mercoledì 10 agosto 2022

Val di Fassa #6: da Col Rondella a Campitello lungo la Val Duron

 


Qui c'è solo l'imbarazzo della scelta. L'escursione di oggi l'ho meticolosamente preparata anche con l'aiuto delle informazioni fornitemi dagli Uffici Turistici, in quanto so che alcuni sentieri non erano ancora accessibili per il brutto temporale di venerdi scorso. Questa escursione era infatti il piano A per il weekend, ma sono riuscito a rimandare ad oggi con una splendida giornata di sole. Cosi ecco una classica che parte da Campitello con funivia fino a Col Rondella, a circa 2400 metri. Da qui il tragitto risulta essere per la maggior parte in discesa, infatti alla fine il dislivello negativo sarà di 1400 mentre il positivo di circa 400. Solo alcuni tratti comunque saranno ripidi, ma non impegnativi. Con questo percorso si toccano vari rifugi, malghe e baite come il Friedrich August (dove NON ho preso il bombolone purtroppo perché ad inizio percorso ed avevo paura di appesantirmi), il Pertini, il Micheluzzi prima di scendere a Campitello. Ovviamente tra rigagnoli, verdi appezzamenti di terra e le imponenti montagne anche il Sassopiatto che tocca quasi i 3000, il Passo Duron e la Val Duron. 

Album fotografico Val di Fassa #6: da Col Rondella a Campitello lungo la Val Duron 

martedì 9 agosto 2022

Val di Fassa #5: Lago di Carezza e Labirinto di Latemar

 
Con l'escursione di ieri le mie gambe hanno iniziato a dare qualche segno di cedimento, e dopo essermi incontrato e cenato con le mie nuove compagne di viaggio, sono crollato a letto. Così oggi, di comune accordo siano partiti per un percorso all'apparenza più turistico e sempliciotto. Di quelli tranchisi insomma. Traccia alla mano e tanta voglia di camminare siamo partiti dal Golf Hotel Carezza per intraprendere un doppio anello che ci ha portato, attraverso fitti boschi ombrosi di abeti rossi al lago di Carezza. Splendido e variopinto, con i colori dell'iride di Ondina (o di un arcobaleno? Non stavo attento), ma purtroppo un po' a secco. Il riscaldamento globale e le poche piogge si fanno sentire ovunque. Resta però uno specchio incredibilmente bello con la cornice montana messa lì ad impreziosirlo ancora di più. Terminato questo primo anello ci dirigiamo verso il Labirinto di Latemar, una zona particolarmente suggestiva e divertente da percorrere, creata da una antica frana, che ha posizionato lungo un versante numerosi massi giganti. Usciti sani e salvi dal labirinto, bella salitozza impegnativa prima di raggiungere la macchina. Cena di questa sera fuori porta, ad Alba, ovviamente con piatti tipici 

lunedì 8 agosto 2022

Val di Fassa #4: ferrata Roda di Vael

 
Oggi sono più grande. Posso permettermi di fare quindi qualcosa di più maestoso. Finalmente il meteo non si mette in mezzo a guastare i miei piani (piove appena monto in macchina, è culo?) e così con l'ausilio di una guida alpina faccio la mia prima ferrata in montagna. Da non confondere con i sentieri attrezzati o con le linee vita che si possono trovare in altri ambienti. Arrivo in Alto Adige / Sudtirol (almeno secondo i cartelli stradali) alla seggiovia la Paolina. Da qui inizia una ripida, ignorante, malefica pettata di circa un'ora e mezza che mi lascia senza fiato. Vestizione al Passo del Vajolon con imbraco, moschettoni e casco e partenza. L'inizio è semplice, poi è sempre un salire di difficoltà ed emozioni. Esperienza bellissima ci mi porta a oltre 2800 metri con cavi d'acciaio e pioli di ferro. Salire è nelle mie corde e la stanchezza lascia spazio a tanta felicità. Una volta raggiunta l'agognata croce è tempo di scendere. Prima parte su sentiero e roccette, poi nuovamente in ferrata con tratti molto esposti e trasversali. Esperienza unica, ma da ripetere appena possibile. L'anello si chiude poi passando dal rifugio Roda di Vael per una meritata salsiccia con formaggio grigliato. 

