lunedì 23 febbraio 2026

Late Night With The Devil - In Onda Con Il Diavolo (2023)

 
Regia: Colin Cairnes, Cameron Cairnes
Anno: 2023
Titolo originale: Late Night With The Devil
Voto e recensione: 5/10
Pagina di IMDB (7.0)
Pagina di I Check Movies
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In Onda Con Il Diavolo è uno di quei film che partono come curiosità cinefila e finiscono per restarti addosso più del previsto. L’idea è tanto semplice quanto geniale: un talk show notturno americano del 1977, trasmesso in diretta la notte di Halloween, che degenera davanti agli occhi degli spettatori. Non ci sono case infestate o foreste oscure: il palcoscenico è uno studio televisivo, con pubblico, sponsor, risate a comando e la disperata caccia allo share.
Il conduttore Jack Delroy, interpretato da un magnetico David Dastmalchian, è un uomo in caduta libera. Dopo la morte della moglie e il crollo degli ascolti, è disposto a tutto pur di restare rilevante. Lo speciale di Halloween diventa così un circo mediatico in cui medium, illusionisti e scettici si alternano fino all’arrivo di una ragazzina sopravvissuta a un suicidio collettivo, presunta vittima di possessione demoniaca. Da quel momento, il programma smette di essere intrattenimento e diventa qualcosa di disturbante, ambiguo e progressivamente ingestibile.
La forza del film sta nella ricostruzione maniacale dell’estetica dei late show anni Settanta: luci calde, battute imbarazzanti, musica dal vivo e quella patina televisiva che restituisce la sensazione di stare guardando un nastro d’archivio ritrovato. Il formato finto-documentaristico alterna le riprese “in onda” a momenti dietro le quinte in bianco e nero, creando un senso di autenticità che aumenta la tensione. Non è un horror che punta sugli spaventi immediati; preferisce insinuarsi lentamente, trasformando il disagio in inquietudine e l’inquietudine in qualcosa di decisamente più oscuro.
Sotto la superficie demoniaca, il film funziona anche come una satira feroce della televisione e della nostra ossessione per lo spettacolo. La sofferenza diventa contenuto, il dolore intrattenimento, e il confine tra realtà e performance si dissolve in nome dell’audience. È un horror che parla del diavolo, sì, ma ancora di più della fame di visibilità e della disponibilità a sacrificare tutto pur di essere guardati.
Il finale abbandona qualsiasi rassicurazione e abbraccia il caos, scelta che potrebbe dividere: c’è chi lo troverà ipnotico e chi invece resterà spiazzato. Ma è proprio questa mancanza di conforto a renderlo memorabile. Quando scorrono i titoli di coda resta la sensazione di aver assistito a qualcosa di proibito, come se davvero si fosse intercettata una trasmissione che non doveva andare in onda.
Non è il film giusto per chi cerca solo salti sulla sedia, ma per chi ama gli horror atipici, l’estetica rétro e le storie che riflettono sul potere dei media, è un piccolo gioiello disturbante. E, cosa rara, riesce a spaventare più per ciò che suggerisce che per ciò che mostra.
 
 

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