venerdì 8 febbraio 2013

Ong-Bak - Nato Per Combattere (2003)


Regia: Prachya Pinkaew
Anno: 2003
Titolo originale: Ong-Bak
Voto: 5/10
Pagina di IMDB (7.2)
Pagina di I Check Movies

Filmaccio di arti marziali che potrebbe meritarsi un voto più basso nel malaugurato caso avesse maggiori pretese. Siccome però lo giudico solo in base al fatto che di combattimenti ce ne sono un bel po' e quasi ganzi ecco che può approdare ad un bel cinque netto. Gli incontri sono molti e Ting (Tony Jaa) lotta contro improbabili avversari, sempre più forti e particolari, un po' come nei videogiochi: Pearl Harbour che è una sorta di Guile di Street Fighter, Big Bear che può sembrare Undertaker, Toshiro dalle gambe velocissime e Mad Dog che lancia qualsiasi tipo di oggetto o mobile che trova. Ultimo e più agguerrito avversario è Samir Siddith che ovviamente non ce la farà contro il nostro amato eroe. La trama da sola è da conato, ma diciamo che oltre alle lotte c'è ben altro: tipo inseguimenti a piedi o con le sottospecie di apini che si ribaltano con estrema semplicità. Il tutto gestito con molta spettacolarità e poca probabilità come in un qualsiasi film di Jackie Chan. Sollo che qui siamo in Tailandia e nessuno sembra veramente cattivo. I colpi sono mortali, ma non crudeli e lasciano quel senso di leggerezza che non rende la pellicola molto gustabile se non per gli effetti coreografici. Un po' stucchevole l'utilizzo del replay per evidenziare mosse di muay thai con nomi fantasiosi o acrobazie spericolate degni di circensi. Una prova però accettabile che vede qualcosa di differente dai soliti Hollywood ed Hong Kong. Giusto per vedere qualche gomitata sulla testa e qualche ginocchiata sullo sterno.

giovedì 7 febbraio 2013

Jeffery Deaver - L'Addestratore


Autore: Jeffery Deaver
Editore: Rizzoli
Titolo originale: Edge
Pagine: 605
Voto: 1/5
Pagina di Anobii
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Trama del libro (quarta di copertina):

Ryan Kessler, un poliziotto frustrato con un'eccessiva propensione all'alcol e il grilletto facile. Joanna, sua moglie, una donna anonima e fin troppo riservata. Maree, la sorella di quest'ultima, affascinante e instabile, irresistibilmente attratta da uomini e situazioni a rischio. Come nel più crudele dei reality, i tre si ritrovano rinchiusi in un luogo inaccessibile e segreto, mentre un cacciatore di informazioni professionista, l'efferato e implacabile Henry Loving, tenta con ogni mezzo di rintracciarli per estorcere loro i dati riservati richiesti da una misteriosa "Fonte". Ben presto, però, nella struttura sorvegliata che dovrebbe garantire la protezione dei tre innocenti - o presunti tali - si risvegliano vecchi rancori e verità inattese cominciano ad affiorare. Chi è davvero la Fonte? Un prete sospetto che usa i risparmi dei suoi sprovveduti fedeli per finanziare il terrorismo islamico? Un senatore repubblicano in corsa per le prossime presidenziali? O un pericoloso psicopatico già amante di Maree? E ancora, che cosa sa Amanda, la figlia diciassettenne del poliziotto Ryan? È possibile che sia lei il vero obiettivo di Loving? Corte, l'agente federale incaricato di gestire il programma di protezione, che con Loving ha in sospeso una partita personale, per Incastrarlo si affida alle sofisticate risorse tecnologiche di un'agenzia di sicurezza governativa. E parallelamente, da appassionato di giochi di logica e di intelligenza, studia con puntiglio le mosse del suo avversario.

