sabato 4 febbraio 2017
Kodi Krypton v17.0
Finalmente ho potuto smanettare un pochino con la nuova versione di Kodi che è già presente sulla Shield TV. Tenendola sempre in stand by credo che l'aggiornamento sia avvenuto in maniera silenziosa e quando sono andato ad aprire l'applicazione era praticamente tutto fatto. C'è da sistemare qualcosina, la skin che usavo ad esempio non è compatibile, e gli aggiornamenti di tutti gli addon scaricati ed utilizzati vanno fatti "a mano": è basto un aggiorna tutto ed il gioco è fatto. Dovrebbe trattarsi senza dubbio della release candidate 4. La cosa che colpisce maggiormente è ovviamente la nuova veste grafica (come skin uso Estuary che è quella di default per schermi non touch) che permette, dopo un po' di prove, di arrivare ad utilizzare i repository in maniera più veloce. Ovviamente per tutto quanto si voglia fare, di nuovo o di vecchio il consiglio è quello di seguire costantemente Adroidaba: i primi passi sono quelli di impostare (in base alle necessità ovviamente) i percorsi per i propri dischi condivisi in rete per ogni tipologia (Film, serie TV, musica e foto nel mio caso) e magari settare l'addon per visualizzare i canali del digitale terrestre con PVR IPTV Simple Client. Il resto è storia già vissuta che si trasforma in futuro.
Hunger (2008)
Regia: Steve McQueen
Anno: 2008
Titolo originale: Hunger
Voto e recensione: 4/10
Pagina di IMDB (7.6)
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No via, non mi è garbato. Troppo lungo, troppo silenzioso. Piani sequenza interminabili che hanno solo la funzione di distaccarti dalla storia. Storia che sì, molto particolare, una lotta di ideali e di volontà, ma che anche se approvassi o sostenessi, non riesce a colpirmi. Non tanto per la visione politica in sè, ma proprio per come viene raccontata e messa su pellicola. Ok, strazianti le scene dell'affamato, ma ne ho viste altre, anche dal vivo e non per scelta. E così mi trova abbastanza indifferente. Unico segno distintivo di una certa valenza è il dialogo tra carcerato e parroco, ma non si può ridurre un film ad una scena statica in cui due persone dibattono su questioni morali e di alto profilo. C'è sicuramente di meglio, anche in ambito IRA o lotte politiche.
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Jack O. Lyroid
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Red Dragon (2002)
Regia: Brett Ratner
Anno: 2002
Titolo originale: Red Dragon
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.2)
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Con Red Dragon abbiamo sia un remake del meno fortunato Manhunter che un prequel dell'ormai cult Il Silenzio Degli Innocenti e vede come protagonista ancora Hannibal Lecter (sempre Anthony Hopkins a vestire i suoi folli panni). Ad affiancare o contrapporre il cannibale abbiamo quello che oggi è un mostro indiscusso del cinema, ovvero Edward Norton, ma anche Ralph Fiennes non sfigura. Il thriller è emozionante, ben strutturato, con anche il colpo di scene che impreziosisce l'interessante parte investigativa. Insomma non manca nulla tra gli ingredienti che possono invogliare lo spettatore a guardare le due ore di pellicola. La tensione è alta in determinati momenti così come il mistero che inizialmente avvolge il serial killer (in realtà lo vedremo abbastanza presto) e le scene crude ci sono, sebbene si paiano molto dosate. Questo forse è il problema che più affligge il film: se escludiamo qualche ripresa sfuggevole dei corpi ormai privi di vita non abbiamo molto materiale che possa terrorizzarci o ammaliarci. Un tassello fondamentale per conoscere meglio il Cannibale. Il bluray è decisamente buono in molte scene, in altre è normale, nel senso proprio di normale. L'audio un semplice DTS lossy multicanale e gli extra sono molti, ma non organizzati alla perfezione:
- 2 commenti audio
- Scene aggiunte (con commento) (12 minuti)
- Il making of (14 minuti)
- Il viaggio di un regista (39 minuti)
- Effetti visivi (4 minuti)
- Test su pellicola (12 minuti)
- Anthony Hopkins: Lecter ed io (4 minuti)
- La fase del trucco (1 minuto)
- La sedia a rotelle incendiata (4 minuti)
- Scena del delitto di casa Leeds (4 minuti)
- Dagli storyboard: un raffronto (9 minuti)
- Nella mente di un killer con John Douglas (8 minuti)
