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lunedì 4 aprile 2022

La Doppia Ora (2009)

 
Regia: Giuseppe Capotondi
Anno: 2009
Titolo originale: La Doppia Ora
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Moves
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Primo film diretto da Giuseppe Capotondi che punta ad essere un thriller intrigante e ci riesce. ben confezionato, via quella patina da fiction che in certe occasioni troviamo nelle produzioni italiane ed una storia molto curiosa che crea interesse nello spettatore. La sceneggiatura cerca di osare troppo però e nonostante il risultato finale sia in un certo qual modo godibile e differente dal solito, abbiamo forse tempistiche errate all'interno della trama. La maggior parte delle domande e del "mistero" da risolvere, con i tasselli del puzzle da incastrare correttamente, avvengono nella parte centrale, quella del sogno. Si può quindi giocare sul doppio, come  suggerisce anche il titolo, che sia riferito alla personalità o al senso della storia. Il pubblico si ritrova quindi a fare i conti con una serie di stramberie alle quali cerca risposta. Risposta che viene svelata poco dopo lasciando quindi il resto della pellicola in una specie di inerzia controllata verso il finale. Audace e coraggiosa come scelta, ma secondo me ancora acerba per poter essere messa in pratica. Film però interessante e che può raccontare qualcosa.

martedì 27 luglio 2021

La Tela Dell'Inganno (2019)

 
Regia: Giuseppe Capotondi
Anno: 2019
Titolo originale: The Burnt Orange Heresy
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (6.1)
Pagina di I Check Movies
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L'arte, i critici ed il valore che diamo o viene dato da questi ad alcuni artisti o opere. Il film di taratura internazionale di Giuseppe Capotondi, per quanto riguarda il cast è comunque ambientato in Italia ed ha come soggetto un romanzo di Willeford  degli anni settanta. Attraverso una serie di dialoghi, non sempre all'altezza delle aspettative ed un po' autocompiacenti, si muove spiegando al pubblico l'importante figura del critico che può dare successo o meno ad una tale opera e renderla accattivante o anche no. Tutto sta intorno alla parole, o anche alle bugie. Fortunatamente non è un tedioso saggio su arte ed artisti in stile documentario, ma un susseguirsi di concetti interessanti e realistici che si fondono con lo spessore dei personaggi principali, pochi, ma ben inseriti e che divaga in una sorta di dramma con piccole punte da thriller. Non mancano quindi gli spunti per far virare un genere dal ritmo lento e cadenzato, che tutto sommato riesce ad appagare lo spettatore.