Commento personale e recensione:

Ho deciso di  inserire comunque la trama del libro presa dalla quarta di copertina, nonostante differisca enormemente dal mio giudizio. E' puramente commerciale e promozionale, ma almeno se avete già letto il libro potete riaverla sotto mano e capire quanto sia falsa. E qui fa davvero vergogna. Tra l'altro non le leggo mai, se non dopo aver terminato un libro perché le trovo faziose e differenti dal reale svolgersi della lettura nella maggior parte dei casi. Di conseguenza spesso non mi ritrovo con tutti gli infiocchettamenti che scrivono tanto per invogliarti a leggerlo o peggio a comprarlo. Di sicuro ultimamente Jeffery Deaver, che per me era un mito del thriller, in questi ultimi tempi ha molto bisogno di simili sotterfugi. Eh già, perché gli ultimi lavori che ho letto sono stati a mio avviso dei fiaschi clamorosi. Su alcuni potevo anche aspettarmelo visto che erano romanzi scritti in gioventù, pubblicati solo dopo che l'autore era divenuto famoso. Non che approvassi certo, ma potevo stare al gioco. Però, la stessa persona che ha dato vita a Lincoln Rhyme ed mi ha stuzzicato con Profondo Blu, adesso mi scade in questo modo... Quasi stento a crederci. E non solo come dicevo sopra, con i prodotti acerbi dei tempi che furono, ma anche con gli ultimi usciti. La crisi dello scrittore? Il blocco? Questo romanzo inoltre è scritto in prima persona, in una maniera talmente orribile che può anche sembrare uno Splinnter Cell di Tom Clancy, con la differenza che qui l'azione è palesemente finta e noiosa. A mio avviso è illeggibile, con vari colpi di scena o presunti tali messi ad arte in ogni capitolo giusto per generare maggiore confusione nel lettore e non arrivare a nulla. Seicento pagine di brodo allungato con alcuni interrogativi posti da un personaggio che non è niente: né carne né pesce. La delusione resta enorme non solo per la trama debole che ci propone, ma anche per tutto il resto: dai personaggi inconsistenti, al modo di scrivere altalenante tra il tedio ed il poco originale. Insomma, speriamo che si riprenda perché così rischia di perdere un grande lettore appassionato.

MacGruber (2010)


Regia: Jorma Taccone
Anno: 2010
Titolo originale: MacGruber
Voto: 3/10
Pagina di IMDB (5.3)
Pagina di I Check Movies

Se la sera siete stanchi e vi balena l'idea di guardare un film che sula carta potrebbe essere comico o demenziale  cercate se possibile di non scegliere questo. Dovrebbe trattarsi, di una parodia del famoso telefilm MacGyver. Se  però escludiamo la pitta bionda non ha niente a che vedere con la serie tv. E le gag sono penose ed inconcepibilmente scurrili. Dialoghi scritti da un tossico che abusa di metanfetamina e che non sa andare oltre quelli già copiati altrove. Una trama nella norma, ma con varie interruzioni ripetitive che nulla aggiungono all'economia del film. Resta poco altro da dire, anche se aggiungerei una nota su Val Kilmer che magari si è prestato alla "recitazione" in questo calderone o per scommessa persa o perchè è veramente giunto alla frutta. Non riuscirete mai neanche a sorridere a nessun tipo di battuta e vedrete l'eroe anni ottanta essere totalmente differente da quanto potete ricordare. Davvero, fa schifo. Non state neanche a scaricarlo, occupa byte utilizzabili meglio con un milioni di txt vuoti. Andate oltre.

mercoledì 6 febbraio 2013

Saw II - La Soluzione Dell'Enigma (2005)


