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sabato 25 ottobre 2014

Chocolat (2000)


Regia: Lasse Hallstrom
Anno: 2000
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies
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Chocolat, che va letto alla francese, è un film sentimentale e drammatico tendenzialmente noioso, raccontato in modo fiabesco, senza esagerare. Non ha nulla di fantastico, ma l'introduttiva voce fuori campo, riesce a darti spiegazioni sui personaggi della storia. Siamo nella Francia degli anni cinquanta, in un piccolo paesino bigotto, organizzato e gestito dal sindaco despota (Alfred Molina) che vede nella religione cattolica delle rinunce e del non fare la propria ragione di vita. E come spesso accade cerca di diffonderla a tutto il suo gregge, parroco compreso a cui corregge addirittura i sermoni. Poi arriva il nemico giurato della tranquillitè (anche questa va letta alla francese) ovvero Vianne (Juliette Binoche) la quale apre, udite udite, una pasticceria durante i giorni della Quaresima. Beh, i poveri paesani non possono essere tentati dalle delizie che scorrono una dietro l'altra come se fossero sponsorizzate dalla Nestlè o dalla Perugina. La cioccolata che risolve tutti i problemi, e la cioccolata che ne crea. Ad aggiungere il peperoncino al cacao, ci pensa l'entrata in scena dello zingaro (Johnny Depp) così può anche iniziare una storia sentimentale. Buona comunque la trama, ma due ore sono davvero eccessive per vedere assaggi e una lotta implicita tra tradizione e innovazione. Insomma, buoni gli intenti, ma visto il tema poco coraggio. Ci sono anche i volantini affissi contro le immoralità: quelli stranamente si leggono in inglese.

venerdì 5 aprile 2013

Le Regole Della Casa Del Sidro (1999)


Regia: Lasse Hallstrom
Anno: 1999
Titolo originale: The Cuder House Rules
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.3)
Pagina di I Check Movies

Ok, si fa guardare, non è brutto, lo segui veramente bene ed alcune parti sono davvero interessanti. Mi sbilancio addirittura dicendo che avrebbe potuto essere una sorta di Via Col Vento  molto più corto ed ambientato in un'altra epoca. Almeno dal punto di vista del romanticismo e del sentimentale. Basato sul romanzo omonimo di John Irving i temi trattati sono forti quali la vita, la morte, l'aborto, l'amicizia e così via. Ne abbraccia davvero parecchi e pur non soffermandosi esplicitamente su molti di essi, questi vengono in ogni modo tirati fuori e studiati o mostrati. Davvero ben riuscito tutto questo se pensiamo che è concentrato in circa due ore: non dura poco, ma neanche ha le sembianze del polpettone. Poi c'è un grandissimo Michael Caine che per dirla alla Battiato ha tanto "carisma e sintomatico mistero": non ha caso ha vinto l'Oscar. Poi però sopraggiungono dei punti deboli che sono legati tra loro. Non ho letto il romanzo, ma credo che parte della colpa risieda lì. Il signore Rose che ha rapporti sessuali con la figlia (cioè via, la violenta e la impregna) è vista come una cosa quasi da tenerezza e da pena. Sarebbe ma da tagliargli le palle invece. Ripeto, magari del libro la situazione è presentata in modo differente, ma qui arriviamo al secondo problema. Il personaggio principale è teatralizzato da Tobey Maguire (sì, l'Uomo Ragno) che per me è una vera e propria frana inespressiva. Quindi il signor Rose visto con gli occhi di questo sfortunato Homer è una persona su cui non si può riversare alcunchè. Nè rabbia, nè vergogna. D'altra parte l'orfanello quasi dottore che raccoglie mele ha le palle mosce anche se va a letto con (tenetevi forte) Charlize Theron. Riesce a farsela scappare con nessun accenno di verve o di voglia... Niente. E' piatto. Se anche nel libro è così, faccio i miei complimenti a Hallstrom che ha scelto in assoluto l'attore più idoneo a fare la bambola gonfiabile. A parte questi piccoli dettagli il film si salva e non è male. Buonanotte principi del Maine, re della Nuova Inghilterra.

domenica 25 marzo 2012

Buon Compleanno Mr. Grape (1993)


Regia: Lasse Hallstrom
Anno: 1993
Titolo originale: What's Eating Gilbert Grape
Voto: 6/10
Pagina di IMDB
Pagina di I Check Movies

La trama è un polpettone drammatico di quelli che dovrebbero essere pietosi, ma a me fanno venire solo il latte alle ginocchia. Di sicuro c'è gente attratta da queste squallide storie di vita americana dove vengono narrate le vicende (noiose) dei membri di una povera famiglia della periferia rurale. Madre super obesa, fratellino ritardato e nessuna buona aspettativa se non quella di attendere l'arrivo di pseudo turisti con le loro case mobili. A renderlo interessante è un cast con i contro fiocchi: Johnny Depp già lanciato alla grande, una Juliette Lewis altrettanto rinomata ed un splendido Leonardio Di Caprio da gavetta. Mi inchino di fronte a lui, avendolo visto per anni solo come il carinissimo del cinema hollywoodiano e consacrato con Titanic. Se gli altri due tengono bene le parti, lui va oltre e veste i panni non semplici neanche dal punto di vista mediatico del ragazzino con problemi mentali. Tutto perfetto, dalle espressioni al modo di camminare e muoversi, dai continui cambi di umore al modo in cui è truccato. Il santo Depp che raramente lascia spazio all'ira viene in qualche modo surclassato, pur restando uno dei personaggi principali. Peccato che a livello di storia, non succeda niente di niente, altrimenti avrebbe anche potuto essere un gran bel film. Se vogliamo riconoscere qualche merito anche al regista svedese questi stanno nel non voler confezionare il pacchetto con caramello e marzapane, rendendolo perlomeno non smielato, ma abbastanza azzeccato. Consigliato in parte.