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mercoledì 10 gennaio 2024

Amsterdam (2022)

 
Regia: David O. Russell
Anno: 2022
Titolo originale: Amsterdam
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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 Abbiamo un cast incredibile da gestire, sia numericamente (son veramente tanti i volti che si prestano per questo progetto) che qualitativamente, ma che risulta essere l’unica cosa appetitosa in questa commedia tinta di giallo con una trama pretenziosa quanto soporifera e se vogliamo inutile. Al centro, la storia di un’amicizia, neanche troppo ben spiegata sinceramente, tra i tre protagonisti che si ritrovano immischiati in maniera decisamente casuale ed insensata nello sventare un rocambolesco ed intrigato complotto mondiale che potrebbe anticipare il potere del nazi fascismo nel mondo. Un’occasione mal sfruttata visto appunto il cast, che balletta qua e là su di una trama poco scorrevole e per nulla avvincente. Però evidentemente l’ambizione di poter girare con tutti questi nomi (Christina Bale, Robert De Niro, Margot Robbie, Rami Malek, Anya Taylor-Joy, John David Washington, Michael Shannon, Zoe Saldana, Taylor Swift e via via) è superiore rispetto al resto.  Che poi per “il resto” intendo soltanto il plot narrativo, in quanto anche montaggio, fotografia, costumi e reparto tecnico in generale non son certo da B movie. Alle volte però non basta infiocchettare ben bene un contenuto sterile e privo di mordente, non solo per creare un bellissimo prodotto, ma anche, come in questo caso, per renderlo minimamente accettabile. Troppa estetica insomma e la mancanza di un equilibrio che non ci fa capire quanto sia commedia e quanto sia drammatico. Non funziona insomma. Stesso motivo per cui il campionato dell’Arabia Saudita fa cacare

venerdì 24 ottobre 2014

American Hustle - L'Apparenza Inganna (2013)


Regia: David O. Russell
Anno: 2013
Titolo originale: American Hustle
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (7.4)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon (DVD)

Di David O. Russell avevo già visto The Fighter ed Il Lato Positivo, ma questo American Hustle mi ha davvero impressionato.Non è tanto la trama in perfetto stile "colpaccio" che può risultare l'ennesimo tentativo di catturare l'attenzione dello spettatore, in salsa anni settanta. Certo, questa non è per niente male, molto intrigata, promettente, mai noiosa. Ciò che mi ha sbalordito maggiormente sono i personaggi e come essi siano stati interpretati. Abbiamo innumerevoli soggetti che cercano un riscatto personale, e che come dice il titolo italiano puntano sull'apparenza ingannevole del proprio essere. Con la menzogna e l'arte, non sempre geniale o lampante, di potersi mostrare differenti da quel che sono, tutti e nessuno escluso si muovono all'interno di una palude che spesso racchiude sabbie mobili. Riescono però a farsi forza e coraggio, ad essere ambiziosi e zelanti, ad ingegnarsi per poter uscire e sopravvivere. Ed i personaggi lo fanno grazie ad attori ed interpretazioni davvero sopra le righe. Ok, Christian Bale mi aveva già affascinato ne L'Uomo Senza Sonno in cui è stato strepitoso nel presentarsi al pubblico pelle ed ossa, mentre qui lo rivedo come il classico buzzurro palazzinaro imbroglione, con una pelata che cerca di nascondere grazie ad un improbabile quanto meticoloso aggiustamento con riporto, una pancia pronunciata, un volto stanco ed affranto dagli eccessi. Ma non finisce qui: Bradley Cooper non sfigura affatto e non si mette in ombra dimostrando di saper eseguire il ruolo drammatico con prepotente dedizione. Inoltre, e qui mi son dovuto ricredere, sono da inchino anche Amy Adams e Jennifer Lawrence. Combattive ed inserite perfettamente in un contesto che fa dei dialoghi e delle situazioni espressive i punti di forza maggiori. Il tutto affascina veramente perchè non c'è scena in cui gli attori risultino essere sotto tono, anche quelli che virtualmente forniscono azioni da comprimari come Jeremy Renner, Robert De Niro (vabbeh lui non conta, poi continua ad essere il sosia del mi' babbo), Shea Whigham e Jack Huston (questi due presi in prestito da Boardwalk Empire). Spesso vediamo pellicole in cui grandi nomi, pur comportandosi benissimo davanti non sono sempre a proprio agio con il resto del cast: mentre qui si nota un certo affiatamento, dando una prova di serietà e genuinità tali da rendere i propri personaggi reali nonostante le forzature stilistiche, soprattutto nei trucchi e nei costumi, degli anni settanta. Le scollature della Adams e gli occhiali di Bale ad esempio, o la tenuta da ballerino di Cooper e lo smalto della Lawrence per arrivare al ciuffo di Renner e la rilassatezza di Nivola. Un applauso meritato anche alla colonna sonora, azzeccata e sempre presente nei momenti migliori della pellicola. Peccato solo che abbia sbagliato l'acquisto ed invece di un bluray ho preso il DVD che non presenta nessun contenuto speciale (magari un documentario sull'operazione Abscam da cui prende spunto).