Regia: Darren Lynn Bousman
Anno: 2005
Titolo originale: Saw II
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (6.6)
Pagina di I Check Movies
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Certo non sarà mai come il primo Saw forse perchè manca la novità e più che un horror è un thriller, ma non possiamo rimanere indifferenti alle tecniche utilizzate dall'Enigmista. La storia segue la precedente con macchinazioni ben studiate e colpi di scena che purtroppo allontanano l'attenzione dal vero e proprio "gioco" imposto. Le forzature sono evidenti, tutto quadra alla fine del film, con un tocco di ottimismo da parte del cattivissimo John Krmaer. Va bene che tutto è studiato nei minimi particolari, ma fa troppa leva sul caso e sugli aspetti psicologici delle persone che ha di fronte. All'interno della casa mattatoio poi possiamo notare che non tutti i personaggi, come invece veniva promesso, possono ascoltare le audio cassette e quindi non vengono messi alla prova. Per questo ritengo che il lavoro di Bousman sia un po' tirato via. Al di là di questo, lo spettatore tipico non sta troppo a gingillarsi su quanto sia possibile o su quanto sia coerente, ma adora guardare le tecniche di morte e di tortura messe qua e là come tranelli. Dal punto di vista delle aspettative non sono stato deluso: si tratta di un sequel per un film di grande successo che poteva anche essere già concluso. Mentre dal titolo italiano di questo possiamo essere indotti a credere che sia un capitolo definitivo , il finale lascia spazio a quella che sarà un lunga saga di mattanze. E resta una delle mie preferite.

martedì 5 febbraio 2013

Reign Over Me (2007)


Regia: Mike Binder
Anno: 2007
Titolo originale: Reign Over Me
Voto: 6/10
Pagina di IMDB (7.5)
Pagina di I Check Movies
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Bello, toccante, commovente e drammatico. Non propriamente quindi il classico film, almeno nel genere, che vede come protagonista Adam Sandler, anche se questo certo non sfigura. La trama è un polpettone drammatico, che detto sinceramente non mi avrebbe poi colpito più di tanto se il regista non avesse toccato una corda ultra sensibile come il disastro dell' 11 settembre. Già, sono un sentimentale e non posso non rimanerne toccato. Non starò quindi qui a spoilerare altro salvo che a mio parere l'altro protagonista Alan Johnson (Don Cheadler) avrebbe dovuto e potuto anche farsi un ballino di fatti suoi. Capisco il voler aiutare un vecchio compagno di scuola, ma perchè insistere nella cura terapeutica con psicologhi o terapeuti della mente. Una fissazione tipicamente americana che non condivido ma tantè...  Inoltre l'inserimento dell'inutile e confusionario ai fini della storia della quasi ninfomane Donna Remar (Saffron Burrows) è controproducente. Per il resto tutto molto toccante e ben fatto, soprattutto anche le disquisizioni musicali su artisti degli anni settanta ed ottanta oltre ai Pearl Jam che danno il titolo al film grazie a Reign O'er me (cover degli Who) ascoltata spesso in cuffia. Di una cosa sono certo: se penso a Sandler non penso ad un film drammatico peso in questo modo, ma mi son dovuto ricredere.

lunedì 4 febbraio 2013

Breaking Bad - Reazioni Collaterali [Stagione 4]


Anno: 2011
Stagione: 4
Titolo originale: Breaking Bad
Numero episodi: 13

Se nelle altre tre stagioni (qui, quo e qua) siamo stati spettatori di un crescendo volto sempre più al caos ed alla complicazione, qui sembra che le cose si rilassino, soprattutto grazie allo strepitoso ultimo episodio. Le vicende di Walt sono sempre state disordinate e caotiche, ma nel corso degli anni è cambiato profondamente fino a prendere il controllo quasi totale della situazione. Ultimamente non avevo troppa simpatia per lui, si era fatto prendere la mano e rischiava di essere troppo arrogante. Poi una bella lisciatina di pelo e contropelo... E non è che si dà una calmata, anzi forse potrebbe essere ancora più odioso, ma almeno smetti di frignare come una femminuccia. La reazione collaterale in questo caso è quella chimica che gli cambia il cervello e la mente: trama e crea situazioni machiavelliche che lo porteranno ad essere una mente criminale senza eccezioni. Meglio Jesse Pinkman a questo punto, che alterna momenti di lucidità a quelli di vera e propria demenza. Il mio preferito in assoluto è però un personaggio secondario: l'avvocato Saul Goodman. Preferenze a parte la quarta stagione si rivela oltre che ben fatta anche più avvincente e meno lenta delle precedenti, con più morti, più sangue e più violenza. La disperazione e la vendetta portano molto in là. Il finale avrebbe anche potuto essere qualcosa di conclusivo, ma c'è già la quinta in onda. Aspettiamo e guardiamo.