lunedì 23 febbraio 2026

Angra - Angels Cry

 

Artista: Angra
Anno: 1993
Tracce: 10
Formato: CD 
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A volte basta un film per riaprire un cassetto musicale. Dopo aver visto l’ultima trasposizione cinematografica di Cime tempestose, (nel pomeriggio la recensione) mi è tornata in mente la cover di Wuthering Heights degli Angra, e da lì il passo verso Angels Cry è stato immediato. È curioso come un gruppo power metal brasiliano sia riuscito a legarsi, almeno nella mia memoria, a un immaginario romantico e tormentato così lontano geograficamente e stilisticamente.

Angels Cry è un debutto che non suona affatto acerbo. Al contrario, è un disco che parte con ambizione e tecnica, mettendo subito in chiaro che qui non si tratta di semplice power metal europeo trapiantato oltreoceano. C’è una raffinatezza melodica che convive con una struttura spesso articolata, quasi progressiva, e una cura negli arrangiamenti che eleva il tutto oltre la media del genere.

Il vero punto di forza, però, è la voce di André Matos. Sensazionale è forse la parola più semplice e più giusta. Estensione ampia, controllo, teatralità mai eccessiva ma sempre presente. Riesce a essere potente senza perdere eleganza, drammatico senza scadere nel caricaturale. In un genere dove spesso la voce tende all’enfasi fine a se stessa, qui diventa strumento narrativo, elemento distintivo e identitario.

Brani come la title track o Carry On mostrano una band già sicura dei propri mezzi, capace di alternare velocità e aperture melodiche con naturalezza. E poi c’è quella cover di Wuthering Heights, scelta audace e per nulla scontata, che nelle loro mani diventa qualcosa di diverso: meno eterea rispetto all’originale di Kate Bush, ma carica di pathos metallico e interpretata con una personalità sorprendente.

Riascoltare Angels Cry oggi significa tornare a un’epoca in cui il power metal sapeva ancora osare, contaminarsi, cercare un’identità forte. Gli Angra non erano solo velocità e doppia cassa, ma anche cultura musicale, senso melodico e un gusto quasi classicheggiante nella costruzione delle armonie. Un gruppo particolare, fuori dagli schemi più rigidi del genere.

Forse non lo metto tra i dischi che ascolto più spesso, ma ogni volta che ci torno ritrovo quella sensazione di scoperta e di qualità che mi aveva colpito la prima volta. Angels Cry resta uno di quei debutti che non si limitano a presentare una band: la definiscono. E nel mio caso, basta un film in costume e una brughiera ventosa per ricordarmelo.

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