venerdì 29 novembre 2013

Il Lato Positivo (2012)


Regia: David O. Russell
Anno: 2012
Titolo originale: Silver Linings Playbook
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Nell'arco di una settimana ben tre persone diverse, con gusti differenti tra loro, mi hanno consigliato questo film di Russell , quindi era destino che lo vedessi. Così come, all'interno della trama, era destino che Pat (Bradley Cooper) incontrasse Tiffany (Jennifer Lawrence). I toni spaziano dal drammatico al romantico con una punta di buona commedia, senza mai che un genere prevalga troppo sull'altro. I temi sono molti, anche se già abbondantemente sviscerati in altre pellicole, ed abbiamo un Cooper un po' diverso dal solito che per certi versi ricorda Sandler in Reign Over Me almeno per il fatto di avere un ruolo di tipo nuovo ed avere a che fare con disturbi mentali. Ad ogni modo la sua prova è forse una delle sue migliori, davvero bravo nell'alternare i momenti di lucidità a quelli in cui sdà di matto. Poi vabbeh c'è un certo Robert De Niro (a proposito il mì babbo è uguale identico) che anche con parti marginali può dare quel tocco in più a tutto il film.  Anche se dovesse stare fermo, anche se non facesse niente. E' come quando fai la pasta e metti la giusta dose di sale. Puoi cambiare tutti gli ingredienti principali che ti pare, ma con  la giusta dose di sale puoi mangiare bene o male. Ecco, lui è lì e fa sempre la sua bella figura. Il lato positivo, oltre al titolo italiano, è un mantra che si ripete sempre all'interno della trama, composta da dialoghi ben strutturati che mettono in secondo piano un montaggio ed una scenografica che non necessitano di grandi macchinazioni. Ci bastano i cambi di ritmo che sottolineano gli stati d'umore dei protagonisti. Un po' troppo smielato e poco coinvolgente il finale a lieto fine. Decisamente accomodante, in una storia che dovrebbe rappresentare la realtà senza filtri e senza perbenismo.Eppure Pat è un tipo decisamente fico che trova l'amore, dopo un matrimonio problematico in cui si ritrovato cornuto e bastonato, con un altrettanto strafica ragazza vedova di circa ventidue anni. Insomma, altro che lato positivo, qui c'è qualcosa di più. E nella parte relativa al ballo ed alle prove generali, i vari disturbi psichici, le problematiche familiari, i rapporti disattesi... Tutto quanto insomma, viene cancellato quasi troppo frettolosamente. Restiamo però su di un buon prodotto che non si fa fatica a guardare, ma anzi è fonte di ispirazione.

giovedì 24 marzo 2011

The fighter (2010)


Regia: David O. Russell
Anno: 2010
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Che Movies

Lo sport più amato da Hollywood è senza dubbio la box. Non sono pochi i film, di ogni tipo, ispirati all'arte dei guantoni. Questa volta viene raccontata la storia di un pugile realmente esistito, Micky Ward campione dei pesi leggeri. La trama non è quindi niente di eccezionale se non per il fatto che sotto i riflettori c'è una categoria non troppo commercializzata. Inoltre lo spunto della vita "di periferia" e tutte le problematiche relativa allo sfondare in questo genere di sport, rendono il tutto piacevole e non noioso in stile documentario, La cosa migliore di tutto il film però è secondo me l'interpretazione di Bale, che veste i panni del fratellastro di Ward: Dicky. La sua performance è veramente all'altezza del grande film. Non so quanto ci sia di precisamente reale nel raccontare questa storia vera, e quanto invece sia romanzato, come la mega famiglia allargata, i dissapori tra i componenti, l'uso del crack, la prigione e tanto altro, rendono genuino il tutto.