domenica 9 agosto 2015
Juventus 2 - Lazio 0
Prima vera partita della stagione, primo trofeo conquistato. La Juventus continua a vincere il calcio che conta, il resto è roba da Gazzetta. O da bar, che poi è la solita cosa. Motivi di vaini ci portano a Shangai: vento, campo ridicolo e regia approssimativa che ci fanno capire il vero significato della parola cineseria. Dare in mano a questa gente la direzione di un partita di tale importanza è a dir poco VERgognoso. Ma veniamo alla partita: noiosa il primo tempo, entrambe le squadre fanno di tutto per farci sbadigliare. Non c'è gioco, è troppo preso, siamo ai primi di agosto. La telecronaca sulla RAI ricorda i nonnini quando raccontano aneddoti del dopoguerra o della miniera, con il sorriso (loro) sulle labbra. Ma come dicevo torniamo alla partita. I bianconeri hanno una quasi formazione titolare, non sappiamo bene però se il modulo sarà questo per tutta la stagione ed anche gli uomini scelti. Pezzi da novanta in panchina, ed altri in infermeria, ma il secondo tempo è a senso unico. Cioè noi scendiamo in campo e facciamo la partita come ci compete: per vincere. Segna Mandzukic di testa, dopo essersi mangiato un gol già fatto, e Dybala subentrato a Coman. In pratica i due nuovi acquisti del reparto offensivo. E già che ci siamo torno ad offendere i cinesi: neanche i replay a modo ci fanno vedere. E saltellano alla consegna delle medaglie. Bah. E' comunque record con la settima Supercoppa italiana conquistata che andrà ad abbellire il nostro museo.
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Jack O. Lyroid
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Marco e Chiara sposi
Ecco un altro pezzo da 46 del Fondo che si sposa. Il dead man, Mortymer Natalo ha preso colore e si è unito a Chiara in un fresco pomeriggio piombinese. Come Squama ha deciso il giorno più torrido dell'anno nonchè anche giorno di qualifiche. I tempi mediocri segnati al Castello sono stati ampiamente ribaltati dai due piloti della scuderia regalandoci una serata divertente e ben riuscita. Bravissimi, siamo stati davvero bene, grazie. Tutti in piedi sul divano per salutare Marco e Chiara, che hanno tagliato il traguardo facendo scatenare il pubblico delle grandi occasioni. Vestendo entrambi i panni del Dottore ci hanno deliziato con una spettacolare vittoria. Auguri ragazzi, il Natalo c'è, Chiara c'è.
Manciata di foto
Video del wam-up
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venerdì 7 agosto 2015
Boston Streets (2008)
Regia: Brian Goodman
Anno: 2008
Titolo originale: What Doesn't Kill You
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.7)
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Un gangster movie che dice sia basato su fatti realmente accaduti ed ambientato a Boston. Un buon cast con la faccia da duri (Ethan Hawke e Mark Ruffalo), ma non è di quelle pellicole che lasciano il segno. Il tema non è male, sebbene sia già stato usato in ogni salsa in maniera più accattivante. I bulletti di quartiere che crescono ed iniziano a fare lavori sporchi per la mala ha un suo certo fascino non lo nascondo, però qui mancano una serie di cose come anche l'azione che avrebbero reso la visione più piacevole. E la parte psicologica è tenuta bene eh, ma anche troppo ragionata. Ok l'ascesa, il baratro con la droga e la prigione, il riscatto presunto e la normalità. In poco più di novanta minuti si svolge il tutto spezzettato in alcuni capitoli che in certi casi risultano lenti, anche se non noiosi. Di sicuro però quando mi avvicino a questo genere pretendo molto di più. Può essere tranquillamente visto, ma se paragonati a tanti altri film perde sicuramente il colpo. Nota positiva per la colonna sonora piacevole e la fotografia desolata della città di Boston.
