Giornata a metà tra cultura, escursioni e pieno relax. Da La Palud-sur-Verdon mi dirigo alla vicina Rougon, uno dei luoghi di riferimento in tutta la zona per osservare i grandi rapaci del Verdon. Da qui, oggi vola una colonia di oltre trecento coppie di grifoni, ma io non ne ho visto neanche uno. Neppure facendo il verso di richiamo. Mi godo un po' di birdwatching improvvisato, ma un po' so ciecato, un po' c'è il sole in fronte se guardo dove dovrebbero planare e sinceramente non mi appaiono. Vedo per tre o quattro gatti. Poi mi rimetto in marcia verso Castellane, percorrendo una strada bellissima, tutta curve e canyon, che segue da vicino il corso del Verdon.
A Castellane mi prendo il tempo di girare le viuzze del centro storico, prendere qualche regalino da portare a casa, e poi affrontare un mini trekking, con una salita niente male, fino alla chapelle Notre-Dame du Roc, arroccata su uno sperone calcareo che domina il paese da quasi duecento metri d'altezza. Il sentiero costeggia gli antichi bastioni medievali passando accanto alla Tour Pentagonale, tra oratori di pietra che scandiscono la salita quasi come una piccola via crucis, fino ad arrivare in cima, dove la chiesetta esiste fin dal Duecento anche se l'aspetto attuale risale solo alla fine dell'Ottocento. Da lassù il panorama è di quelli che ripagano ogni goccia di sudore, con Castellane raccolta ai piedi della rupe e il Verdon che scorre poco più in là.
Pranzetto in paese, poi un il giro lungo in auto fino a Trigance, dove il mio albergo è dotato pure di piscina, e lì mi concedo un pomeriggio di relax totale, meritato dopo giorni e giorni di sentieri, salite e trasferimenti. A volte anche il dolce far niente ha il suo peso specifico in un viaggio come questo.
Album fotografico Rougon, Castellane e Trigance

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