domenica 7 agosto 2022

Val di Fassa #3: da Canazei a Diga Fedaia per Porta Vescovo

 
42! La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto. Ci sono arrivato, era un traguardo abbastanza importante e chissà se adesso avrò anche altre risposte. Intanto il terzo giorno qui in Trentino prosegue nel migliore dei modi. Anche oggi seguo un piano B per evitare un temporale preannunciato, ma mai arrivato (oppure sono un mago della cartografia e delle mappe). Sfrutto quindi ancora la Panorama Card e parto da Col dei Rossi come ieri, solo che prendo un'altra direzione in modo tale da avere di fronte sempre la Marmolada. Poverina, con quel ghiacciaio che soffre. Seguo le semplici indicazioni verso il lago Fedaia. Tocco quindi il rifugio Viel dal Pan e proseguo sempre a mezza costa con un sentiero che non presenta quasi mai nessun tipo di dislivello, ma senza accorgermene sto scendendo di quota. Decido quindi di salire un po' più in alto, toccare ancora una volta le nuvole e raggiungere Porta Vescovo con il rifugio Luigi Gorza. Da qui in poi è una perenne e ripida discesa, con due brevi tratti attrezzati (utili solo in caso di pioggia) che mi porta fino al lago Fedaia e la omonima Diga. Un po' a caso ed un po' no cerco di seguire il sentiero 605 anche se prima mi sposto sul lato inferiore della Marmolada e proseguo ancora in discesa verso Alba ed infine Canazei. 

sabato 6 agosto 2022

Val di Fassa #2: ascesa al Piz Boé

Non è stato semplice scegliere l'escursione di oggi. Visto il gran casino che il temporale ha causato ieri (fortunatamente soltanto alla viabilità della Val di Fassa), sono dovuto passare al piano C, ovvero muovermi con gli impianti di risalita direttamente da Canazei. Quindi arrivo prima a Pecol in funivia (ho la Panorama Card) e poi ne prendo un'altra per raggiungere sempre in comodità Col dei Rossi. Da qui inizio il mio trekking. Sono già a 2382 metri quindi arrivare a superare i 3000 non risulta così impervio. Da lì con un po' di sali e scendi però raggiungo Passo Pordoi per poi salire nuovamente in altitudine a Sass Pordoi con i suoi 2950 metri ed avere una visuale mozzafiato su gran parte delle Dolomiti. Il paesaggio è lunare, molto caratteristico e di una bellezza unica. So che devo sbrigarmi perché il meteo non promette bene per il pomeriggio, così scendo al rifugio Forcella Pordoi (2848 m) e mi sbrigo ad arrivare sul Piz Boé, la cima più alta del Gruppo del Sella con i suoi 3152 metri. I sentieri sono stati alla mia portata, ma eseguendo l'anello c'è da notare che ci sono almeno 3/4 tratti attrezzati con cavi in acciaio e gradini in stile ferrata. Non serve nessun imbraco o moschettone, ma prestare attenzione perché si tratta di zone leggermente esposte e con le rocce bagnate. La discesa risulta più ardua perché arrivano le prime gocce. Arrivato però a Sass Pordoi scendo in funivia e "mi salvo" fino ad un certo punto. Dal passo decido di raggiungere direttamente il Pecol e la prima bussatella della giornata la prendo tutta. Tornato in albergo (Park Hotel Faloria) dedico la mia vigilia al relax sfruttando la loro spa. Per la cena invece opto per El Cianton, sempre a Canazei. 

venerdì 5 agosto 2022

Val di Fassa #1: arrivo a Canazei

 
Giorno primo della prima gita del mese, in tour per festeggiare il mio compleanno sulle Dolomiti, come me, patrimonio UNESCO. Oltre sei ore di auto per raggiungere Canazei mi hanno un po' stroncato, ed arrivato qui c'erano esattamente 31 gradi. Dico c'erano perché dalle 18.00 non fa altro che diluviare con un discreto avvenimento, ed è probabile che adesso ce ne sia quasi la metà. Infatti la temperatura è ideale per un paio di canederli a cena. Non che nel pomeriggio abbia fatto chissà quali fatiche però. La mia camminata giornaliera è stata dedicata alla visita del paese ed a raggiungere prima la frazione di Alba e poi la segheria veneziana "la Sia". Prima però ho fatto visita al Centro Informazioni e quello delle guide alpine per raccogliere la documentazione necessaria per poter studiare percorsi e tragitti, anche in condizioni di meteo avverse. Certamente sperando che non piova sempre in questo modo durante la giornata. Ma poi vabbè so in gita, se piove trovo lo stesso qualcosa da fare.