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lunedì 26 dicembre 2022

Irréversible (2002)

 
Regia: Gaspar Noè
Anno: 2002
Titolo originale: Irréversible
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Piaccia o non piaccia lascia il segno. Anche se adesso son passati venti anni, resta uno dei film più discussi e controversi. Tanta violenza, mai lesinata, anzi forse aggiunta anche in maniera gratuita. La scena dello stupro sul personaggi di Monica Bellucci infatti dura circa dieci minuti. E la forza di tale scena è proprio nella durata e nella ripetitività del gesto, più che nelle immagini. Più esplicita ad esempio la scena della vendetta in cui viene spaccato il cranio con un estintore. Comunque al di là di queste, l'esperimento cinematografico di Noè può definirsi ampiamente di successo: vuoi per il senso di nausea, per fortuna discendente, causato dalle immagini (con finti lunghi piani sequenza) e suoni destabilizzanti (a 27 Hz), vuoi per la struttura a ritroso che racconta la storia, vuoi anche per il focus fatto sui tre personaggi che compongono la trama. Il braccio indolenzito, il sonno premonitore ed il libro che la stessa Bellucci di chiara di leggere, il rapporto di amicizia e amore tra i componenti della disavventura. Non si tratta certo di elementi che son stati messi lì per caso. Da riguardare solo dietro scommessa però.

giovedì 16 aprile 2020

Climax (2018)




Regia: Gaspar Noè
Anno: 2018
Titolo originale: Climax
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.1)
Pagina di I Check Movies
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Il cinema è arte, va saputo fare. C'è chi ci riesce e chi no: Gaspar Noè sa davvero ciò che fa. Riuscire a sfruttare una trama povera, e condirla di così tanti elementi tecnici è un'impresa grandiosa. E' vero che se ti danno un foglio bianco puoi disegnarci ciò che ti pare, ma devi anche sapere come farlo. La fotografia ed il montaggio con i lunghissimi piano sequenza, le inquadrature atipiche, il racconto anarchico senza uno schema preciso, sono un qualcosa di più che una trovata stilistica. La durezza e crudezza di alcune scene, il caos in altre, la perfetta armonia della danza, i dialoghi iper realistici, i titoli di coda inseriti all'inizio ne sono la prova.  Ti immergi nel crescente oblio della droga e delle allucinazioni in maniera prepotente attraverso la danza e la musica, poi seguendo i dialoghi ed infine contestualmente grazie alle immagini che scorrono come un fiume acido. Non credevo che con una storia del genere si riusce a tirar fuori tanto. Ovviamente la regia sa cosa vuole e si bea con contorsionismi per passare il tempo, ma nel complesso, a conti fatti è un qualcosa di più che piacevole e che sfiora anche l'horror.