltre alla valle di Ordesa anche i canyon di Añisclo, le gole di Escuaín e la valle di Pineta, con il Monte Perdido a fare da spartiacque naturale tra Francia e Spagna. Avendo terminato il percorso abbastanza velocemente, decido di scendere fino a Torla a piedi, tanto è tutto in discesa, non piove, ho le gambe allenate e il tempo a disposizione per godermi un nuovo tratto di circa dieci chilometri aggiuntivi, l'ennesimo regalo di una giornata che, nonostante la partenza complicata, si è rivelata una delle più belle di tutto il viaggio.

Album fotografico Anello del Cotatuero e Faja Recon 

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