lunedì 8 aprile 2013

Boardwalk Empire - L'Impero Del Crimine [Stagione 3]


Anno: 2012
Stagione: 3
Titolo originale: Boardwalk Empire
Numero episodi: 12

Dopo esser rimasto soddisfatto della prima e della seconda stagione, è tempo di applausi anche per la terza. Già perché non era affatto semplice riuscire a tenere il passo delle stagioni precedenti: livello altissimo sotto ogni punto di vista. Con l'esclusione di un paio di puntate che fungono da collegamento, abbiamo secondo me un prodotto ancora più maturo e se vogliamo migliore. Il salto temporale di due anni (1923 nella terza) non è stato fatto per caso e mette il segno sulla crescita evolutiva di ogni personaggi. Uno dei punti di forza è infatti tutta la squadra coinvolta: ognuno ha caratteristiche intelligentemente esposte. Ciliegina sulla torta di questa stagione è l'entrata in scena di Gyp Rosetti, vero e proprio antagonista di Nuky Thompson. I due sono perfetti, l'uno contro l'altro e vediamo quanto il personaggio di Buscemi debba adattarsi a quello di Bobby Cannavale. Entrambi risultano spietati come non mai, anche se l'irlandese viene dipinto in maniera più bonaria, il pubblico capirà quanto sia deciso a predominare su tutti. Rosetti d'altro canto è una figura ai limiti della psicopatia, ma riuscirà a mettere in ombra ogni altro personaggio secondario, compresi Al Capone e Lucky Luciano. A mio avviso la terza serie è la migliore di tutte.

Unstoppable - Fuori Controllo (2010)


Regia: Tony Scott
Anno: 2010
Titolo originale: Unstoppable
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Tony Scott e Denzel Washington in un film comune, basato su di una storia realmente accaduta e con i personaggi principali che sono eroi ordinari, gente di tutti i giorni. Non è esattamente la prima volta e data la linearità della storia, il risultato è buono ed abbordabile. La trama, giusto per restare in tema, segue i binari, senza mai deragliare, un po' a scapito di colpi di scena, peraltro improbabili ed inutili. Il fatto che si basi su di una storia vera non è deleterio per il finale: non è conosciuta ai più ed inoltre abbastanza romanzata e differente dall'originale. Insomma il disastro non sappiamo se ci sarà o meno. Arriviamo alla fine senza poi esserne particolarmente interessati. Buona parte del film in maniera abbastanza lenta ci presenta i due protagonisti e la serie interminabile di coincidenze che portano al problema da risolvere: un treno senza pilota, lanciato a tutta velocità contromano e con alcuni vagoni che contengono sostanze tossiche. Uno scenario raccapricciante, ma che non ti prende molto, che non ti fa sudare freddo. I rallentamenti che la storia riceve avrebbero avuto maggior seguito se fossero stati dei veri e propri approfondimenti sulla vita dei protagonisti, invece si riducono a delle mere presentazioni che servono solo a far scorrere i minuti. O punti sui personaggi o sull'azione. Non fai un mix su entrambi gli aspetti. Ed anche se nel complesso segui il film senza sbadigliare, resti un po' distaccato da tutta la trama. L'ansia non sale, tanto finisce bene. E se finisse male non ti sei attaccato troppo sentimentalmente a nessuno. Da guardare, con riserva.

MotoGP 2013: Qatar

Ancora Qatar,  ed ancora con il rischio della pioggia,  come quattro anni fa (secondo articolo di VER). Ed ancora emozioni. Già perché nonostante Lui non vincesse più come un tempo,  resta l'unico in grado di creare determinate cose.  Io per primo faccio un mea culpa e mi inserisco tra coloro che gradualmente hanno perso un po' di interesse per le gare in moto. Ma appena Lui rimonta in sella ti sbugiarda e ti emoziona. Imprechi se lo vedi andare lungo già da subito,  ma continui a guardare speranzoso perché dentro di te sai che non molla mai. Neanche se fosse in bicicletta mollerebbe,  ed allora perché dovresti mollare te? È il più forte di sempre,  quindi un numero lo può tirare fuori ovunque. Ed il palcoscenico è suo. Non importa se chupa chups arriva primo. La gara la fa Lui. Fue anni di Purgatorio con la Ducati e poi ancora Inferno o Paradiso (dipende dai punti di vista). Una rimonta sensazionale,  ma anche una grinta ed un manico che fanno ben sperare. Il MotoGP ancora una volta Vale di più.

