| Piede di Kajimiro |
domenica 6 settembre 2015
Sono finito in una buca
sabato 5 settembre 2015
The Divergent Series: Insurgent (2015)
Regia: Robert Schwentke
Anno: 2015
Titolo originale: The Divergent Series: Insurgent
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (6.4)
Pagina di I Check Movies
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Per Divergent ero partito con una lunga premessa sul come ero arrivato a guardarlo, qui invece la premessa servirebbe per spiegare di cosa si tratta. Produttori e distributori hanno deciso di seminare degli indizi già dal titolo (del tipo: guardatevi anche il primo capitolo sennò non ci capite nulla)e con dei flashback strategici mascherati da sogni per introdurci un po' in questo mondo distopico diviso per caste. Personalmente ho deciso di salire con il voto per creare una media un po' più alta perchè il film non è male in sè, buoni effetti speciali e le scene di azione hanno un loro motivo di esistere per questo genere di pellicole indirizzate ad un pubblico di teenager. Eppure, confrontato con il primo, questo è peggiore, m ormai siamo in ballo e si passano quasi due ore a seguirlo. Il problema è la sceneggiatura o il soggetto: un mondo distopico raccontato in maniera casereccia, ma con un budget che riesce a renderti meno faticosa la visione. Esisteva ed esiste già Hunger Games, che di certo non ho mai lodato, ma almeno ha una sua struttura storica più realistica. Questa divisione in gruppi o caste, di cui almeno un paio sono perlopiù inutile, è un male che si porta dietro il film dovendo per forza prendere spunto dai romanzi: una città controllata da una tecnologia pazzesca, da far paura, ma che è quasi totalmente devastata e mai ricostruita con ribelli qua e là che non si sa bene cosa vogliano, ed aguzzini del governo che non si capisce perchè debbano giocare a fare i dittatori a tutti i costi. E poi il grandioso colpo di scena finale grazie al quale, con una registrazione (che chiunque potrebbe contraffare) olografica, cambiano le sorti di tutta la popolazione. E vuoi vedere che al di là della recinzione c'è qualcosa? Boia, originale davvero eh. Così la pellicola si ritrova ad essere solo un action movie di fantascienza spicciola con alcuni combattimenti e tanta voglia di videogioco. A tratti, senza riuscirci mai, le simulazioni ricordano i sogni sovrapposti di Inception, senza stupirti. Anzi genera in te il dubbio negativo su ciò che stai seguendo. Penso alle generazioni più giovani che magari si ritrovano a vedere questo e gli altri prodotti della saga, applaudendo ed ansimando come io facevo ad esempio per i vari Mad Max. Ma non tutti sono perfetti.
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Jack O. Lyroid
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giovedì 3 settembre 2015
Il Gladiatore (2000)
Regia: Ridley Scott
Anno: 200
Titolo originale: Gladiator
Voto: 8/10
Pagina di IMDB (8.5)
Pagina di I Check Movies
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Arrivare a scrivere qualcosa su Il Gladiatore 15 anni dopo mi pare abbastanza assurdo. Avevo però troppa voglia di rivederlo, e poi ho un debole per Ridley Scott (aspetto con ansia Exodus in tutta sincerità), così se uno più uno fa due eccomi qua. Assurdo per assurdo inizio con i soliti complimenti scontati e che già tutti hanno in mente: kolossal capolavoro, possente sia nella trama che nella fattura, immagini mozzafiato, emozioni a non finire, non riesce mai ad annoiare. Neanche se guardiamo la versione estesa, che il regista nel commento tende a sottolineare "non è la director's cut", con quindici minuti in più di scene tagliate riesci a farti scappare uno sbadiglio. Possiamo poi stare ore ed ore a discutere della magnificenza sprigionata dagli effetti speciali digitali per ricreare l'antica Roma ed il Colosseo, o sulle superflue inesattezze storiche o ancora sul rapporto epico che la figura di Massimo Decimo Meridio intraprende con il pubblico. non solo con quello finto da panem et circenses, ma anche quello che si siede comodamente sul divano ed ammira sia Russell Crowe sia Joaquin Phoenix. Entrambi meritano rispetto per il coinvolgimento che riescono a regalarci. Un film che ti prende quindi, ti conquista e proprio mentre il Generale indica che al suo via qualcuno deve scatenare l'inferno sei già lì bello e stregato. Ah, e io ci tiro pure poco per questi film pseudo storici che però innegabilmente se fatti hanno un loro perchè. La versione bluray è quella con la dicitura "10th Anniversary Edition" e presenta sia aspetti positivi che altri negativi. Dal punto di vista della qualità video si può dire che è un film da riferimento: tutto perfetto. L'audio italiano è un DTS 5.1 non lossless (quello in lingua originale sì invece) che non fa sentire la mancanza di qualcosa di migliore, almeno per me. Ogni scena, anche la più pompata è ben distribuite ed il bitrate (768 kbit) di certo non sfigura. Il contenuto invece sfigura un po' fin dalla confezione: la apri e ti trovi il disco con scritto "disc 1". Il che farebbe intendere che ne esista un secondo con altri contenuti. No per l'edizione italiana. Universal, vergogna, almeno stateci attenti. Nel solito disco come già detto abbiamo entrambe le versioni del film: l'estesa e la cinematografica che sarebbe la preferita da Scott vista la verve con cui presenta l'altra... Gli extra non ci sono se non nei commenti e nelle scene eliminate visibili separatamente. Poi ci sarebbe il sistema interattivo U-Control che ti permette una visione della pellicola con informazioni aggiuntiva