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Jack O. Lyroid
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giovedì 6 agosto 2015
Due Occhi Diabolici (1990)
Regia: Dario Argento, George A. Romero
Anno: 1990
Titolo originale: Due Occhi Diabolici
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
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Film horror diviso in due parti ben separate e diretto da due maestri del genere come il nostro Dario Argento e George Romero, ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe, un vecchio signore che non necessita certo di presentazioni. Ed il fatto che questi due episodi siano un omaggio a tale scrittore suscita un certo interesse, così come appunto che due grandi del brivido si siano messi a disposizione per il progetto. Romero ha diretto "Fatti nella vita del signor Valdemar" mentre Argento "Il gatto nero". Diversi anni fa lessi almeno una ventina di racconti contenuti in una di quelle raccolte che costavano circa mille lire... Il gatto nero, come forse è ovvio, lo ricordo molto bene, l'altro ho pure dei dubbi sul fatto di averlo letto. Ad ogni modo, in una sorta di gara inutile, è questo l'episodio che risulta vincitore. Il regista italiano ci mette molto del suo sia tecnicamente sia a livello di sceneggiatura per ammodernare la storia e renderla appetibile per il cinema. Sicuramente avrà fatto la stessa cosa anche Romero, feticista dei morti viventi, ma in maniera meno impegnativa. Insomma non si tratta di due capolavori visivi, ma Il Gatto nero ha maggiore suspense e ti intriga in maniera più concreta. Forse anche grazie all'attore Harvey Keitel doppiato dal re delle voci: Ferruccio Amendola. Anche se non era una gara, viene quasi automatico considerare i due lavori separatamente e quindi giudicarli: non c'è davvero storia.
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Jack O. Lyroid
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lunedì 3 agosto 2015
Starman (1984)
Regia: John Carpenter
Anno: 1984
Titolo originale: Starman
Voto: 7/10
Pagina di IMDB (7.0)
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Quanta poesia e quanta delicatezza in questa pellicola di Carpenter. A due anni dal più celebre e rinomato E.T. di Spielberg ecco una storia meno infantile e meno scenica, ma dal ponderoso impatto sentimentale. Il tema fantascientifico è quello dell'extraterrestre che viene in visita pacifica al nostro mondo ed in un atipico road movie cerca di tornare a casa imparando e portando qualcosa con sè, ma anche insegnando e lasciando qualcosa sulla Terra. Una trama che raccontata con la mia scarsa proprietà narrativa può sembrare banale e dalle tinte poco originali, ma che racchiude una gentilezza impareggiabile che è difficile trovare negli altri film di Carpenter, volti forse più un tipo di azione, suspense e dinamismo che qui vengono messi da parte. La storia è toccante, fin dalla presentazione della protagonista Karen Allen e dalla comparsa di un Jeff Bridges davvero in formissima. Vista la semplicità della storia e la possibile stucchevolezza del genere romantico, poteva essere un fiasco completo. Però pur passando in sordina (nello stesso anno esce ad esempio Terminator in cui Sarah Connor resta incinta del "visitatore") ha un suo forte perchè e Carpenter riesce a sottolineare quegli aspetti che non sono tanto consoni al suo tipo standard di regia. Lo fa con successo ed alla grande, visto che Starman colpisce gli animi. Il rapporto tra i due protagonisti non è sdolcinato, non è solo amore, non da subito. L'alieno ha le sembianze umane, ma lo vediamo (e come noi anche lei) crescere in un batter d'occhio. Inizialmente c'è la paura per il diverso, per lo strano, il timore per ciò che è divenuto (il defunto marito in effetti), e l'incredulità si trasforma in protezione: sarà lei a guidarlo e ad insegnargli, suo malgrado, come muoversi nel mondo. Malinconico con una colonna sonora da brividi ed applausi, il film si muove su binari sicuri, andando a spogliare temi già apprezzati dal pubblico: Piove, Governo ladro! Gli alieni sono buoni e noi guerrafondai, l'amore vince su tutto, evviva chi si ribella all'autorità. Solo che girato da Carpenter non risulta affatto banale o abusato. Anzi. Grande film. Frase del giorno: "Voi umani date il meglio nelle situazioni peggiori".
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Jack O. Lyroid
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domenica 2 agosto 2015
Crocevia Per L'Inferno (1996)
Regia: John McNaughton
Anno: 1996
Titolo originale: Normal Life
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (6.3)
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L'amore vince su tutto. E ti fa fare cose strane, anche malate, anche deleterie. La storia tra Luke Perry e Ashley Judd è forte, intensa, ben raccontata. Però è uno dei quei film che non mi coinvolgono, mi annoiano, mi rattristiscono. Non sono assolutamente tra quelli che mi preferisco infatti. E neanche so come mi si capitato tra le mani il DVD, senza alcun extra, con un comparto audio video mediocre, che si confà senza dubbio a gran parte della qualità del girato. I due attori, a metà degli anni novanta cercavano un trampolino per confermarsi, ma al regia abbastanza banale, la sceneggiatura non troppo coinvolgente e l'ambientazione squallida non risultano accattivanti e non aiutano a godersi il film. Resta veramente poco altro da dire se non un attimo di riflessione su quanto basti poco, per cadere nel baratro e trasformare la propria "normal life" in un inferno.
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Jack O. Lyroid
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