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giovedì 15 maggio 2014

RoboCop (2014)


Regia: José Padilha
Anno: 2014
Titolo originale: RoboCop
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.5)
Pagina di I Check Movies
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Il primo RoboCop, quello che Paul Verhoeven partorì nel lontano 1987 fu tutta un'altra cosa. Parla un nostalgico è vero, ma non di quelli che desiderano affossare a tutti i costi quello nuovo, moderno, diretto da Padilha perchè questo, e lo dico con il cuore in mano, mi è piaciuto. Ma è un'altra cosa. Almeno se guardato a 360 gradi: l'assurda violenza che caratterizzò l'originale di una trentina di anni fa dove è finita? A fare compagnia con l'aspetto distopico della società? Se si è cercato di rendere più appetibile la trama, non si sono fatti i conti con la cornice che ha dato così tanto valore al quadro. Devo per forza fare dei paragoni con l'opera principale a cui questo lavoro si ispira, ed essendo un remake che ne sfrutta l'immagine, il nome, la colonna sonora principale, potevo ben sperare che utilizzasse anche l'esasperazione estremizzata che aleggiava nel vecchio film. Dal caos cittadino che sfocia spesso in sadiche scene di violenza agli spot pubblicitari chiaramente portatori di messaggi volutamente dirottati verso l'oblio della società. Oggi invece la pellicola è più realista sotto molti aspetti, basta pensare alla fabbrica situata in Cina nonostante il quartier generale resti a Detroit, oppure all'accomodante mancanza di sinergie tra la delinquenza organizzata e la multinazionale del momento. Questa, la Omnicorp (già OCP) cerca con ogni mezzo di portare sul suolo americano i propri prodotti. Ovvero robot d'assalto impiegati dalle forze militari a stelle e strisce per risolvere numerosi conflitti in tutto il globo. E già qui, la storia ed il contesto sono snaturati. Un po' come nei vecchi libri di Asimov in cui la USR&MM non poteva impiegare i cervelli positronici sulla Terra. Ma tutto questo è una cosa marginale, poichè la trama qui punta molto di più sulla figura di Alex Murphy facendolo pure interagire con gli altri e sottolineando la sua natura umana. Ci si concentra così più sulla figura stessa del personaggio, piuttosto che sul contesto, nonostante tutti gli ingredienti siano messi sul tavolo: società futuristica, multinazionale che pensa solo al proprio guadagno (eh beh...), disordini etc. E sa da un lato la nuova prospettiva  ci regala numerose attenzioni sulla figura del cyborg, dall'altro lascia molto a desiderare la concezione che mondo esterno e la famiglia stessa hanno nei confronti di questo super poliziotto. Poi se vogliamo dare fin da subito ricordi e sentimenti al Murphy d'acciaio, facciamolo con criterio facendoglieli usare all'interno della storia in modo da aumentarne la drammaticità. Detto questo, il film è buono, molta azione, inquadrature in stile documentario e videogioco con numerosi effetti speciali ben infilati qua e là. Per quanto riguarda le prove attoriali mi ha convinto Keaton nel ruolo del ricchissimo Bruce Wayne Sellars, il magnate della Omnicorp, mentre non ho trovato abbastanza satirico Samuel L. Jackson in un ruolo che avrebbe dovuto essere ironico e tendenzialmente politicamente scorretto. Joel Kinnaman si limita a fare il robot con la lacrimuccia. Quanto bisogno c'era di un remake del genere? Tanto se questo porta, almeno per curiosità, a spingere i più giovani a correre al cinema scaricarsi l'originale.

martedì 31 luglio 2012

Robocop 3 (1993)


Regia: Fred Dekker
Anno: 1993
Titolo originale: Robocop 3
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies
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Non fatevi fuorviare dal voto. E' più brutto di Robocop 2, nonostante condividano un bel quattro, ma grazie a Robotropolis non posso assegnare un tre, e non ho voglia di tornare indietro per modificare i voti. Quindi non perdiamo troppo tempo a discutere sui punteggi assegnati. Mi stupisco di come gli attori, forse legati da un patto di sangue, abbiano accettato questo mattatoio per le loro carriere, giustamente stroncate. Cosa resta da dire oltre che infamare tutti quanti? Che la trama è ridicola esattamente come i robot giapponesi che durano quanto un raglio di ciuco se gli spari o se li manometti wifi. E' un film del 1993, quindi successivo a Terminator 2 quindi si potrebbe pensare ad un minimo di effetti speciali... Niente. Addirittura la versione bluray (con unico extra il trailer) risulta di pessima qualità video. Basta vedere quando Murphy (per gli amici) vola: ridicolo e con gli aloni computerizzato e pixellosi, neanche fosse un videogioco degli anni ottanta. Il tutto è l'esempio di come si è riusciti a cavalcare l'onda del primo episodio e fregare alcuni fan (me compreso). Però a confronto manca ogni cosa, dall'originalità alla violenza anche se gratuita che era un cavallo di battaglia delle buona e vecchia Detroit. Sì ci sono gli scontri, le multinazionali, la polizia privata. Ma il cyberpunk non è davvero questo. Fatevi un regalo, non guardatelo assolutamente.

lunedì 30 aprile 2012

Robocop 2 (1990)

Regia: Irvin Kershner
Anno: 1990
Titolo originale: RoboCop 2
Voto: 4/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