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Jack O. Lyroid
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21:24
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mercoledì 2 settembre 2015
Lo Sciacallo - Nightcrawler (2014)
Regia: Dan Gilroy
Anno: 2014
Titolo originale: Nightcrawler
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.9)
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E' il film d'esordio di Dan Gilroy, già sceneggiatore e fratello del più famoso Tony. Ed un inizio decisamente ing rande stile che pone l'accento tanto sulla trama quanto sull'efficace sistema di portarla sullo schermo con una vena di noir dalle forti tinte scure ed un alone di mistero sul personaggio che ti lascia un po' interdetto. La figura principale, recitata da uno splendido Jake Gyllenhaal (quello ad esempio di Donnie Darko o Zodiac) è senza dubbio accattivante e tutto il plot narrativo si basa su di essa e sulla sua evoluzione. Da disoccupato faccendiere e ladro, il nostro Lou farà carriera nel mondo delle riprese free lance per portare alle emittenti televisive locali, materiale sempre più d'impatto. Lo sciacallo, freddo e calcolatore, ambizioso e spietato, si muove senza far troppo rumore, senza che i dialoghi della pellicola riescano ad avvolgerci ed a prendere il sopravvento. Lou è una persona stramba e vuoi per la sceneggiatura o per la bravura di Gyllenhaal, non riesce mai a metterti a tuo agio. E la pellicola si muove sulla stessa direzione raccontando il lato marcio del giornalismo, quello dell'audience a tutti i costi, quello delle morti in dirette e del macabro che fa notizia. Un tipo di cronaca che come sappiamo prende sempre più piede ed attira sempre più spettatori, ingordi ed assuefatti da ciò che può shockare. Il cinismo non è solo di chi produce, ma anche quello relativo ai numeri ed agli indici d'ascolto. Lo sguardo ed il volto tendenzialmente non emotivo di Lou mentre riprende incidenti e crimini sono una costante in tutta la pellicola. Ottima da guardare e da godersi.
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Jack O. Lyroid
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19:45
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Ritiro da Londra
Come Zio Bestialotto ci insegna, c'è sempre un po' di malinconia e nostalgia quando si deve partire. Nostalgia per la pioggia, nostalgia per gli oltre 100 flaconi d cremine nel bagno di gettons, nostalgia per il 388 che ci ha accompagnato in luoghi di ogni genere. L'ultimo giorno è sempre il peggiore: c'è il volo, il check-in, il bus della National Express che probabilmente arriverà in ritardo ed altrettanto probabilmente rimarrà bloccato nel traffico. Così è anche un po' più complicato avere un piano da seguire. Ma con il tempo ci si fa il callo, e noi blogger ne sappiamo una più del diavolo. Così resta il tempo per vedere l'installazione con i palloncini a Covent Garden, passeggiare per quello che è il centro ed arrivare (inizialmente l'idea era di farlo a piedi, ma dopo un po' mi sono rotto) a Borough Market. Preanzettino vip con tanto di ostriche (dice della Normandia) ed un po' di stalkeraggio. Tutto nella norma qui, ma poi c'è da tornare a casa. Anzi ci sono già a casa ed ho un po' di sonno. Stanchi saluti a tutti i lettori.
martedì 1 settembre 2015
Wimbledon e mega camminata
Come ogni giorno pure questa mattina siamo stati accarezzati dalla simpatica e per nulla fastidiosa pioggerellina dicembrina che ha deciso di accompagnarmi in questa gita. Ben coperti, il mio fidato gettons ed io siamo andati alla scoperta del tempio del tennis: Wimbledon, con i suoi pratini all'inglese e quell'alone di storia che vibra nell'aria. Animati dallo spirito sportivo che si e' impadronito di noi abbiamo deciso di battere ogni record relativo alla camminata piu' lunga mai fatta (a nord dell'equatore) e, dopo un'oretta di treno le nostre tappe sono state al limite dell'impossibile. Quasi tutta East London, lungofiume e con non troppe soste, tra cui una mostra, una pisciatina al Tate Modern e la visita al tanto agognato Skygarden. Inoltre abbiamo pure trovato casa. Non la nostra, ma quella futura. Beh, ormai e' fatta. Al ritorno, sempre a piedi ovviamente, pit stop al ristorante italiano: ciao Giuliana, ti scrivero' presto.
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