mercoledì 27 maggio 2026

Blue Oyster Cult - Secret Treaties

 

Artista: Blue Oyster Cult
Anno: 1974
Tracce: 8 + 5
Formato: CD 
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Dopo Agents of Fortune era inevitabile curiosare nel resto della discografia dei Blue Öyster Cult. The Reaper aveva aperto una porta, e dietro quella porta c'era un mondo più oscuro e meno accessibile di quanto mi aspettassi. Secret Treaties  è il terzo album, quello che i fan e i critici indicano quasi unanimemente come il loro capolavoro, registrato prima che arrivasse il grande successo, quando la band aveva ancora quella fame che poi il mainstream tende a smussare.

È un disco che non ti viene incontro. Rispetto alla fluidità melodica di Agents of Fortune, qui c'è qualcosa di più spigoloso, di più oscuro, un hard rock che guarda al prog e al psichedelico senza rinunciare alla durezza, con testi che mescolano riferimenti alla Seconda Guerra Mondiale, all'occulto e a immagini inquietanti che non sempre si lasciano decifrare facilmente. Già la copertina dice qualcosa: la band in tuta da volo davanti a un Messerschmitt ME 262, uno degli aerei da guerra tedeschi, una delle ossessioni dichiarate del gruppo. Non è rock da ombrellone.

Career of Evil  scritta da Patti Smith,  apre il disco con un riff che taglia come un coltello, con quel refrain inquietante che rimane in testa più del previsto. Subhuman è il brano più pesante e claustrofobico, con cambi di ritmo e atmosfere che evocano qualcosa di difficile da nominare. Dominance and Submission cresce su un riff asciutto e diretto fino a un finale che si apre in modo inatteso, con organo e chitarra che vanno da parti diverse e ci arrivano ugualmente. E poi c'è Astronomy, il brano conclusivo del disco originale (ma nel CD ci saranno altri 5 extra) il più amato dai fan, quello che molti considerano una delle grandi ballate rock del decennio, con le chitarre che si amalgamano alle tastiere in modo quasi cinematografico.

Non è il disco che avrei scelto per avvicinarmi alla band, per quello rimando ad Agents of Fortune. Ma è quello che spiega meglio cosa fossero davvero i Blue Öyster Cult: una band che stava costruendo qualcosa di nuovo, in un momento in cui l'heavy metal non aveva ancora un nome preciso, e loro stavano già contribuendo a darglielo. 

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