mercoledì 1 gennaio 2020

Portugau #4: finire l'anno a Lisbona

Lo scorso anno lo ho finito a Parigi. Questa volta è toccato a Lisbona. Come prima cosa voglio stucchevolmente unirmi al coro di auguri per l'anno nuovo. Che sia migliore, ma anche no, di questo. Alla fine si sta bene, dirompenti come onde nelle proprie scelte e forti come scogli per quelle altrui. Personalmente non ho da chiedere molto nella letterina dei sogni e delle speranze, solo di continuare in questo modo, come ho detto iniziato e con la solita rotta. Per chi mi sta vicino invece, che qualcosina possa cambiare, soprattutto il fatto di potersi lasciare problemi, guai e terremoti alle spalle. Ok finita la parte zen, oggi ho iniziato la giornata con vari moccoli, tutti in portoghese e maremmano. Dopo giorni di sole splendente è calata una nebbia che Val Padana levati. Quindi l'attraversamento del ponte 25 Aprile è stato un po' come attraverso il Golden Gate di San Francisco. Non a caso sono due ponti gemelli, maddeh, così è un abuso. Anche la visita al Cristo Rei si è rivelata infruttuosa a livello fotografico. Ho scelto la tre più chiare che potrete vedere nell'album. Così la levataccia ha avuto poco senso, e me ne torno insoddisfatto al di qua per colazionare al Mercato Time Out. Ricaricato di nuove energie passo mattina e pomeriggio ad attraversare a croce tutta Lisbona, essendo l'ultimo giorno pieno qui, non ho voluto lasciarmi nulla alle spalle. Ed i piedi ne risentono. Mi godo il termine di questo giro completo che la Terra ha fatto intorno al Sole, senza mai deragliare, con una serie infinita di fuochi d'artificio. Feliz ano novo.

Album fotografico Portugau #4: finire l'anno a Lisbona

lunedì 30 dicembre 2019

Tabuaria Do Paco, Lisbona

Tabuaria Do Paco, zona Baixa e Alfama, a due passi da Piazza del Commercio ho utilizzato gli yums che in Portogallo valgono soltanto 10 euro (il primo step, quello da 1000). Anche se non è una vita che sono a Lisbona, in questi giorni tra baccalà e sardine non ho fatto altro che mangiare pesce. Siccome il menù relativo a queste pietanze non mi pareva troppo dissimile da quelle già provate (ed apprezzate) ho osato piatti di carne, ahimè costosi, sebbene buoni. Riguardo il mare però hanno maggior attenzione e ricercatezza, questo va detto. Quindi carpacci o carni presentate con riso e stufati di fagioli, non tengono il confronto con altre cucine locali.






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Portugau #3: Sintra e Lisbona

Già soltanto la visita a Sintra, vale almeno per me, tutta la vacanza. Era in effetti il luogo che maggiormente volevo visitare e questa gita è cominciata con questa motivazione come base. Ho così dedicato praticamente tutta la giornata a Sintra, i suoi vicoli, la sua architettura straordinaria, ma soprattutto a Quinta da Regaleira, per me vero fiore all'occhiello: giardini, grotte, passaggi segreti, pozzi esoterici che riescono a condurti alla luce di una vita nuova. Il simbolismo è una cosa che affascina e trovarlo inserito nelle architetture e nei percorsi da affrontare dà un senso di storica avventura. La giornata di oggi, nonostante abbia macinato diversi chilometri si conclude in fretta, come se il tempo fosse magicamente stato alterato. Ma magari ha anche dato un senso di pace e tranquillità, pur essendo i siti, presi d'assalto dai turisti e vacanzieri. Ecco, Sintra, che è Patrimonio UNESCO, può meritare anche più di una giornata perché non hai a disposizione soltanto i vicoli stretti e caratteristici o le costruzioni fiabesche che la circondano, ma luoghi di estremo interesse come il Palazzo da Pena o il Palazzo Nazionale o ancora il Castello dei Mori, arroccato lassù in cima a dominare tutto. Sì, un mio eventuale ritorno a Lisbona, prevederà sicuramente una seconda visita anche per Sintra. Ed ora un nostalgico ritorno in treno.