- Il profilo FBI di Lecter
- Il primo film studentesco di Brett Ratner (4 minuti)
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Jack O. Lyroid
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venerdì 3 febbraio 2017
Tutti Gli Uomini Del Re (1949)
Regia: Robert Rossen
Anno: 1949
Titolo originale: All The King's Men
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.6)
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Per aver vinto tre Oscar tra cui miglior film, mi aspettavo decisamente qualcosa di più perlomeno a livello di montaggio o fotografia o qualche tecnica cinematografica particolare. Invece il suo punto di forza sta nel pessimismo politico: mostra la faccia sporca di una medaglia che luccica agli occhi dei votanti e del popolo. Il mondo politico è vario, ma ha sempre avuto una costante: promettere e cercare di mantenere. Non sempre i piani elettorali però vengono portati avanti una volta raggiunto il potere. Altre volte invece si mantiene l'esatta parola data, ma tutto ha un prezzo. Non è possibile fare una frittata senza rompere le uova, ed il personaggio di questa storia lo dimostra a più riprese. Un film maturo che seziona dall'interno le magagne e le truffe che stanno dietro ad un grande uomo politico, giudicando e mettendo a nudo gli orrori che possono celarsi dietro lavori ed opere di grande impatto. Peccato che la storia a tratti risulti noiosa e non abbia l'acume o la magnificenza di Quarto Potere.
giovedì 2 febbraio 2017
Il Vigile (1960)
Regia: Luigi Zampa
Anno: 1960
Titolo originale: Il Vigile
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.3)
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Alberto Sordi ed il mito del vigile. Il mito della commedia italiana, il mito della società italica raccontata in maniera divertente ed astuta. Non c'è che dire: avevo visto soltanto degli spezzoni qua e là, forse da piccolo con i miei genitori, ma non totalmente in grado di apprezzare. A distanza di mille anni, vediamo che nulla è cambiato in determinati atteggiamenti, che non vogliono puntare assolutamente il dito su di una particolare categoria, ma semmai su un modo di vivere la vita generalizzato. La genuina commedia di Zampa non solo fa ridere, ma fa riflettere, sebbene in maniera leggera e divertente, su aspetti sbagliati della società, da migliorare, ma in cui è semplice ritrovarcisi o rivedere situazioni quotidiane. La versione DVD è quella restaurata da Sky e si nota infatti un lavoro visivo non indifferente per una pellicola molto datata che può agevolmente dire la sua. Sono comprese, all'interno del film le due scene tagliate per censura (mah) all'epoca. L'audio è solo quello originale in mono e gli extra sono così distribuiti:
- Luigi Zampa: una lezione di cinema (18 minuti)
- Cast artistico
- Cast tecnico
martedì 31 gennaio 2017
Riso Amaro (1949)
Regia: Giuseppe De Santis
Anno: 1949
Titolo originale: Riso Amaro
Voto e recensione: 6/10
Pagina di IMDB (7.7)
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Prima di tutto Silvana Mangano: bella e brava. E sì, bella. Sembra veramente a suo agio di fronte alla camera da presa, nonostante i suoi diciannove anni. Poi il film, più che per la trama va anche valutato per il suo valore storico e di documentario. Il 1948, il post guerra e le campagne del nord Italia con le risaie e le mondine. Un universo nuovo, da scoprire nella sua autenticità di un’epoca ormai lontana, cambiata. I loro canti sono affascinanti così come la massa incredibile che si muove alle stazioni dei treni. un film neorealista che ci propone con esattezza attimi di vita quotidiana. E le donne sono le vere protagoniste nel bene e nel male. Le lavoratrici, le ladre, le innamorate, le sfruttate. La Mangano e Doris Dowling tengono testa senza troppa fatica a Vittorio Gassman e Raf Vallone essendo le vere eroine e coloro che hanno un ruolo mutevole in crescendo rispetto agli altri. Senza ombra di dubbio per poter amare ed apprezzare il cinema ci sono delle tappe fondamentali da seguire. E Riso Amaro è una di queste. Il DVD presenta la possibilità di scegliere l’audio italiano tra mono e 5.1 che in un paio di scene ha il suo perchè. Contiene inoltre un booklet di 14 pagine.
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