sabato 6 aprile 2013

Juventus 2 - Pescara 1

Ci sono partite che devi vincere per forza. Anche con mille riserve, a cavallo tra quelle di Coppa. E ci sono partite che non sono per niente semplici: neanche se sulla carta la tua squadra è di un altro pianeta. Poi se passi il primo tempo a tirare senza segnare, a colpire pali ed a esaltare il portiere avversario, sembra quasi che qualcosa non giri per il verso giusto. Però alla fine il risultato pesa come un macigno e visto che dovevi vincere a tutti i costi lo fai. In maniera netta, ma sofferta pur senza subire neanche un tiro nella tua porta. Poi se ne subisci uno e quello diventa gol puoi tornare a temere che non sia la giornata ideale. Invece siamo sempre qui a più nove punti. Se il Napoli dovesse vincere. Nota curiosa: ti ammoniscono anche se esulti togliendoti i pantaloncini invece della maglietta. Vucinic adesso lo sa. E voi sapete che dovete salutare la capolista.

Ti Odio, Ti Lascio, Ti... (2006)


Regia: Peyton Reed
Anno: 2006
Titolo originale: The Break-Up
Voto: 4/10
Pagina di IMDB (5.8)
Pagina di I Check Movies
Acquista su Amazon

Sì ok, ce l'ho in bluray, ma non per scelta mia. E non è neanche un gradito regalo che scarti a denti stretti perchè dentro di te sai già di cosa si tratta. E' che faceva parte dell'allegra confezione del lettore BD Samsung. E ieri è toccato a lui. Una sola nota positiva: si vede il culo di Jennifer Aniston, che poi forse neanche è il suo, ma quello di una controfigura. E' la solita mielosa e cariata storiella d'amore tra due che si lasciano, ma si vogliono sempre bene. Punto. Non c'è altro, non c'è un vero e proprio stacco per la rottura, o qualcosa per farli realmente avvicinare. Se tralasciamo che lui è un arrogante bamboccione che non sa fare nulla, non resta che lei, una figura apatica, per nulla interessante. Tutto il contorno è poi talmente imbarazzante e patetico da dover sorvolare a tutti i costi. Il bello (anzi, è proprio il brutto) è che la pellicola dura oltre i cento minuti. Per raccontarci cosa? Nulla di nuovo, nulla di lontanamente mirato a somigliare a qualcosa di già fatto, pur avendo l'originalità di una ruota che gira. A meno che non abbiate accanto a voi una ragazzi con gusti estremamente ridotti, non guardate questo film.

venerdì 5 aprile 2013

Le Regole Della Casa Del Sidro (1999)


Regia: Lasse Hallstrom
Anno: 1999
Titolo originale: The Cuder House Rules
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies

Ok, si fa guardare, non è brutto, lo segui veramente bene ed alcune parti sono davvero interessanti. Mi sbilancio addirittura dicendo che avrebbe potuto essere una sorta di Via Col Vento  molto più corto ed ambientato in un'altra epoca. Almeno dal punto di vista del romanticismo e del sentimentale. Basato sul romanzo omonimo di John Irving i temi trattati sono forti quali la vita, la morte, l'aborto, l'amicizia e così via. Ne abbraccia davvero parecchi e pur non soffermandosi esplicitamente su molti di essi, questi vengono in ogni modo tirati fuori e studiati o mostrati. Davvero ben riuscito tutto questo se pensiamo che è concentrato in circa due ore: non dura poco, ma neanche ha le sembianze del polpettone. Poi c'è un grandissimo Michael Caine che per dirla alla Battiato ha tanto "carisma e sintomatico mistero": non ha caso ha vinto l'Oscar. Poi però sopraggiungono dei punti deboli che sono legati tra loro. Non ho letto il romanzo, ma credo che parte della colpa risieda lì. Il signore Rose che ha rapporti sessuali con la figlia (cioè via, la violenta e la impregna) è vista come una cosa quasi da tenerezza e da pena. Sarebbe ma da tagliargli le palle invece. Ripeto, magari del libro la situazione è presentata in modo differente, ma qui arriviamo al secondo problema. Il personaggio principale è teatralizzato da Tobey Maguire (sì, l'Uomo Ragno) che per me è una vera e propria frana inespressiva. Quindi il signor Rose visto con gli occhi di questo sfortunato Homer è una persona su cui non si può riversare alcunchè. Nè rabbia, nè vergogna. D'altra parte l'orfanello quasi dottore che raccoglie mele ha le palle mosce anche se va a letto con (tenetevi forte) Charlize Theron. Riesce a farsela scappare con nessun accenno di verve o di voglia... Niente. E' piatto. Se anche nel libro è così, faccio i miei complimenti a Hallstrom che ha scelto in assoluto l'attore più idoneo a fare la bambola gonfiabile. A parte questi piccoli dettagli il film si salva e non è male. Buonanotte principi del Maine, re della Nuova Inghilterra.