Ricordavo davvero bene: il sequel di Robocop fa schifo. A tre anni di distanza prende le redini Irvin Kershner, che non sarebbe proprio l'ultimo arrivato in fatto di regia (visto che è suo L'impero colpisce ancora... ) ma riesce a sfornare qualcosa di indigesto. Non diamo la colpa alla trama, che seppur non potentissima, può anche starci: è irreale e patetico. L'unica cosa che lo salva sono gli spot pubblicitari o gli sketch del telegiornale, già usati però nel primo episodio. Gli attori principali (Peter Weller e Nancy Allen) restano ai loro posti con l'aggiunta di Tom Noonan (già visto in Manhunter) nelle vesti del cattivo, di conseguenza deve essere proprio il regista il maggiore indiziato del flop. I temi se sviluppati in modo decente seguirebbero l'interesse già lanciato con la prima pellicola: le multinazionali sempre più aggressive, un nuovo tipo di droga che semina panico a Detroit ed anche uno spunto per l'interfaccia uomo macchina. Peccato che tutto sia lasciato cadere nell'oblio, lasciando troppo spazio ad un'azione poco degna ed a volte parodistica. Sembra che il film stesso non si prenda sul serio aggiungendo figure patetiche come quella del sindaco, movimenti da marionetta di chiunque venga colpito da un proiettile e tanto sangue messo lì solo per aumentare la dose di violenza. Tutto questo però non colpisce. Non tanto, almeno, quanto il senso di finto che abbiamo nel vedere i movimenti del cyborg Murphy o nella creazione di robot sempre più improbabili e goffi. Siamo nel 1990 e ci si aspetta qualcosa di più oltre che muri di polistirolo e corazze di cartone. Ogni cosa infanga e rende pesante la trama già di per sè confusionaria: un attimo di attenzione in più e si poteva sviluppare una storia più accattivante pur non stravolgendone il senso. Davvero, meno sparatorie, ma più pathos e psicologia. Edizione bluray con un video ai limiti della sufficienza, un buon audio DTS 5.1 e come extra solo due trailer. Avanti il prossimo.

giovedì 19 aprile 2012

Robocop - Il Futuro Della Legge (1987)


Regia: Paul Verhoeven
Anno: 1987
Titolo originale: RoboCop
Voto: 7/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

In tutta sincerità certe volte mi domando se i voti che partorisco per alcuni film, soprattutto se anni '80, non dipendano troppo dai miei ricordi e dal rapporto avuto con questi durante la mia adolescenza. E' innegabile infatti che molte pellicole a cavallo tra i due decenni che mi hanno visto crescere, siano tra le mie preferite. L'obiettività quindi non è il mio forte e sorgono dubbi su quanto sia giusto scrivere determinate recensioni concernenti emozioni puramente soggettive. Pochi giorni fa mi è venuta la voglia di Robocop e così sono corso nella mia videoteca preferita (Amazon ovviamente) per prendere i bluray dei tre film della saga. Sapevo già che guardando il primo, avrei dovuto stare attento a non rimanere deluso. Ciò che si considera qualcosa di cool a dieci anni, non è detto che piaccia a trenta. Ci son andato con i piedi di piombo quindi. Preoccupazioni inutili. Prive di senso: Robocop resta un bel prodotto, apprezzabile anche oggi. Non sarà più innovativo come un tempo, ma decisamente piacevole e realistico. Tocco in più sono i notiziari e gli spot pubblicitari, che ti introducono nel mondo semi distopico del futuro. Una realtà cruda, violenta, descritta magnificamente da Verhoeven, che ama e fa amare una fantascienza di questo tipo con le multinazionali che controllano quasi tutto. Non ai livelli dei maestri del cyberpunk come Gibson o Sterling , ma ci butta dentro quel tanto che basta a dare un senso di oppressione. E non lo fa con il solo inserimento di parti narrate, bensì anche con l'utilizzo di una fotografia tutta particolare e da notare anche l'impegno (seppur minimo) nelle ambientazioni e nei particolari (ad esempio le automobili). Che potesse fare di meglio su questo lato non ci piove, ma consideriamo anche i tempi ed il budget, sicuramente monopolizzato dalle miniature del robottone cattivo e dalla corazza di Murphy. Certo è che la OCP ed i suoi funzionari stanno sul cazzo fin dalle prime pagine immagini: si capisce che il cinismo della multinazionale è la venerazione più gradita per il dio denaro. La violenza campale è visibile in molte scene, con largo uso di sangue e di mattanze fisiche. Ricordo che anche da bambino non mi impressionarono molto, salvo il cattivo sciolto nell'acido (visto ora vien quasi da ridere con tutta quella gomma) pur restando vive nella memoria. I morti e le mutilazioni son difficili da contare e da raccontare, facendo da bellissima cornice alla crudeltà che stagna per tutto il film. Gli effetti speciali sono minimi ed è proprio per questo che risulta godibile anche 25 anni dopo. Il disco bluray ci regala un discreto video ed un sufficiente DTS godibile in alcune scene con sparatorie. L'audio dei dialoghi è relegato agli anni ottanta e gli extra sono inesistenti se non consideriamo un trailer. Inoltre durante il massacro di Murphy nella vecchia fabbrica, abbiamo una decina di secondi sottotitolati presumibilmente perchè nell'edizione televisiva erano stati tagliati. Si tratta di una breve scena ininfluente. 
Vivo o morto tu VERrai con me