Album fotografico Portugau #3: Sintra e Lisbona

domenica 29 dicembre 2019

Portugau #2: Lisbona (Belem e Alfama)

Se non ci si sveglia presto non sono le vacanze giuste.  E non si vede nulla, quindi zainetto in spalla e camminare, alla volta di Belèm partendo dalla  Piazza del Commercio per raggiungere la stazione di Cais do Sodré per il treno verso Belém (quasi venti minuti). Da qui la visita alla bellissima Chiesa di Santa Maria di Belém in stile Manuelino, dove al suo interno si può contemplare la tomba del grande navigatore Vasco da Gama. Continuo costeggiando il Monastero dei Gerolamini arrivando alla famosa torre di Belèm  e scoprendo nel frattempo la storiografia di tutte le spedizioni di grandi navigatori (grazie alla guida Anna) che resero quello Portoghese uno degli imperi più grandi della storia. In tutto questo, non mi sono lasciato scappare l’opportunità di provare i dolci più buoni del Portogallo nella pasticceria che li ha inventati, i “Pasteis de Belém”! E tutto questo soltanto nella mattinata. Il pomeriggio prosegue nel più antico quartiere della capitale, l'unico ancora in piedi dal terremoto che devastò la città nel 1755: Alfama. Partendo dalle rive del Tago, tra strettissimi vicoli fino alla Vecchia Chiesa della Concezione, la Fondazione Saramago, la fontana del Re, le mura della città vecchia e le numerose chiese come la Cattedrale di Se o il Monastero di Sao Vicente da Fora e la Chiesa di Sao Estevao. Immancabile il tram 28 e la cena con fado.


Album fotografico: Portugau #2: Lisbona (Belem e Alfama)

Beer & Wine Up, Lisbona

Beer & Wine Up zona Bairro Alto a Lisbona. Sconto del 50% applicato e spesa totale 19,75€. Non pochissimo, ma ho scelto quanto di più costoso, anche con l'aiuto della cameriera che parlava bene l'inglese quanto me, ovvero poco ed a gesti. Ma ci siamo capiti. Il locale è uno di quelli abbastanza eleganti, con non troppi tavoli e dall'apparenza non turistica. Il menù è vario sia per il pesce che per la terra. Ho preso il "servito" cioè un po' di pane, delle olive, burro e olio che più che come antipasto d'entrata ho utilizzato per i piatti successivi. Un'insalata di tonno crudo (buona, ma troppo presente il sapore della frutta) ed un tipico piatto di baccalà servito con purea di patate e cipolle dolci (non pesanti). Questo abbastanza abbondante. Ad accompagnare un calice di bianco della casa (da bottiglia stappata sul momento) e per finire solo un caffè espresso perché ero pieno.






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Portugau #1: arrivo a Lisbona

Erano almeno tre anni che ci stavo dietro, e finalmente sono riuscito a partire per Lisbona, la capitale portoghese. La combo di voli, da Pisa per Lisbona e ritorno da Oporto per Roma, non è stato tra i più economici, ma prenotati con largo anticipo, non mi hanno svenato. Purtroppo sempre con Ryanair, croce e delizia della mia vita da viaggiatore, anche se questa volta fila tutto liscio. Ad ogni modo trovo la città deliziosa fin da subito, appena vedo alcuni in maniche corte mentre io sono goffo con il giacchetto pesante. Forte dell'ora di fuso orario di vantaggio e del fatto che qui cenano tardi, ho tutto il pomeriggio per gironzolare e seguire per filo e per segno il mio piano Alpha che prevede diverse cosette tra cui Arco della rua augusta ed Elevador de Santa Justa che percorre al contrario dietro consiglio di un barbone spagnolo. Lisbona mi esalta già. Ha quel fascino di antico a metà tra il trasandato ed il sistemato per i turisti, che nel periodo natalizio sono molti, come le luci e gli addobbi che si trovano appena cala il sole. Penso di aver girato, anche se con poche mete precise, per buona parte del centro ed è stato subito amore. Non credo sia una di quelle città che si esauriscono presto o che dopo un po' vengono a noia.

Album fotografico: Portugau #1: arrivo a Lisbona